lunedì 18 giugno 2012

Facebook dona 10 milioni dollari in beneficenza per violazione privacy


Facebook verserà 10 milioni di dollari in beneficenza per risolvere una disputa sulla sua presunta violazione dei diritti dei suoi utilizzatori. Lo riporta l'agenzia Reuters, sottolineando che l’azione legale era stata avanza da cinque "amici" del social network, che hanno accusato Facebook di aver pubblicizzato i loro "Mi piace" su alcune pubblicità senza pagarli o offrire loro la possibilità di non partecipare all’iniziativa.

La causa presso la Corte Distrettuale del nord della California riguarda il procedimento legale collegato alle cosiddette notizie sponsorizzate. I cinque ritengono quindi che il social network abbia violato i diritti sull’uso dei loro nomi, delle loro fotografie e dei loro "Mi Piace". La causa sarebbe stata avviata circa un mese fa, ma di fatto i dettagli non sono stati resi disponibili fino al weekend, con la notizia dell’accordo milionario.

Il Codice Civile della California rende illegale l'utilizzo "di nomi, voci, firme, fotografie o immagini per la pubblicità o la vendita" senza il consenso della persona. Una delle difese di Facebook era legata all'implicito consenso degli utenti che, accettando i Termini di Utilizzo di Facebook, si impegnano a dare il "permesso all'azienda di utilizzare il nome e la foto del profilo in relazione al contenuto (commerciale, sponsorizzato, o correlato)", soggetto ai limiti di luogo.

Ma i querelanti sottolineano che è impossibile scegliere di bloccare Sponsored Stories. Inoltre, a tutti gli account registrati di Facebook, prima che Sponsored Stories fosse esteso, non era stata chiesta l'accettazione all'uso. Facebook ha oltre 153 milioni di utenti negli Stati Uniti, guadagnando così 100 milioni dalle pubblicità e con 10 dollari a persona poteva costare a Facebook 1 miliardo di dollari.

Nella sua dichiarazione, il mediatore Edward A. afferma che "in assenza di un accordo, questi problemi potevano essere contestati a livello di tribunale, e forse per molti anni in appello". Il giudice distrettuale, Lucy Koh, ha riconosciuto i danni economici nell'uso da parte di Facebook. "La California da tempo riconosce il diritto a tutelare il nome e i gusti delle persone dall’appropriazione da parte di altri".

Via: The Verge

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