martedì 7 aprile 2015

Turchia: censura per Twitter e YouTube, Facebook torna accessibile


Le autorità turche hanno ordinato il blocco dell'accesso ai social media per impedire la circolazione delle foto del procuratore ucciso la settimana scorsa a Istanbul. Nell'era 2.0 la censura si fa contro Internet. Così in Turchia dopo la pubblicazione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio dal fronte Fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo turco e poi ucciso nel blitz delle teste di cuoio, il governo censura YouTube e Twitter bloccandone l'accesso. Entrambi si sarebbero rifiutati  di cancellare le immagini.

A riferirlo è la versione online di Hurriyet, uno dei principali giornali del Paese, per  cui l'Access Providers Association, dopo varie lamentele da parte di utenti, avrebbe ricevuto l'ordine scritto del pubblico ministero di bloccare l'accesso ai siti. Inizialmente il blocco ha riguardato anche Facebook, poi è stato rimosso. Su tutti e tre i social sono comparse le foto del magistrato sequestrato. Lo scorso anno, le autorità di Ankara vietarono l'uso di Twitter e YouTube il 20 marzo e il 27 marzo, pochi giorni prima delle elezioni del 30 marzo. 

La decisione del giudice deriva dalla situazione di stallo mortale della scorsa settimana in un tribunale di Istanbul tra forze di sicurezza turche e militanti comunisti. Dopo aver preso in ostaggio il procuratore, i militanti hanno pubblicato la foto del Kiraz sui social media con una pistola alla testa e bandiere rosse giallo-stellate del gruppo marxista-leninista come sfondo. Le immagini del pm sono state ampiamente distribuite on-line e alcuni giornali li hanno stampate in copertina, spingendo le critiche da parte di governo e ministeri. 

Kiraz è morto per le ferite da arma da fuoco riportate nella situazione di stallo. Il procuratore capo di Istanbul ha detto che l'autopsia ha mostrato che il pm è stato colpito da proiettili sparati a distanza ravvicinata dai militanti. Le ordinanze del tribunale segnano l'ultimo sforzo in Turchia di censurare i contenuti su Internet e gli attivisti dicono che il governo sta cercando di imbavagliare il dissenso prima delle critiche elezioni parlamentari di giugno. Il governo di Ankara ha adottato una serie di leggi draconiane nel corso dell'anno passato.


Fonte: ANSA
Via: WSJ

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