giovedì 27 gennaio 2011

Perseguitata su Facebook ma lui vive in Francia, non e' punibile


Da quattro anni vive un incubo la donna straniera ormai residente a Perugia da quasi due decenni. Un ragazzo francese conosciuto in una chat online la perseguita con messaggi, telefonate, e minacce a lei e alla sua famiglia. Ma la giustizia italiana nulla puo' oltralpe dove il reato di stalking non esiste. La vicenda e' riportata ieri dall'edizione Umbra del quotidiano Il Messaggero. La donna, cinquantenne, conosce un trentenne francese che le racconta di essere un malato terminale. Allora decide di fargli compagnia, per quanto possibile da dietro un pc. Ma poche settimane dopo averlo conosciuto, per lei inizia l'incubo: 16 lettere recapitate a casa e sul posto di lavoro, 40 telefonate al giorno e una valanga di messaggi. Lei decide di non sentirlo piu'. Ma lui reagisce male, la cerca al lavoro, trova i vicini di casa, alcuni parenti e li minaccia. Si iscrive in vari siti con l'identita' della sua vittima, e le fissa appuntamenti erotici. Sotto casa sua si presentano decine di uomini. Usa anche i nomi dei figli della donna per creare falsi profili online. E manda lettere con delle croci e i nomi dei piccoli scritti. Il pubblico ministero di Perugia Giuseppe Petrazzini ha aperto un fascicolo, ma per ora l'indagine si ferma al confine.

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