mercoledì 31 marzo 2010

La mail che vi ruba le chips di Texas HoldEm Poker

Per intrattenere i propri iscritti Facebook ha reso online dei piccoli giochi a cui tutti possono registrarsi senza dover pagare nulla. Stiamo parlando in particolare del famoso gioco Texas HoldEm Poker Facebook. Un poker davvero ben fatto, curato nei minimi dettagli e rivisto ultimamente nella veste grafica. Anche se si tratta d'un gioco completamente gratis non mancano le «iniziative» per rubare i chips degli account che ne presentano un numero consistente. Se ricevete mail del tipo:
Object: Admiп Техаѕ НоldЕm
Deαг Zγпgα Ρokeг Ρlαγeг, Nome Cognome
γоυг αccоυпт is αвоυт то вe вαппed ог sυsρeпded fог νiоlaтiпg тhe тeгms fог тexαs ноlɗ'eм Pокeг.
то ανoid γоυг αccоυпт вαп ог sυsρeпsiоп, ρleαse υse тнe Emαil Sυρρогт feαтυгe то sυвмiт α ρeтiтioп то оυг тeгm Aɗmiпisтгαтог гeqυesт тo eναɗe αпγ αcтiоп тακeп вγ Zγпgα.
Oпce γоυ нανe гegisтeгeɗ, γоυ cαп cоптαcт оυг Cυsтоmeг Seгνice тeαм ɗiгecтlγ вγ clicкiпg оп тhe Eмαil Sυρρогт liпк вeloш:
http://zynga-services.4-all.org/
Noтe: тhis шeвsiтe is cгeαтed вγ Zγпgα то giνe γоυ a chαпce то cопfiгм γоυг ρокeг αccоυпт fгом вeiпg disαвleɗ.
ρleαse sυρρогт υs вγ αll тнe пeeɗeɗ iпfогмαтiоп αsкed αвоυт тнгоugh тнe шeвsiтe.
тнαпκ you, fог yoυг cоорeгαтioп
вy тeaм Zγпgα Sесυгitγ .Inc ™ Gαme
Coργгigнт © 2010 Zγпgα, Iпc.
Zynga Game Network Inc.
Non aprite il link presente all'interno della mail, perchè vi riporterà ad una pagina fraudolenta, che ad un occhio poco attento sembra essere quella ufficiale di Zynga e dove sarete invitati ad introdurre i vostri dati di accesso a Facebook. Il messaggio, che accusa il giocatore di violare i termini di servizio del gioco e le regole di Facebook,  è proveniente da un cybercriminale e non da Zynga. Per evitare la cancellazione o la sospensione del proprio account si è invitati ad introdurre i vostri dati personali su una pagina fraudolenta, del tutto simile a quella di Zynga. Non fatelo, nessuno vi chiederà per posta una cosa simile. Nel caso aveste effettuato tale procedura, cambiate immediatamente la vostra password.
Fonte: Protezione Account

martedì 30 marzo 2010

Facebook annuncia nuove regole sulla privacy degli utenti


In queste ore gli iscritti al social network in blu si son trovati sulla loro home page l'invito a diventar fan di Facebook Site Governance, la pagina ufficiale che coinvolge gli utenti ed invita a partecipare attivamente alle innovazioni decise dai vertici della piattaforma. Questo perchè Facebook ha delineato una serie di modifiche alle impostazioni di privacy, che includerà la condivisione delle informazioni degli utenti a terzi. 

Ci sarà un'opzione per la localizzazione e soprattutto una lista di siti terzi pre-approvati, che potranno ottenere in automatico le informazioni degli utenti. Le informazioni che verranno fornite in realtà sono abbastanza dettagliate. Esse includeranno la data di nascita, il dispositivo utilizzato per l'accesso e anche la posizione. 

Le revisioni sono state annunciate di recente dal deputy counsel di Facebook Michael Richter, in un post sul blog ufficiale del sito ha anche parlato di una serie di modifiche che verranno apportate allo Statement of Rights and Responsibilities. Molti cambiamenti sono stati inseriti in vista del lancio di nuove funzionalità che saranno annunciate alla conferenza F8 in programma per il 21 aprile. Per il momento, le reazioni degli utenti non sembrano molte preoccupate. 

Nella versione italiana dei documenti si trovano molti "like" e commenti frettolosi di assenso ("Ok, va bene"). Solo qualche utente sottolinea che: "Non ci penso proprio a leggere tutto. Anche se utile, non ho tempo ne voglia. E così credo molti altri utenti...". C'è poi chi contesta le nuove funzionalità di localizzazione automatica: "Non capisco perchè sia necessario raccogliere informazioni sul dispositivo usato per l'accesso e sul browser, ma soprattutto perchè raccogliere informazioni sulle pagine visualizzate". 

E qualcuno storce il naso anche per la condivisione pubblica dei dati: "Non sono d'accordo, voi caricate i nostri dati, poi in qualunque momento li potete dare a chiunque". In ogni caso, questa è l'occasione giusta per dare un'occhiata alla pagina delle configurazioni di privacy del sito, che spesso non viene mai aperta e invece permette di scegliere con una certa cura, per esempio, chi vi può cercare e chi no, oppure chi può vedere determinati tipi di contenuti che avete postato sulla vostra pagina.

