venerdì 27 agosto 2010

Le curve dichiarano guerra allo Stato, anche su Facebook

Dopo le bombe carta e le macchine assaltate, Bergamo si è ritrovata dentro un passato che sembrava volato via, dissolto assieme agli anni bui della "curva più pericolosa d'Italia", quando ancora non c'era l'odiata tessera del tifoso e gli ultrà dell'Atalanta incarnavano l'equazione "bergamaschi uguale incidenti". Contro le altre tifoserie, contro la polizia. "Ci vogliono schedare come gli zingari? E noi facciamo casino", è la voce rimbalzata nelle ultime settimane al Covo, la sede degli ultrà della curva Nord, e su Facebook. Ci si preparava a un'azione forte. Maroni a Bergamo lo aspettavano da una settimana. Avevano già deciso che non sarebbe stata una protesta da loggionisti della Scala. "Il mio tentativo di mediazione era già saltato mercoledì, l'avevo comunicato in questura", dice contrito Daniele Belotti, assessore regionale leghista al territorio, da sempre vicinissimo alla curva che ora abbandonerà dopo 35 anni "perché mi hanno tradito, non si possono tirare bombe carta ad una festa dove ci sono famiglie e bambini". Il paradosso è che gli ultrà atalantini sono sempre stati considerati filoleghisti. Potere della tessera del tifoso. Sabato l'Atalanta gioca a Varese, la città di Maroni. Ma per gli ultrà è scattato lo stop.

Fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/

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