domenica 31 ottobre 2010

Gb: La figlia del capo dei servizi segreti con kalashnikov su Facebook


La figlia del capo dell'MI6, i servizi segreti esterni Gb, rischia di mettere in imbarazzo il padre, sir John Sawers. Corinne Sawers, 23 anni, appare infatti sorridente con un kalashnikov dorato in mano, di fronte all'albero di Natale, in una foto apparsa sulla sua pagina Facebook. Il capo dell'intelligence di sua maestà Sir John Sawers oltre che della sicurezza nazionale dovrebbe preoccuparsi della protezione della privacy a casa sua. Il mitra e' simile a quelli che facevano parte della collezione personale del rais iracheno Saddam Hussein. Secondo il Daily Mirror, il fucile sarebbe stato donato a sir John dopo la sua missione in Iraq. Uno scatto di dubbio gusto considerato l'impegno britannico a Baghdad. E non è la prima che il social network provoca imbarazzo a casa Sawers perché lo scorso anno la moglie di Sir John aveva pubblicato una foto dell marito in un un attillato costume da bagno ignorando tutte le impostazioni sulla privacy e la protezione dei dati personali. Lady Sawers ha messo quasi nessuna privacy sul suo account Facebook, rendendo i dettagli e le immagini della sua famiglia visibili a chiunque. E anche ora, in tutto Corinne ha 873 amici, decine di migliaia di utenti a livello mondiale possono ancora vedere la sua foto, armata di fucile sul sito di social networking. Una ex fonte della sicurezza, ha dichiarato: "Ha fatto una cosa molto stupida. "Data la delicatezza del lavoro di suo padre, avrebbe dovuto pensarci due volte prima della sua pubblicazione".

Anwar Al-Awlaki recluta jihadisti su Facebook


Grazie ai suoi forum su Facebook e ai messaggi su YouTube guadagnerà l'appellativo di Osama bin Laden del pianeta Internet. Awlaki, il cittadino yemenita-americano è considerato punto di riferimento per le nuove leve dei jihadisti, la mente della nuova strategia qaedista di attacco all’America. Nato il 22 aprile 1971 a Las Cruces, in New Mexico, da genitori di origine yemenita, al-Awlaki vive i suoi primi sei anni negli Usa e nel 1978 si trasferisce a Sana’a, la capitale dello Yemen, dove il padre, brillante economista con dottorato negli States, ricopre l’incarico di ministro dell’Agricoltura e rettore della principale università pubblica. Terminato il liceo, nel 1991 Anwar torna negli Usa per frequentare la facoltà di ingegneria alla Colorado State University prima, e specializzarsi in insegnamento ed educazione nell’Ateneo di San Diego dopo. E’ in questi anni che si avvicina al fondamentalismo islamico iniziando l’opera di proselitismo nell’ambito della Muslim Student Association. La sua permanenza negli Usa dura sino al 2002, perché dopo un anno di indagini il suo nome viene ricollegato agli attentati dell’11 settembre 2001. Alla fine del 2002 lascia gli Usa a causa del clima di «paura e intimidazione», e si trasferisce a Londra dove, di fronte a platee di almeno 200 giovani, invita a «non credere mai in chi non è musulmano perché capace di cospirare contro la religione islamica giorno e notte». E’ costretto due anni più tardi a lasciare anche il Regno Unito e si trasferisce in Yemen dove vive nel villaggio di Shabwa con sua moglie e cinque bambini. E’ talmente abile e pericoloso che Obama ad aprile di quest’anno firma il suo mandato di cattura e di eliminazione facendolo diventare il primo cittadino americano sulla lista speciale stilata dalla Cia. A lui sono legati tutti i fatti di terrorismo che hanno riguardato gli Usa negli ultimi due anni. Il suo nome infine è stato tra i primi a spuntare fuori dopo il ritrovamento dei pacchi esplosivi : entrambi provenienti dallo Yemen e spediti dalla stessa persona.

Fonte: http://www.lastampa.it/

PayPal e Facebook stringono amicizia per gli acquisti online


Facebook usera' PayPal per pagare la sua comunita' di sviluppatori e adottera' la nuova soluzione PayPal per beni digitali per gli acquisti degli utenti sul social network. Ora, infatti, ha raggiunto un accordo con Facebook di cui sarà partner primario. 

Lo ha annunciato il Chief Operating Officer dell'azienda di Zuckerberg, Sheryl Sandberg, che, intervenendo al convegno Innovate 2010, ha specificato che il social network userà PayPal sia per pagare la sua comunità di sviluppatori, sia per gli acquisti degli utenti sul portale. 

Pagare in due click Paypal ha inoltre in questi giorni lanciato un’applicazione per smartphone che permette di fare acquisti sicuri in due click. Il sistema Mobile Checkout, che consente di effettuare pagamenti nei negozi online senza la necessità di digitare i propri dati personali, sarà disponibile da oggi negli Usa. 

"Da quando abbiamo lanciato la piattaforma, PayPal ha imparato moltissimo dagli sviluppatori e la nostra piattaforma si è quindi evoluta per rispondere alle esigenze di questo mercato globale dinamico - ha dichiarato in una nota Scott Thompson, Presidente PayPal - La community dei nostri sviluppatori sta rivoluzionando il modo in cui le persone fanno acquisti e accedono all`informazione e all'intrattenimento. Insieme a loro, stiamo cambiando anche il modo in cui le persone pagano queste cose. Sono entusiasta per le enormi opportunità che abbiamo di fronte".

sabato 30 ottobre 2010

'Bambini scomparsi', l'applicazione per aiutare le forze dell'ordine


In Europsa ogni giorno scompaiono in media 27 bambini o adolescenti. È un fenomeno «in crescita», come denuncia il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, secondo il quale l'Italia «in ritardo» negli interventi preventivi e di accoglienza. Secondo i dati della Federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati, di cui è membro lo stesso Telefono Azzurro, nel 2009, in 11 paesi europei del network, sono state segnalate 9.685 scomparse di minori. Nell'85% dei casi, la motivazione è la fuga da casa o da un istituto; la maggior parte dei minori scomparsi, anche in Italia, riguarda stranieri (romeni e bulgari). E dopo l'applicazione latitanti, uno nuovo strumento è stato sviluppato per diffondere in maniera virale su Facebook l'elenco dei bambini che risultano scomparsi ed aiutare le istituzioni al loro ritrovamento trasformando quest’ultima in un azione collaborativa e sociale.


