lunedì 10 marzo 2014

Nuove Policy di Facebook e Instagram sulla vendita delle armi illegali


Facebook inasprisce le regole per la vendita di armi sul social network. Dopo le critiche che le sono state mosse, Facebook introduce nuove norme più stringenti, entrando così di fatto nell'acceso dibattito sulle armi negli Stati Uniti dopo Starbucks che ha chiesto in una lettera aperta ai propri clienti di non portare armi nelle caffetterie. Facebook è stata accusata da gruppi contro le armi di facilitare le vendite online di prodotti non regolamentati, consentendo agli "amici" di pubblicare sui propri profili armi in vendita.

"Stiamo lavorando duramente per trovare un equilibrio fra la libertà di espressione su temi che gli utenti ritengono importanti e la creazione di un contesto sicuro e rispettoso" afferma Monica Bickert, responsabile del global policy management di Facebook. "Abbiamo sentito di recente timori sulle offerte di vendita di armi, e questo è una delle aree in cui abbiamo difficoltà a trovare un equilibrio fra il desiderio di esprimersi e il riconoscere che questa libertà possa avere conseguenze da altre parti" mette in evidenza Bickert. 

Le nuove regole introdotte da Facebook e che entreranno in vigore nelle prossime settimane, si applicheranno anche a Instagram, la piattaforma per la condivisione di immagini. La società di Menlo Park assicura che solo gli adulti possono vedere online post sulle armi e invierà messaggi agli utenti che intendono venderle ricordando loro che devono rispettare le leggi. Gli amici che cercheranno di aggirare la legge, dicendo ad esempio "non richiesta verifica dei trascorsi personali", vedranno il loro annuncio sparire.

Il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, e il gruppo di sindaci contro le armi illegali (Mayors against illegal guns), sono stati sostenuti dall'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, che aveva chiesto a Facebook di adottare tali limitazioni. L'organizzazione Moms Demand Action ha invece raccolto oltre 230 mila firme per una petizione in cui si chiede alla società di Mark Zuckerberg di agire e pubblicato un video parodia di "lookback" contro la vendita di armi, producendo oltre 300.000 visualizzazioni su Youtube.




Fonte: Facebook
Via: ANSA 

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