sabato 31 marzo 2012

PhotoDNA, Polizia Postale e Microsoft contro pedofilia su Facebook


Attribuire un''impronta digitale' ad ogni foto che consenta di identificare in maniera univoca uno scatto e confrontarlo con i milioni presenti sul web: lo fa Photo Dna la nuova tecnologia Microsoft da oggi a disposizione degli investigatori della Polizia Postale, impegnati nel tentativo di arginare il fenomeno della pedopornografia online. Photo Dna è un software che consente alle forze dell'ordine di ridurre drasticamente i tempi di indagine ma anche i rischi per le vittime. 

Nel loro lavoro i Poliziotti utilizzano vari programmi di analisi ed il sistema CETS e una parte del lavoro di riconoscimento delle immagini pedopornografiche è automatizzato ma fino a quelche tempo fa i PC da soli non erano in grado di riconoscere una foto se la stessa veniva modificata anche di pochissimo. Questo accade ad esempio con le foto caricate su Facebook e i poliziotti per trovare quelle illegali dovevano osservare una ad una milioni di immagini. 

Ecco giungere oggi in soccorso della Postale e di tutti gli utenti della rete il PhotoDNA un'evoluta tecnica matematica che, per riconoscere un'immagine riesce ad estrarre l'essenza di una foto e la individua correttamente anche se è stata in qualche modo modificata o convertita in altri formati. Il segreto di questo software è nella sua tecnologia di confronto grafico, che è stata sviluppata da Microsoft Research in collaborazione con il Dartmouth College. 

Quest’ultimo conta sull’archivio del National Center for Missing & Exploited Children (NCMEC): una sorta di memoria fotografica dei bambini scomparsi negli Stati Uniti negli ultimi 10 anni. In pratica Microsoft PhotoDNA si occupa di individuare su Internet le foto e i filmati già segnalati alla Polizia (circa 65 milioni di file) e procedere con la comparazione. PhotoDNA crea di fatto una firma unica per ciascuna immagine digitale, una sorta di impronta digitale che può essere confrontata con le firme di altre immagini per trovarne le copie. 

L’ultima versione del software supporta le connessioni tra NetClean Analyze e il sistema Child Exploitation Tracking (CETS), una piattaforma collaborativa globale che tiene d’occhio i movimenti in Rete di centinaia di sospetti e consente di raccogliere prove a loro carico per lo sfruttamento della pornografia infantile. CETS è normalmente utilizzato dagli inquirenti in Australia, Brasile, Belgio, Canada, Italia, Regno Unito e Stati Uniti.



Fonti: ANSA | Agente Lisa
Via:Vodafone Lab

1 commento:

  1. fosse a vota bona stavolta che pigliassero sti uomm 'e' merda

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...