In questo ambito è nata un'applicazione (sviluppata da terzi), al fine di stimolare lo spirito di collaborazione della collettività con le Forze di Polizia nel settore della ricerca dei bambini scomparsi. Per poterla utilizzare è sufficiente collegarsi a questa pagina su Facebook ed avviarla. Potete inoltre aggiungerla alla vostra pagina Facebook. Il link di riferimento sul sito del Ministero dell'Interno è http://www.bambiniscomparsi.it/. L'applicazione è ancora in fase sperimentale e dunque soggetta ad ulteriori miglioramenti e sviluppi. Troverete l'opzione "Bambini scomparsi" nelle bacheche di tutte le Pagine che collaboreranno a questo progetto. In base ai risultati di questo esperimento, primo in Italia nell'ambito dei social network, si potrà valutarne l'uso in altre situazioni, dove risulti indispensabile la collaborazione del maggior numero di utenti.

Facebook sta apportando correzioni alla chat


In queste ore molti utenti stanno riscontrando problemi alla chat di Facebook, che risulta inaccessibile a molti. Ad alcune persone sono apparsi i seguenti messaggi: "Impossibile connettersi a Facebook Chat in questo momento" o "Si è verificato un errore nel salvataggio delle preferenze della tua chat. Riprova più tardi" o ancora un punto esclamativo giallo nell'angolo in basso a destra dello schermo. Per alcuni utenti, la 'online Amici' Chat bar non appare oppure non si espande quando si fa clic su.


In questi casi è inutile provare a cambiare browser (Firefox, Explorer, Chrome...), infatti è Facebook stesso a dichiarare che sta apportando delle modifiche al programma di chat della piattaforma. Non è la prima volta che Facebook si trova ad affrontare dei problemi con la sua chat e di recente è stata aggiornata, facendo riapparire la funzione "Cancella cronologia della chat", molto probabilmente dopo le centinaia di migliaia di proteste da parte degli utenti. La chiusura della chat di Facebook è stato un provvedimento degli sviluppatori necessario che per potervi lavorare hanno dovuto reso il servizio inaccessibile.

Tolleranza zero verso chi raccoglie e vende i dati dell'utente

Facebook, di recente ha appreso che alcuni sviluppatori di Facebook Platform hanno inavvertitamente condiviso ID utente (UID) a causa di un problema derivante dal modo in cui opera il browser web. Anche se Facebook non ha trovato alcuna prova che questa condivisione involontaria abbia portato alla raccolta di tutte le informazioni private degli utenti. Facebook ha comunque proposto una soluzione tecnica per evitare questo tipo di trasferimento in futuro. Inoltre, sta lavorando con i produttori di browser per affrontare questo problema in modo più ampio attraverso il web. Oggi, Facebook chiarisce che la sua politica è volta ad assicurare che gli sviluppatori comprendano il corretto uso degli UID nelle loro applicazioni. La politica del social network ha sempre affermato che i dati ricevuti da Facebook, tra cui UID, non può essere condiviso con i broker di dati e reti pubblicitarie. I network pubblicitari (comprese le società di offerta) che operano sulla piattaforma di Facebook sono già tenuti a firmare termini che regolano l'uso dei dati. Facebook sta chiedendo a dette reti pubblicitarie di eliminare qualsiasi UID Facebook, indipendentemente da come sono stati ottenuti, come condizione per continuare a servire la pubblicità su Facebook Platform. Facebook non ha mai venduto e non venderà le informazioni dell'utente.

Rapinatore smascherato su Facebook


Dal mese di luglio aveva messo a segno 6 rapine che gli hanno fruttato circa 13mila euro. Nel suo mirino pizzerie e tabaccherie del Tuscolano dove entrava armato di pistola a volto scoperto, indossando una giacca scura con i polsini rossi e uno zainetto viola. Ma la carriera criminale di A. P., 25enne romano incensurato, è stata interrotta. Infatti è stato sottoposto a fermo dagli uomini del Commissariato Tuscolano diretto da Laura Vilardo. Dalle immagini riprese da una telecamera di uno degli esercizi commerciali rapinati è stato possibile dare un volto al malvivente, ma, poiché incensurato, non è stato possibile trovarlo negli archivi della polizia. L'attenzione degli investigatori si è quindi spostata sui luoghi della zona Don Bosco frequentati da giovani, alcuni dei quali pregiudicati. In aiuto della polizia anche Facebook. Tra le foto degli iscritti, una in particolare ha destato l'attenzione degli investigatori perché raffigurante un ragazzo molto somigliante a quello che appariva nel video di una rapina. Una volta identificato il malvivente, grazie anche al riconoscimento da parte delle vittime, i poliziotti sono giunti alla sua abitazione in zona Casilino dove è stato arrestato.

venerdì 29 ottobre 2010

Facebook introduce il blocco permanente per i link esterni


La popolarità di Facebook è in costante aumento. Testimonianza di tale successo è il report di Securelist (Kaspersky) che indivua Facebook come la 4° piattaforma su cui si concentrano gli attacchi di phishing. Ancora una volta, dunque, lo spam si rivela uno strumento pubblicitario tanto fastidioso quanto commercialmente efficace. Per contrastare lo spam su Facebook, per esmepio da post generati da applicazioni esterne, il team di programmazione ha introdotto una nuova funzionalità che permette di rimuovere e bloccare un post non gradito.


Questo tipo di campagne spam, denominato image spam, che utilizza immagini per attirare l'utente, vengono sempre più utilizzate su Facebook, così da diffondersi in maniera virale. Per cancellare il post che troviamo sulla nostra bacheca, clicchiamo sulla X (visibile nella parte in alto a destra del post, passando sopra col mouse). A questo punto compaiono due opzioni: rimuovere solo il post o rimuovere e bloccare direttamente l'applicazione. Possiamo scegliere dunque la semplice rimozione o il blocco definitivo del post, che così non si ripresenterà in futuro.

Madre uccide figlio di 3 mesi che la interrompe mentre gioca a Farmville


Farmville, il browser game che ha stregato milioni di persone su Facebook è stato alla base di un terribile omicidio. Alexandra V. Tobias, 22 anni, ha ucciso il figlio di soli tre mesi, Dylan Lee Edmondson, perché l’avrebbe disturbata durante una sessione di gioco. 

Piangeva troppo, secondo la ragazza, e questo comportamento ha provocato in lei un incontenibile impeto di ira. Alexandra ha iniziato a strattonare con violenza il neonato, per poi fermarsi per una sigaretta, nell’inutile tentativo di recuperare la calma. Poi però, ha ammesso, ha ripreso a maltrattare il figlio, che ha tragicamente perso la vita. 

“Forse ha sbattuto la testa mentre lo scuotevo”, ha ipotizzato la Tobias durante il processo. Secondo la legge statunitense, la morte del piccolo Dylan è classificabile come omicidio di secondo grado, accusa che potrebbe portare ad una condanna all’ergastolo per la giovane madre. 

La stragrande maggioranza dei giocatori Farmville che accedono al gioco attraverso Facebook, dove dispone di 61 milioni di utenti registrati - equivalente a tutta la popolazione del Regno Unito, sono persone normali. 

