lunedì 31 maggio 2010

Tribunale pakistano sblocca l'accesso a Facebook


Mentre il Bangladesh ha bloccato l'accesso Facebook a causa delle pubblicazioni di caricature del Profeta e altri immagini definite «odiose» da alcuni dirigenti del paese asiatico, un tribunale pachistano ha ordinato di rimuovere il bando contro Facebook ordinato per la pubblicazione di un concorso di vignette su Maometto. 

L'oscuramento era stato deciso dall'Authority pachistana per le telecomunicazioni una decina di giorni fa. A sbloccare Facebook è stata l'Alta Corte di Lahore. Nella seduta di stamattina il giudice Ejaz Chaudry ha ordinato di ripristinare l'accesso al popolare social network, che conta milioni di appassionati pachistani. 

La sospensione temporanea del sito (che scadeva oggi) era stata imposta lo scorso 19 maggio in seguito alla denuncia di un gruppo di legali pachistani relativa a un provocatorio concorso di disegno su Maometto organizzato da una vignettista americana. A eseguire l'ordine dei giudici era stata l'Authority delle telecomunicazioni pachistane. 

Le immagini, considerate blasfeme in quanto l'Islam vieta di raffigurare Maometto, avevano sollevato violente proteste in diverse città pachistane e portato alla censura di Facebook, YouTube e altri 800 website contenenti il materiale considerato sacrilego. 

La scorsa settimana, il ministro degli interni Rehman Malik, egli stesso un seguace di Facebook e Twitter, aveva proposto al governo di rimuovere il bando sui social network. YouTube era quindi stato sbloccato, ma per Facebook occorreva il via libera dell'autorità giudiziaria, che è arrivato oggi.

Fonte: Ansa
Foto: Ansa

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