giovedì 15 marzo 2012

Foto del profilo Facebook primo giudizio di altri su nostra personalità


L’immagine batte i contenuti persino nel mondo virtuale. E più è ambigua, più ha effetto verso potenziali nuovi amici. Su Facebook è infatti la foto del profilo a essere la protagonista delle pagine dei singoli utenti. Proprio questa immagine influenza il primo giudizio degli altri sulla nostra personalità. Una ricerca dell’Ohio State University ha scoperto come gli utenti del celebre social network sondano le caratteristiche di un nuovo virtual friend: scartano status e testi, puntando alle fotografie.

Dall’indagine che ha coinvolto quasi duecento studenti del college statunitense è emerso che per farsi un’idea rapida e precisa di un potenziale amico è sufficiente lanciare un’occhiata alla sua foto profilo. Meno è definita e più si stuzzica la curiosità degli altri. Se la foto infatti rimanda messaggi marcatamente positivi finisce per frenare del tutto la curiosità di chi bazzica nella nostra pagina che viene prontamente abbandonata a favore del diario di qualcuno che sfoggia maggiori ambiguità, contraddizioni o spunti negativi. 

Insomma, se lo scatto ci lascia nel dubbio o suggerisce contenuti anormali, solletica il desiderio un po’ morboso di approfondire nel dettaglio e leggere biografia e status, prima di stabilire un’impressione definitiva. I 195 ragazzi coinvolti nella ricerca hanno visualizzato il profilo di uno studente fittizio per valutarne su una scala da 1 a 7 il livello di estroversione/introversione in base alla foto e a una frase descrittiva. Quando l’immagine rimandava a uno spirito socievole, il testo è stato prontamente scartato. 

Se riguardava un animo timido e riservato, i partecipanti correvano a sbirciare i contenuti. I risultati supportano la teoria che le persone tendono in generale a concentrarsi maggiormente sulle informazioni che hanno un background sfavorevole o fuori dalla norma. I ricercatori sostengono che i social network aumentino questa propensione, spingendo gli utenti a cercare quel “ qualcosa che non torna” capace di stuzzicare l’interesse. La fotografia o l’ immagine del profilo è però sufficiente solo a farsi una prima idea del potenziale amico virtuale.

Un’ulteriore analisi ha dimostrato infatti che i testi restano comunque più influenti nella formazione di una impressione durevole e significativa, soprattutto se aggiungono informazioni impreviste. Lo studio statunitense, pubblicato su Journal of Communication, ha lo scopo di evidenziare come le reazioni registrate attraverso i social network costituiranno i riferimenti futuri per la definizione di strategie comunicative e politiche efficaci, fondate sullo sfruttamento delle attuali dinamiche di percezione della desiderabilità sociale.

Fonte: Wired

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