Tuttavia, la dipendenza creata dai videogiochi è ormai considerata una vera e propria patologia, affrontata addirittura in alcuni centri specializzati in problemi di disintossicazione. Ciò che è accaduto è incredibile, ma, guardando il quadro in maniera più ampia potrebbe trattarsi di depressione, una malattia grave e reale.

Fonte: All Facebook

Polizia Postale, niente spionaggio su Facebook

"Figuriamoci se la polizia si mette a spiare i navigatori di facebook". Cosi' il direttore centrale della Polizia Postale Antonio Apruzzese spiega all'Agi, commentando il servizio del settimanele "L'Espresso". Quando la polizia postale o altri organi (carabinieri, GdF ecc.) nel condurre una indagine si dovesse trovare ad intercettare comunicazioni su facebook, spiega Antonio Apruzzese, "ci muoviamo sempre con l'autorizzazione della magistratura. Anche perche' nel caso contrario tutto cio' che si fa non avrebbe alcun valore processuale. Anzi se violassimo la rete senza autorizzazione della magistratura commeteremmo un reato penale". Poi il direttore della polizia Postale ricostruisce come la l'Italia abbia raggiunto un accordo con Facebook: "ai primi di ottobre sono venuti in Italia, dopo lunghe trattative e contatti i responsabili di Facebook al massimo livello accompagnati anche dai loro legali e hanno illustrato le procedure per chiedere ed ottenere l'accesso alla rete per vicende di polizia giudiziaria e, soprattutto per quali casi, in base alla legislazione anglosassone, si possono concedere le autorizzazioni. Hanno spiegato punto su punto, abbiamo stilato le linee guida e girato le direttive a tutti gli organismi di polizia italiana". E sempre per rassicurare i navigatori di facebook il dott. Apruzzese elenca quali sono in reati per i quali la magistratura italiana puo' concedere l'autorizzazione: "sono i reati ammessi dalla legislazione anglosassone: quelli contro la persona, il patrimonio, i suicidi, gli omicidi e la criminalita' organizzata.".

giovedì 28 ottobre 2010

Facebook introduce l'antispam per le pagine con una nuova colonna


Nelle scorse settimane Facebook ha testato un filtro antispam per le pagine, fornendo una nuova colonna, all'interno delle bacheche chiamata "Spam", che verifica la presenza di eventuali spam-post. Il filtro è adesso operativo e sarà così possibile visualizzarli, rimuoverli o approvarli in qualsiasi momento. 

E' ovvio che Facebook abbia fatto ricorso al filtro antispam per tentare di arginare i danni della crescente immondizia sul social network. E agli spammer è da addebitare un guasto derivante dalla loro attività: infatti anche post 'normali' potrebbero essere ritenuti spam da Facebook e dunque bisognerà effettuare una verifica manuale da parte degli amministratori delle pagine.

Come fa il sistema a riconoscere un messaggio di spam? Si tratta di una sfida talmente ricca di sfumature e basata sulla comprensione del contesto da poter essere vinta soltanto da un essere umano, mettendo spesso in profonda crisi anche l'algoritmo più potente. Infatti notoriamente i filtri antispam automatici funzionano male.

Spesso lasciano passare comunque troppo spam, oppure peggio ancora cestinano anche alcuni messaggi utili. Non siamo certi di quale tipologia di filtro usi Facebook, ma per essere sicuri di non incorrere nella trappola dei filtri evitate nei post quegli elementi che scattano la guardia dei filtri. Evitate parole come free o gratis, risparmia, guadagnare.

Proteggi il tuo account con Safego BitDefender


Con la crescente ed ormai indiscussa popolarità, Facebook è diventato anche l'obiettivo di chi usa la rete per fini criminosi. Spam, link a siti dal contenuto insicuro o link che scaricano software malevolo sui computer, affollano i profili di molti utilizzatori, grazie anche alla poca accortezza degli stessi utenti. In certi casi cliccare su un collegamento condiviso da un amico può essere abbastanza rischioso. Con l’intenzione di limitare questi rischi l'azienda produttrice di software per la sicurezza BitDefender, nota per l'omonimo antivirus, ha creato una applicazione per Facebook chiamata Safego che, usando una interfaccia molto intuitiva, si promette di rendere più sicuro l'account degli utenti.


Per utilizzare il software, loggati su Facebook, recatevi a questa pagina e date l'autorizzazione all'applicazione ad accedere alle vostre informazioni di base. Safego BitDefender controlla la bacheca del profilo, la casella di posta elettronica, commenti ed eventuali collegamenti malevoli, segnalando i relativi problemi. L’utente deve premere il pulsante Scan Now e attendere l’esito di Safego. Safego include una funzionalità di protezione della privacy, che avvisa nel caso il vostro profilo pubblico contiene dati privati ai quali possono accedere liberamente persone che non sono tra i vostri contatti di Facebook. Una volta installato, Safego vi protegge senza richiedere alcun input da parte vostra.

Telecom contro Facebook: usa la rete gratis, ma non è l'unica


Duro intervento dell’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè: Facebook, Apple, Google, eBay e Skype sottraggono risorse alle imprese nazionali di telecomunicazioni. Critiche anche nei confronti della politica fiscale. La diffusione di Internet, oltre un miliardo di utenti nel mondo che sono praticamente raddoppiati grazie a chi usa il web tramite rete mobile, ha portato un fenomeno curioso.

mercoledì 27 ottobre 2010

Nuova consolle per la gestione delle pagine di Facebook


Dopo le modifiche alle Pagine, Facebook ha provveduto alla realizzazione di una nuova consolle di controllo che rende più agevole e razionale la loro gestione. Si attendeva il lancio di questa importante novità da giorni e finalmente è arrivata. Invece di una unica pagina di accesso, troviamo un articolato menu (simile a quello che permette la modifica delle informazioni del profilo) che adesso appare cliccando sul pulsante "Modifica pagina". Il menu, molto intuitivo e pratico, raccoglie per categorie le principali modifiche che un amministratore può apportare alla propria pagina.


Dopo i numerosi furti di pagine, Facebook ha deciso di far un passo indietro, infatti il fondatore non potrà più essere rimosso dall'amministrazione. Adesso sono più visibili il comando per l'invio di aggiornamenti e la possibilità di promuovere la propria pagina, attraverso una inserzione pubblicitaria a pagamento (entrambi i comandi inseriti nella voce Marketing). Una novità interessante è la possibilità di cambiar nome alle pagine che contano un centinaio di iscritti. La schermata collegata alle Informazioni di base, infatti, presenta anche il campo 'Nome' modificabile.

martedì 26 ottobre 2010

Perchè si rompono le amicizie su Facebook secondo uno studente


Messaggi troppo banali oppure su temi potenzialmente molto divisivi, come la politica o la religione. Sono questi i motivi principali per i quali si rompono su Facebook le cosiddette «amicizie», almeno secondo la tesi di laurea di uno studente della Business School dell'Università di Denver, nel Colorado. 

