venerdì 3 gennaio 2014

Class action contro Facebook, spia messaggi privati a fini pubblicitari


Prima brutta notizia dell'anno per Facebook. Il social network dovrà difendersi da una class action in cui è accusato di monitorare i messaggi privati degli utenti per vendere dati a scopi pubblicitari. La causa è partita da Matthew Campbell dell'Arizona e da Michael Hurley dell'Oregon, a nome degli utilizzatori americani che hanno inviato link nei propri messaggi. Facebook afferma che la querela è senza fondamento e si dice pronta a difendersi in tutte le sedi competenti. 

Nel mese di giugno, una vertenza simile era stata sollevata nei confronti di Google, accusata di rilevare a fini pubblicitari i contenuti delle email. Il caso di Gmail riguarda la presunta pratica di Google di scansionare automaticamente i messaggi di posta elettronica e la visualizzazione degli annunci basati sui contenuti delle e-mail. Facebook, in particolare, intercetterebbe i collegamenti ad altri siti inviati nei messaggi privati, arricchendo il profilo dell'attività online degli amici. 

La class action punta a ottenere 100 dollari per ogni giorno di violazione dell'Electronics Communication Privacy Act (ECPA) oppure 10mila dollari per ogni utente coinvolto. E, ovviamente, chiede la cessazione del monitoraggio del social network. "Il contenuto dei messaggi privati è particolarmente redditizio per Facebook. Chi utilizza il servizio crede che i messaggi privati non siano controllati e per questo motivo tende a rivelare informazioni riservate", afferma l'accusa. 

Secondo le stime, sono circa 166 milioni gli utenti statunitensi che hanno scambiato link tramite posta di Facebook. Recentemente il social network è stato criticato per avere proposto un aggiornamento che avrebbe autorizzato le aziende pubblicitarie all'utilizzo del nome e delle immagini degli utenti senza il loro consenso. Nel 2011, un giudice federale ha chiuso una causa intentata contro Facebook per la presunta fuga di informazioni personali degli utenti agli inserzionisti.



Fonte: Euronews
Via: Il Fatto Quotidiano
Foto archivio

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