lunedì 10 gennaio 2011

Governo di Tunisi hackera i profili degli attivisti su Facebook


Non solo polizia nelle strade per cercare di avere la meglio sulla protesta che da settimane ha travolto la Tunisia, ma anche hacker per accedere agli account degli attivisti su Facebook, Google e Yahoo e intercettare i successivi passi della rivolta dei disoccupati. Questa la stretagia messa in campo dal governo tunisino. Ed è proprio per contestare l'aumento dei prezzi degli alimentari e il conseguente crescere della disoccupazione che nel fine settimana si sono intensificate le manifestazioni contro il governo centrale. Quest'ultimo, oltre ad aver ordinato alla polizia di sparare sui cortei, causando numerosi morti, sta ora cercando di scoprire via Internet le mosse dei manifestanti, secondo quanto denuncia la Commissione per la protezione dei giornalisti (Cpj). In particolare, sono stati violanti gli account su Facebook del giornalista Sofiene Chourabi di al-Tariq al-Jadid, giornale affiliato al partito di opposizione Ettajdid, e del giornalista video Haythem El Mekki, un indipendente. Tramite questi accessi, gli hacker sono anche entrati in possesso delle passwords di altri. "Sono stati cancellati i loro account e le foto delle proteste recenti sono state modificate'', ha dichiarato Cpj.

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