In realtà, scrive il New York Times, la ricerca va più in profondità e analizza tutto il meccanismo con cui inizia e soprattutto finisce l'amicizia su Facebook (il cosiddetto unfriending). «Una delle cose interessanti - dice Christopher Sibona, che ha scritto la tesi insieme al suo relatore, il professor Steven Walczak - è che nel mondo reale le amicizie si rompono bruscamente, con violenza, oppure lentamente, per consunzione. 

Ma su Facebook c'è una persona che prende coscientemente la decisione di cancellarne un'altra dalla lista dei suoi amici e gli altri spesso non sanno il motivo della rottura». L'unfriending è stata definita come la conseguenza della strumentalizzazione e della banalizzazione che investe l'amicizia su Facebook, definizione di Lee Siegel, l'autore di "Against the machine: being human in the age of the electronic mob". 

Lo stesso scrittore ha dichiarato in un' intervista al Times: "Perchè rompere un'amicizia? Dopo tutto nel mondo reale non si ignora un parente solo perché è noioso. Il fatto stesso che si proceda all'unfriending è la dimostrazione che la definizione di amico su Facebook è differente da quella tradizionale".

Via: Il Corriere

Il boss Messina difeso dalla nipote su Facebook: sono fiera di lui


La nipote dell'ergastolano Gerlandino Messina, una ragazza di 17 anni, su Facebook difende lo zio. La discussione si è svolta sulla bacheca di un altro ragazzo. A provocare l'ira della ragazzina il commento di una coetanea che dà del "cretino" al boss. 

"Sono fiera di essere sua nipote, - scrive - è una persona bellissima e lo amo più della mia vita. Siete qui a giudicare ma perché non pensate agli affari vostri invece che a quelli degli altri. Prima di parlate informatevi. Io amo mio zio e lo difenderò contro tutto e contro tutti e contro i vigliacchi come voi".  

Una discussione dai toni molto accesi e che diventa rovente quando un'altra ragazza contesta la nipote del boss: "Vuoi dire che sei fiera di avere uno zio che ha assassinato un maresciallo dei carabinieri? Se fosse stata la bella persona che dici i Gis gli avrebbero citofonato e non avrebbero fatto l'irruzione con le bombe accecanti". 

Ma la nipote non desiste: "L'importante è che so io chi è mio zio e ribadisco di essere fiera (lo ripete tre volte scrivendolo in maiuscolo, ndr) di mio zio. Fatevi i cavoli vostri perché sapete solo accusare le persone senza sapere veramente le cose. Vi attenete solo alle cretinate che dicono i giornalisti. Chiudetevi sta cavolo di bocca e non parlate che fate prima. Vergogna, io amo mio zio e lo amero' sempre. Tu non conosci i valori della famiglia".

Fonte: la Repubblica

Polizia postale: oscurato falso profilo d'una 14enne


Un profilo con i dati anagrafici di una quattordicenne trevigiana è stato oscurato, su Facebook, dopo l'intervento della polizia postale: la ragazzina non si è mai iscritta sul social network. Ora la sezione di Treviso indaga per sostituzione di persona. La denuncia è partita un paio di mesi fa da parte del padre dell'adolescente e gli agenti stanno contattando i manager Facebook negli Usa per risalire al «falsario». L'indagine è ancora in corso. A raccontare la disavventura della quattordicenne è stato Ciro Pellone, dirigente della polizia postale e delle comunicazioni del Veneto. Tutto è partito chiacchierando con una compagna di classe, che le disse di aver visto il suo profilo online, con la sua foto, il suo nome e tutti i suoi dati. La ragazzina però sapeva di non aver mai aperto un account su Facebook e, tornata a casa, ha controllato. Subito i genitori hanno sporto denuncia. «Bisogna fare grande attenzione nel fornire dati personali su siti e social network – commenta Pellone -, non abbiamo mai la certezza di chi c'è dietro a un profilo su Facebook. Tuttavia i dati sono rassicuranti, e va sottolineato che gli aumenti dei reati informatici sono minori della reale incidenza dell'uso della Rete, che ormai ha raggiunto la maggior parte della popolazione».

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/

lunedì 25 ottobre 2010

Infedeltà dei coniugi in aumento, complice Facebook


Cresce il numero delle infedelta' coniugali tra gli italiani: la citta' dove si tradisce di piu' e' Milano seguita a ruota da Roma, ed aumenta la percentuale dei cosiddetti 'traditori seriali', coloro che scelgono di dare libero sfogo ai propri istinti attraverso i social network, in particolare Facebook. Gli uomini detengono ancora il primato in tema di infedelta' coniugale (55% dei mariti ha tradito almeno una volta, lo ha fatto il 45% delle mogli). Il 60% dei tradimenti avviene sul luogo di lavoro e l'ora piu' a rischio-tradimento e' nella fascia che va dalle 14 alle ore 15 ('pausa pranzo'). Nel 70% dei casi si tratta di 'scappatelle', mentre nel restante 30% di relazioni sentimentali stabili. "I dati denotino una sostanziale crisi della tenuta della coppia: nel 50% dei casi le 'corna' siano tollerate e stanno scomparendo gli 'Orlando furioso'" dice il presidente nazionale dell'associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, Gian Ettore Gassani. "Si e' elevata di molto - aggiunge l'eta' del traditore: la media tra uomini e donne e' di 44 anni. I piu' inclini in assoluto a tradire il coniuge sono pero' i maschi cinquantenni, catturati dalla sindrome di 'Peter Pan'. Gli uomini maturi davanti alla tastiera del persona computer vincono tutte le loro timidezze trasformandosi in romantici 'poeti' ed implacabili seduttori attraverso le varie chat e social network. Anche l'eta' delle donne infedeli si e' alzata di molto: oramai tradiscono anche le 'nonne' con uomini piu' giovani.

Fonte: AGI

domenica 24 ottobre 2010

The Social Network, il film su Facebook sbarca al Festival di Roma


Il film The Social Network, una delle pellicole più attuali e - secondo la critica americana - geniali del momento, verrà proiettato al Festival Internazionale del Film di Roma. La pellicola è stata diretta da David Fincher e racconta la nascita e lo sviluppo della celebre 'invenzione'. 

Una piattaforma che in pochissimo tempo letteralmente rivoluzionato il modo di comunicare e si è trasformata in un vero e proprio fenomeno sociale. ''La figura più interessante e controversa è proprio quella di Mark Zuckerberg, il giovane miliardario fondatore di Facebook'', spiega Eisenberg. ''Ho passato sei mesi a pensare alla sua vita per far vivere il mio personaggio''. 

Ad affascinare Fincher invece '' sono le persone, la storia, l'ambientazione e il concetto di etica morale che dal vecchio mondo degli affari sono qui trasposti nell'era dell'informazione digitale''. Con un box office negli USA di oltre 60 milioni di dollari, il film sarà proiettato nella sezione Spettacolo Eventi Speciali il 1° novembre. 

