venerdì 24 febbraio 2012

Rivendicazioni legali possono essere servite a mezzo Facebook


Facebook può ora essere utilizzato in tribunale anche in Gran Bretagna nei casi in cui il soggetto è difficile da trovare. Facebook è stato utilizzato in passato per servire soggetti, ma fino a poco tempo questo è stato consentito solo in Australia, e Nuova Zelanda - a causa delle leggi. Già nel 2009, il giudice Lewison aveva permesso un'ingiunzione per essere servita via Twitter, nel caso in cui il convenuto era solo conosciuto e identificato dal suo Twitter-handle (username), ma non poteva essere facilmente identificato in altro modo.

Trovare la gente su Facebook non dovrebbe essere molto differente soprattutto perché è possibile identificare le persone attraverso i loro nomi e le immagini del profilo (fake permettendo). Il giudice Nigel Teare ha approvato l'uso di Facebook dopo che era diventato sempre più difficile rintracciare Fabio De Biase, uno degli ex commercianti ed ex-broker coinvolti nel caso. Carte erano state lasciate al suo ultimo indirizzo conosciuto, ma non era chiaro se egli vivesse ancora lì. Gli avvocati avevano l'indirizzo e-mail del signor De Biase ed hanno pensato che Facebook sarebbe stato il posto più facile per localizzarlo.

Il giudice aveva bisogno della prova che l'account fosse attivo. Biase aveva recentemente accettato alcune richieste di amicizia. Tuttavia, questo processo dipende dalla regolarità con cui l'utente interessato visita il suo account Facebook. Con questo nuovo riconoscimento ci si può aspettare che i pochi documenti legali potrebbero restare in attesa sulle bacheche di alcuni utenti Facebook o nelle loro caselle messaggi. Sembra che il sito di social networking non serva solo per socializzare, ma lentamente la sua autenticità verrà accettata a vari livelli.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...