venerdì 25 maggio 2012

Facebook perde causa per violazione di trademark contro Faceporn


Non sono giorni facili per Mark Zuckerberg. Prima la quotazione in borsa del suo Facebook, che non è andata come si sarebbe aspettato. Poi la sconfitta nella causa giudiziaria intentata contro Faceporn. Il giovane miliardario americano aveva citato in giudizio per violazione di trademark i fondatori del social network dedicato al porno, nel quale gli utenti possono inserire propri video e foto amatoriali, oltre a guardare, condividere, commentare e votare i contenuti altrui.

Zuckerberg contava di far valere il marchio registrato sulla parola "Face" presso il tribunale della California e impedire ai "copioni" l'utilizzo della parola per violazione del trademark. Aveva chiesto la cessione del dominio, ma la sua richiesta è stata bocciata. Jeffrey White, il giudice che si è occupato della causa, ha valutato che la Corte californiana non ha giurisdizione sul caso perché il sito, essendo norvegese, non può aver danneggiato o offeso alcun cittadino californiano.


Da parte sua, Faceporn, che riunisce gli aspetti sociali e sessuali della vita - ma in un modo diverso da Facebook - potrebbe essere citato ancora in Norvegia Qui, i pulsanti non sono così tradizionali e il "poke" è sostituito da "flirt". Facebook, che è già ricorsa in tribunale in difesa del suffisso "book", in particolare con le denunce di siti come Shagbook e Teachbook, potrebbe tentare di raggiungere un accordo come ha già fatto con Lamebook o rivolgersi ad un tribunale norvegese.

Vie: Libero Quotidiano | CNet

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