Nel cast un gruppo di giovani attori, tra cui anche Andrew Garfield e Justin Timberlake. Il film è tratto dal libro di Ben Mezrich 'Miliardari per caso'. L'invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento, la sceneggiatura è di Aaron Sorkin ed uscirà nelle sale italiane il prossimo 12 novembre. 

In una sera d'autunno del 2003, lo studente di Harvard Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg), un genio dell'informatica, siede al suo computer e inizia con passione a lavorare ad una nuova idea. Passando con furore tra blog e linguaggi di programmazione, quello che prende vita nella sua stanza diventerà ben presto una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione.

Via: Adnkronos

sabato 23 ottobre 2010

Ancora blackout per Facebook


Molti utenti nelle scorse ore non son riusciti per un breve periodo di tempo ad accedere al social network, ne ad inviare messaggi o visualizzare profili. Altri hanno incontrato difficoltà a visualizzare correttamente certe funzioni del sito. Storicamente, Facebook è stato fino adesso abbastanza bravo a mantenere il sito attivo e funzionante, ma negli ultimi mesi c'è stato un aumento del downtime, come il recente blackout dello scorso 22 settembre, cioè esattamente un mese fà. 

Mentre Facebook è tipicamente predisposto nell'ottenere il ritorno ad uno stato utilizzabile, non siamo del tutto sicuri quale sia stato il problema occorso alle ore 21 italiane di ieri, per circa 5 minuti. Sulla base di un comando traceroute sembra che il problema potrebbe essere attribuibile ad un errore DNS dei server di Facebook, qualcosa che la società ha già affrontato in passato. 

Dato che oltre 250 milioni di persone effettuano il login al sito ogni giorno, vi sono stati sicuramente molti utenti che non sono stati in grado di accedere al sito in quel breve periodo di tempo. Il sito di All Facebook ha cercato di raggiungere Facebook per scoprire cosa stesse succedendo, ma a causa del notevole volume di traffico non vi è riuscito e la causa più probabile resta quella descritta. Ci attendiamo un miglioramento del servizio e la risoluzione definitiva di questi problemi, ma nel caso si dovessero riproporre conoscete il motivo.



Facebook dichiara guerra allo spam e denuncia tre soggetti


Facebook dichiara di aver depositato, presso la Corte federale di San Jose, tre denunce separate contro tre diversi soggetti: due privati, Steven Richter e Jason Swan, e un'azienda, la canadese Max Bounty Inc. Facebook ha avviato alcune azioni legali nei confronti dei soggetti che avevano messo in atto manovre truffaldine ai danni degli utenti registrati al social network. 

Le tre vertenze sono incentrate su alcune offerte "troppo belle per essere vere" che hanno impazzato nei mesi scorsi in alcune pagine legate al social network addirittura promosse dagli utenti più creduloni. Le vittime dei raggiri rilevati da Facebook erano state persuase a pubblicare messaggi commerciali nelle "bacheche" degli amici in modo da avere titolo al ritiro di buoni spesa da 1.000 dollari o dispositivi Apple iPad gratuiti. 

Uno dei soggetti citati da Facebook aveva allestito dei falsi pulsanti "Non mi piace" che reindirizzavano gli utenti-vittima verso tutta una serie di siti web a carattere commerciale. Grazie ad un particolare meccanismo automatico di remunerazione, al presunto truffatore veniva assegnata una contropartita economica per tutto il traffico veicolato su tali siti. 

A favore di Facebook una giurisprudenza che la vede già protagonista: in una sentenza che risale ad ottobre 2009, infatti, tale Sanford Spamford Wallace è stato condannato a pagare all'azienda 411 milioni di dollari di risarcimento, mentre nel 2008 si era già aggiudicata 873 milioni di dollari per gli stessi motivi.

Via: Facebook

venerdì 22 ottobre 2010

La nuova consolle applicazioni di Facebook


Le applicazioni di Facebook sono concepite per migliorare l'esperienza degli utenti sul sito durante l'interazione con giochi e utili funzioni come Eventi e Foto. Facebook ha di recente modificato il sistema di accesso alla privacy delle applicazioni. Infatti non è più possibile accedervi attraverso il menu a discesa ma dalla pagina delle Impostazioni sulla privacy. Alcune applicazioni sono state progettate dagli sviluppatori di Facebook, ma la maggior parte di esse sono state progettate da sviluppatori esterni mediante l'utilizzo di API di Facebook.


Nella sezione Applicazioni e siti Web della pagina Impostazioni sulla privacy, potete decidere a quali tipi di informazioni è consentito l'accesso alle applicazioni dei vostri amici. Nella stessa sezione, potete anche disattivare la piattaforma. Se disattivate la piattaforma, verrete disconnessi da tutte le applicazioni e i siti Web esterni, mentre le informazioni e le impostazioni salvate potrebbero venire eliminate in modo permanente. In questo modo, i vostri amici non saranno più in grado di interagire con voi mediante questa applicazione.


Dopo aver consentito ad un'applicazione di accedere alle informazioni richieste, le applicazioni potranno interagire con le informazioni condivise tramite Facebook per consentirvi di connettervi ai vostri amici in modi nuovi e interessanti. Il documento Principi e normative per gli sviluppatori limita le modalità in cui alle applicazioni è consentito accedere a queste informazioni; per contratto, sussiste l'obbligo per le applicazioni di rispettare le impostazioni sulla privacy da voi scelte per il vostro account.

Svaligiano casa su Facebook, Polizia Postale indaga


È tornata a casa e l'ha trovata vuota. Il divano di marca, l'idromassaggio e le conchiglie, l'acquario, il tavolo da biliardo, la parete attrezzata, gli specchi. Non c'era più nulla. Niente quadri sui muri, tappeti e tende acquistate con gusto e ricercatezza. Hanno portato via anche il cordless di ultima generazione. Due anni di sacrifici volati per colpa di un hacker. 

Sì, perché il «colpo» subìto da Paola Letizia, 44 anni, una palermitana che lavora al Pubblico registro automobilistico, è stato virtuale come virtuale era la sua casa costruita in uno dei giochi di Facebook più noti: «Pet society». Paola non si è rassegnata, si è rivolta agli avvocati Mauro Torti e Ivano Natoli e ha presentato una denuncia: la Procura di Palermo ha aperto un'indagine e adesso la polizia postale dà la caccia al pirata che si è introdotto nell'account di posta elettronica della donna e le ha «svaligiato» la casa virtuale. 

Un'abitazione che esiste solo sul social network, ma che la protagonista considera un'autentica proprietà. Sette stanze arredate in stile moderno con un gatto, anch'esso virtuale, che lei aveva chiamato Blue Cat, e che è rimasto solo. Già, il ladro-hacker, nell'appartametno vuoto, ha lasciato solo lui. 

Il pm Marco Verzera aveva chiesto l'archiviazione del caso, ma i legali si sono opposti e il gip Fernando Sestito ha imposto la prosecuzione delle indagini per «introduzione abusiva e aggravata» nella corrispondenza elettronica e nelle attività ad essa collegate: un reato punito con l'articolo 615 e che prevede una pena da uno a cinque anni. All'impiegata hanno rubato la password e violato l'account di posta elettronica, passaggio obbligato per andare alla sua casetta di Pet Society.



Fonte: La Stampa

giovedì 21 ottobre 2010

Minacce su Facebook alla Gelmini, messaggi a sostegno e solidali


Dopo i gruppi su Facebook 'Uccidiamo Berlusconi', adesso e' la volta del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Il popolo del network si e' scagliato contro la titolare del dicastero di viale Trastevere costituendo oltre quaranta gruppi 'Uccidiamo la Gelmini'. E poi altri 29 gruppi con tantissime altre offese pesanti.

martedì 19 ottobre 2010

Il Congresso chiede spiegazioni su privacy a Zuckerberg

Il Congresso chiede spiegazioni a Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, dopo l'inchiesta del Wall Street Journal sulla violazione della privacy degli utenti del sito di social network. "Questo genere di abusi alla privacy del consumatore sono un motivo di preoccupazione", scrivono in una lettera indirizzata a Zuckerberg due rappresentanti del Congresso. I delegati vogliono sapere quanti utenti sono stati coinvolti, "quando Facebook e' venuto a conoscenza del problema e quali cambiamenti il sito decidera' di attuare per rafforzare la privacy". Dall'inchiesta del Wall Street Journal è emerso che alcune delle più amate e diffuse applicazioni di Facebook hanno trasmesso dati personali degli utenti ad aziende pubblicitari e società di ricerche di mercato. Una chiara violazione alle regole sulla privacy a cui il sito a detto più volte di attenersi. La questione della privacy è un problema di grande rilevanza e di difficile soluzione per Facebook che, da un lato, ha bisogno di potere in qualche modo trasformare i dati e le informazioni degli utenti in qualcosa di spendibile, dall'altro deve stare attento alla sensibilità dei propri iscritti.

Via: http://notizie.virgilio.it/

Facebook spopola nel Medioriente, pronto a lanciare nuove iniziative


Facebook spopola negli Emirati, dove lo usa il 40% della popolazione. Ma il social network in generale riscuote successo in tutto il Medio Oriente tanto che intende lanciare nuove inziative per la regione. E' questo il quadro delineato da Randi Zuckerberg, direttore marketing e sorella del discusso enfant prodige fondatore del gruppo, Mark Zuckerberg. 

Dati alla mano: "abbiamo due milioni di utenti negli Emirati" ha detto Randi Zuckerberg nel corso del Gitex Global leader Summit di Dubai. "Circa il 15% dei nostri utenti è nel Medio Oriente" ha aggiunto, spiegando che il social network "sta pianificando di concentrarsi in modo più forte nella regione".

Quanto ai timori di violazione della privacy sulla condivisione dei dati con parti terze, governi inclusi, Zuckerberg ha assicurato che "abbiamo severe politiche per non condividere le informazioni". Per legge in alcuni paesi Facebook è tenuto a condividere le informazioni con le autorità in caso di indagini degli inquirenti su presunte attività criminali.

"Diversamente - ha concluso - non trasmetteremmo mai le informazioni ai governi". Gli Emirati Arabi Uniti sono uno stato nel sud-est della penisola araba, nell'Asia sud-occidentale, e composto da sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn.

Via: Adnkronos

Il Grande Fratello sbarca su Facebook

E' sicuramente una delle grosse novità dell'edizione numero undici del reality show per eccellenza: il Grande Fratello arriva su Facebook con la sua pagina ufficiale). Tramite il social network si possono avere in tempo reale notizie sulla vita nella casa più spiata d'Italia. Si possono vedere i video, soprattutto quelli relativi alle scene "cult". Ci sono tutte le informazioni sui concorrenti e presto sarà attivato anche l'indice di gradimento Facebook: gli utenti con un apposito sondaggio online indicheranno i loro inquilini preferiti. Già, gli utenti, sono proprio loro al centro del servizio Grande Fratello Facebook: sulla pagina ufficiale ci si ritrova infatti tutti insieme per condividere informazioni e soprattutto per commentare gli ultimi avvenimenti all'interno della casa del Gf. Dunque, appuntamento sulla pagina ufficiale del Grande Fratello, per seguire i post che man mano verranno pubblicati, vedere i video più interessanti selezionati per gli utenti di Facebook e parlare e confrontarsi con tutti gli altri fan del reality show. Il tutto in una pagina dove i commenti vengono controllati e moderati con continuità proprio per garantire che lo spazio del GF su Facebook sia un luogo virtuale dove è possibile discutere e confrontarsi sempre in modo assolutamente civile e simpatico. Questa è l'idea che sta alla base di tutta l'iniziativa.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/televisione/

Italiani più connessi al mondo su Facebook

L'Italia è la nazione al mondo che trascorre più tempo su Facebook, sei ore e 27 minuti al mese in connessione con amici vecchi e nuovi, contro le sei ore degli Stati Uniti e le 4 ore e dodici minuti ogni 4 settimane degli "utenti" francesi. Più che una moda Facebook sembra una dipendenza, un bisogno. Gli italiani, e non soltanto i più giovani, non riescono più a vivere senza il loro social network di riferimento, in una "interrealtà" dove le emozioni non sono più soltanto virtuali ma neanche del tutto vere, e dove la community accompagna ogni passaggio della giornata, ogni fase della vita, amore, lavoro, nascite, morti, matrimoni, divorzi. Dando luogo a "processi di relazione inediti", in cui la grande spinta è quella di "poter finalmente raccontare se stessi" come scrive Giuseppe Riva, docente di Psicologia della comunicazione all'università Cattolica di Milano, e autore del libro "I social network" edito dal Mulino, appena arrivato in libreria. "Uno degli elementi che salta agli occhi - dice Riva - è che se gli uomini sono numericamente più numerosi delle donne, sono poi le donne e le ragazze dai 15 ai 35 anni a passare più tempo in connessione, quelle che si aprono di più, raccontano di se stesse e dei loro sentimenti, diventando così anche i soggetti più vulnerabili del social network". Ci sono infatti più profili dei principali dei frequentatori di Facebook, ma due sono quelli dominanti. "C'è chi lo utilizza per mettersi in relazione - aggiunge Giuseppe Riva - per farsi conoscere, e chi invece ama guardare le vite degli altri, navigare senza mostrarsi, spiare esistenze e identità".

Fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/

Giochi ed applicazioni su Facebook violano la privacy degli utenti


Molti giochi e applicazioni popolari su Facebook rivelano il nome degli utenti, e a volte anche dei loro amici, a compagnie pubblicitarie e no. Lo rivela il Wall Street Journal. Il problema coinvolge decine di milioni di utenti. Le 10 applicazioni piu' popolari su Facebook trasmettono i nomi degli utenti a societa' esterne; 3 anche i nomi degli amici. Tra queste 'app' ci sono alcuni giochi di successo pubblicati da Zynga come FarmVille, Texas HoldEm Poker e FrontierVille. Impostare dunque le opzioni più restrittive tra quelle che dovrebbero garantire la privacy sul social network può non essere una protezione sufficiente. Non è noto da quanto tempo esista questa falla di sicurezza, scrive il giornale, ma un portavoce di Facebook ha assicurato di essere al lavoro per arginarla grazie all’introduzione di una nuova tecnologia. «Abbiamo preso misure immediate per disabilitare tutte le applicazioni che violano i nostri termini ed assicuriamo comunque che la fuga di dati è avvenuta in buona fede e non per via di accordi ben precisi con le aziende coinvolte», ha detto a riguardo un portavoce di Facebook.

lunedì 18 ottobre 2010

Facebook vietato a chi è ai domiciliari


Chi è agli arresti domiciliari non può comunicare con ‘Facebook’ ma solo limitarsi ad usare Internet a scopo conoscitivo senza entrare in contatto con altre persone. Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 37151 con la quale ha accolto il ricorso del pm di Caltagirone che chiedeva la custodia in carcere per un indagato che, ai domiciliari, comunicava su ‘Facebook’ nonostante avesse la prescrizione di limitarsi ai contatti con i soli familiari conviventi. “La moderna tecnologia - spiega la Cassazione - consente oggi un agevole scambio di informazioni anche con mezzi diversi dalla parola, tramite Web e anche tale trasmissione di informazioni deve ritenersi ricompresa nel concetto di ‘comunicazione’, pur se non espressamente vietata dal giudice, dovendo ritenersi previsto nel generico ‘divieto di comunicare’ il divieto non solo di parlare direttamente, ma anche di comunicare attraverso altri strumenti, compresi quelli informatici, sia in forma verbale che scritta o con qualsiasi altra modalità che ponga incontatto l’indagato con terzi (’pizzini’, gesti, comunicazioni televisive anche mediate, ecc.)”.

Fonte: http://techblog.tgcom.it/

domenica 17 ottobre 2010

Sarah: Facebook contro la cugina Sabrina

L’interrogatorio e l’arresto di Sabrina Misseri è argomento di forti discussioni anche su Facebook. Il social network è invaso di messaggi e gruppi contro la cugina di Sarah Scazzi, arrestata per concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Odio e rancore, ma anche sospetti che non sono mai stati così fondati, a distanza di due mesi fatti di appelli in tv e accorati messaggi alla cugina scomparsa. “Sarah, se mi stai ascoltando, torna a casa, ti vogliamo bene”, affermava Sabrina alle televisioni di tutto il paese. La messinscena della ragazza e' durata 50 giorni durante i quali Sabrina non si e' persa neppure un'apparizione televisiva, ha pianto davanti alle telecamere ogni volta che cominciava una diretta ed e' stata straordinariamente precisa sugli orari delle telefonate fatte a Sara fino al momento della scomparsa. Fino a quando suo padre, schiacciato dal rimorso, ha simulato il ritrovamento del cellulare della nipote e ha confessato il delitto. Su Facebook numerosi i gruppi contro di lei: Giustizia per Sabrina, Sabrina in carcere per sempre e così via. E' un Paese sotto choc ed Avetrana oggi e' un luogo avvolto da un'atmosfera pesante. E' come se il peso del fermo di Sabrina, del suo possibile coinvolgimento nell'omicidio della cugina e amica del cuore Sarah Scazzi, abbia reso ancora piu' opprimente l'orrore di quella corda stretta intorno al collo della quindicenne, di quel corpo violato sotto l'albero di fico dallo zio reo-confesso, Michele Misseri, padre di Sabrina. Agli occhi della gente la casa Misseri oggi appare come la casa degli orrori.

Fonti: http://www.newnotizie.it/ - http://www.ansa.it/

sabato 16 ottobre 2010

La Regione Lazio vieta Facebook ai dipendenti‎


Gli oltre tremila dipendenti della Regione Lazio non potranno più accedere a Facebook durante l’orario di lavoro. Il benestare a questa decisione è stato direttamente dalla goverantrice Renata Polverini che ha autorizzato Salvatore Ronghi, segretario generale della regione Lazio, ad emanare due circolari sulla tematica. In esse viene proibito l’accesso al social network più diffuso al mondo durante l’orario di lavoro. Il provvedimento non riguarda però solamente Facebook ma anche altri siti non pertinenti il lavoro svolto o considerati utili. Obiettivo ultimo dichiarato evitare gli sprechi e impiegare meglio le risorse a disposizione. La decisione nasce anche sull’onda dei risultati di una indagine interna svolta direttamente sui computer impiegati da dipendenti e dirigenti della Regione Lazio in base alla quale è emerso che il 70% di essi si collega a Facebook mentre il 20% lo usa altri servizi come Messenger (messaggistica) e Youtube (video sharing). In tal senso il segretario generale ha richiesto che "avendo riscontrato un utilizzo ludico o, comunque, non attinente all’attività lavorativa della rete internet da parte dei dipendenti regionali e verificato che l’impiego improprio di tale risorsa pregiudica ed ostacola l’attività dell’amministrazione regionale, si richiede che venga inibito, a tutto il personale regionale e con la massima urgenza, l’accesso alla rete internet che non sia di stretta attinenza all’erogazione della prestazione lavorativa".

Fonte: http://www.cwi.it/

venerdì 15 ottobre 2010

Mi piace sulla sedia o dove capita, unite contro il cancro


Migliaia di donne italiane in queste ore stanno modificando il loro stato su Facebook con un messaggio personale dai toni maliziosi che incuriosisce molti, soprattutto uomini: "Mi piace… lì". E al posto del lì, la fantasia si sbizzarrisce a elencare quei luoghi in cui le donne coinvolte in questo progetto lasciano... la loro borsa. Il motivo di tanto successo virale per questa operazione su Facebook è presto detto e per nulla ludico: 

è il supporto che le donne italiane stanno dando, volontariamente, alla promozione del mese (ottobre) della prevenzione del cancro al seno, grazie alla campagna "Nastro Rosa" voluta dalla Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori. Per attirare l'attenzione sul mese della lotta contro il cancro al seno, l'anno scorso era stato il colore del reggiseno. Era sempre il mese di ottobre, comparso accanto al nome nel profilo femminile di milioni di pagine Facebook, aveva incuriosito gli iscritti maschi su cosa fosse mai quell'epidemia di 'nero', 'avorio', 'rosso' e 'rosa' che accompagnava lo 'status' delle loro amiche. 

Il mese di prevenzione è arrivato alla sua diciassettesima edizione: in questi giorni, contattando le sedi provinciali della Lilt, è possibile prenotare la visita gratuita di controllo in uno dei quasi 400 ambulatori presenti sul territorio nazionale. Sensibilizzare l’universo femminile sui controlli e sul come sconfiggere la malattia attraverso le visite e l’autoanalisi è un passo fondamentale in un Paese in cui ogni anno viene diagnosticato il cancro al seno a 40mila donne e dove una donna su 33 muore per un carcinoma mammario. Ancor più grave, una proiezione sul 2010 dice che a fine anno i nuovi casi di tumori saranno stati 42mila.


Via: Adnkronos

Facebook integrato in Skype 5 per interagire con la bacheca del sito


Skype annuncia la nuova versione di Sype per Windows. Per la prima volta, gli utenti Skype possono essere aggiornati e interagire con la bacheca di Facebook, ad esempio scrivendo commenti e selezionando "Mi Piace" sullo stato dei loro amici o sui post, il tutto direttamente da Skype. Con l’integrazione della rubrica di Facebook su Skype è possibile telefonare e mandare SMS ai propri amici di Facebook direttamente sul loro cellulare o telefono fisso, in pochi clic. 

Se un amico di Facebook è anche un contatto Skype, è possibile effettuare una telefonata gratuita Skype-to-Skype. La nuova versione di Skype, che mira ad offrire una maggiore qualità delle chiamate, introduce il recupero automatico delle telefonate, che aiuta gli utenti a ripristinare velocemente il collegamento in caso di chiamate interrotte a causa di problemi di connessione internet. 

Inoltre, una funzione di controllo delle chiamate ne rileva la qualità audio e video, offrendo consigli per risolvere problemi e migliorare l’esperienza dell’utente. Chi scarica la nuova versione di Skype potrà provare gratuitamente, per una volta, il nuovo servizio di videochiamata di gruppo, ancora in versione beta. 

Questa funzionalità permette di effettuare videochiamate con più di due persone contemporaneamente, ed è facilitato dalla visualizzazione dinamica che evidenzia automaticamente chi sta parlando in quel momento. Ricordiamo che per effettuare chiamate Skype-to-Skype da Facebook è necessario che la persona da chiamare abbia inserito il suo ID Skype nel profilo di Facebook. E' possibile scaricare il nuovo Skype direttamente andando a questo link.


Fonte: ANSA

giovedì 14 ottobre 2010

In arrivo la password usa e getta per maggiore privacy e sicurezza


Maggiore attenzione a privacy e sicurezza. Questa sembra la strategia di Facebook, che dopo aver introdotto la funzione gruppi, annuncia un'altra novità: presto sarà possibile richiedere una password temporanea e monouso per connettersi da computer pubblici. 

Come si legge sul blog ufficiale della società, infatti, "se si è preoccupati della sicurezza del pc da cui si sta accedendo a Facebook, si può richiedere l’invio di una password temporanea che sostituisca quella normalmente in uso". Per far ciò basterà inviare un sms con scritto "otp" - one time password - al numero 32.665 per ricevere una nuova parola chiave valida per 20 minuti. Condizione indispensabile per richiedere il servizio è quella di aver inserito il proprio numero di cellulare nelle informazioni dell’account, in modo da essere riconoscibili. 

Facebook sta introducendo la funzione in modo graduale e nelle prossime settimane dovrebbe essere a disposizione di tutti gli utenti. Non è ancora chiaro però se il numero sarà lo stesso in tutto il Mondo e se avrà un costo il messaggio inviato agli utenti. 

Il social network, sta lavorando costantemente su nuovi modi per proteggere l'utente da truffe e cerca di aiutare l'utente a mantenere il proprio account e le informazioni sicure. Facebook ha sempre dedicato molto tempo e sforzi per la sicurezza. Noi consigliamo di prestare attenzione quando si accede da luoghi 'poco sicuri' e di effettuare l'accesso al proprio account solo quando strettamente necessario.

Via: Facebook Blog

In due tentano suicidio in Umbria, salve grazie a Facebook


In due hanno tentato il suicidio in Umbria, una 29enne ad Orvieto e un'altra donna a Città di Castello, ed entrambe sono state salvate grazie a Facebook e alla segnalazione di un utente nel primo caso e all'intervento di un maresciallo dei carabinieri nel secondo. Già qualche giorno fà era successo a Torino. La ventinovenne, di origini milanesi e residente nel Viterbese, aveva scritto sulla bacheca di Facebook "La faccio finita". Un utente lo ha segnalato ai carabinieri che l'hanno individuata in un bosco dell'Orvietano. 

Aveva collegato lo scarico della sua vettura all'abitacolo e stava piangendo. Aveva invece lasciato un biglietto al marito e si era allontanata portando con sè numerosi medicinali, la donna di Città di Castello. Un maresciallo dei carabinieri, entrando nel suo profilo su Facebook, ha individuato i nomi di alcune sue amiche. Fingendosi conoscente di queste ultime, è quindi riuscito a parlare al telefono con la donna, che ha dato indicazioni sul luogo dove si trovava. Quando i militari l'hanno raggiunta, era in stato di semi-incoscienza, in seguito all'assunzione dei farmaci.

Via: Unione Sarda

Facebook non permette più la cancellazione della cronologia chat


Una delle applicazioni più utilizzate su Facebook è la chat. La chat consente di vedere online chi è collegato in quel momento e di mandargli un messaggio. Da quando Facebook ha effettuato i recenti aggiornamenti alla chat, è stata rimossa anche una caratteristica che alcune persone trovavano estremamente utile: "Cancella Cronologia Chat" ("Clear Chat History"). La cronologia della Chat veniva precedentemente cancellata automaticamente da Facebook dopo un certo lasso di tempo o dopo un certo numero di conversazioni.

mercoledì 13 ottobre 2010

Annuncia suicidio su Facebook, salvato dai carabinieri


Ha annunciato l'intenzione di togliersi la vita sul suo profilo di Facebook e poi ha ingerito 50 pastiglie di antidepressivi. L'uomo ha scritto sulla sua bacheca di Facebook l'intenzione di suicidarsi. E' successo a Torino, dove un 33enne è stato salvato grazie all'intervento dei carabinieri. Una donna, infatti, dopo avere letto il messaggio online, ha chiamato il 112. La signora, originaria di Latina, ha parlato con i militari della sua zona, che hanno avvisato i colleghi torinesi. 

L'uomo era ancora vivo quando sono giunti sul posto. Cosi' hanno chiamato subito il 118, e fortunatamente è stato salvato e al momento non pare sia in pericolo di vita. Non è la prima volta che il social network più famoso del web viene utilizzato dagli utenti iscritti per annunciare il proprio suicidio, ma in altri casi i risvolti sono stati ben più drammatici.

Via: AdnKronos
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