Via: SkyTg24

Ritroviamo Luca Salvatico, il gruppo su Facebook

Per ritrovare Luca Salvatico, l’infermiere originario di Calizzano ma residente a Murialdo, scomparso lo scorso 22 marzo sulla strada che dall’Alta Val Bormida, lo stava conducendo al lavoro presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, si mobilita anche Facebook attraverso un gruppo denominato Luca Salvatico. L’invito è quello che gli utenti facciano passare l’informazione al maggior numero di persone possibile. Sul gruppo troviamo tre foto e alcune informazioni che forse potrebbero aiutare a identificare l’infermiere scomparso. L’idea di usare la rete per ritrovare Luca, ma soprattutto per divulgare velocemente alcune immagini e i segni distintivi dell’infermiere murialdese è venuta alla cugina di Luca, una ragazza che in veste di amministratrice del gruppo dal web lancia una domanda che spezza il cuore: «Cugi dove sei?». Dalle info sul gruppo si apprende che Salvatico poco prima delle 5 del mattino del 22 marzo era uscito di casa indossando maglia e pantaloni di colore verde, un giubbotto senza maniche blu e scarpe marroni. In rete c’è anche la descrizione fisica: «Capelli corti scuri, occhiali, altezza un metro e settanta circa, corporatura normale». Un amico scrive invece un ricordo personale che descrive l’infermiere così: «Una meravigliosa persona sul lavoro, con i colleghi, gentile, sempre disponibile, sempre col sorriso sulla faccia e disposto ad aiutare tutti».
Fonte: Il Secolo XIX

Svizzera e Germania denunciano Facebook per violazione della privacy


Le autorità per la privacy di Svizzera e Germania avrebbero rilevato che Facebook infrange le libertà personali. E’ infatti permesso l’upload di fotografie ed indirizzi email di persone che non si sono mai iscritte a Facebook e per questo il sito è stato denunciato dall’agenzia delle protezione dati, anche a seguito del cambiamento della politica di riservatezza della piattaforma. 

"The way it's organized at the moment, they simply allow anyone who wants to use this service to say they have the consent of their friends or acquaintances" ha detto Hanspeter Thuer, commissario svizzero sulla privacy, in un'intervista alla Associated Press. Svizzera e germania chiedono a Facebook di chiarire in merito al sistema che permette di caricare foto e video sul sito, senza l'espresso consenso delle persone non iscritte al social network. 

Per conformarsi alla legge svizzera sulla privacy, Facebook potrebbe essere tenuto a contattare le persone i cui dati sono stati pubblicati online e chiedere loro se sono favorevoli ad essere memorizzati. L'orientamento europeo si differenzia nettamente dall'auto-regolamentazione e l'approccio al libero mercato favorito negli Stati Uniti, dove le imprese Web hanno prosperato offrendo agli utenti servizi gratuiti in cambio d'informazioni personali per sostenere le pubblicità mirate.

Il responsabile delle strategie per la privacy per l’Europa di Google Inc., Peter Fleischer ha ammesso che gli stessi utenti dovrebbero prestare attenzione alla privacy degli altri, dicendo che "Sia come una questione di buon senso e per una questione di cortesia, gli utenti non dovrebbero caricare foto o video di altre persone, a meno che tali altre persone acconsentino". Timori per la privacy ha indotto la società di Mountain View ad oscurare i volti dei soggetti ripresi in Google Googgles, uno strumento per individuare e fornire informazioni sugli oggetti all'interno di immagini.

Fonte: Associated Press

lunedì 29 marzo 2010

Facebook Site Governance: la pagina per partecipare alle innovazioni di Facebook


Qualche tempo fa Mark Zuckerberg, è stato accusato di prendere decisioni unilaterali, senza consultare gli iscritti al social network ed è per questo che nel febbario 2009 è stato lanciato un servizio per coinvolgere gli utenti nelle scelte della piattaforma. Ad oltre un anno dal lancio del servizio Facebook Site Governance però, sono ancora in molti a nutrire dubbi nei confronti del sistema basato sulle votazioni che concede agli utenti di partecipare alle innovazioni del social network. Mark Zuckerberg aveva annunciato il servizio di governance proprio per ricevere feedback da parte degli utenti iscritti. 

Purtroppo, però, che dietro a questo sistema di voti e sondaggi ci sia un piccolo avvertimento. I risultati di ogni voto, infatti, sono vincolanti solo se partecipa almeno il 30% degli utenti attivi al momento dell’annuncio di una votazione. Un utente attivo, ricordiamo, è chi ha effettuato l’accesso a Facebook negli ultimi 30 giorni. 

Secondo Privacy International, questo è un potenziale problema: pur sostenendo il concetto di partecipazione degli utenti, l’idea d'aver creato una soglia del 30% di partecipazione è qualcosa che difficilmente viene raggiunta. Questo significa che è quasi impossibile, per gli utenti, cercare di modificare qualcosa su Facebook, come per esempio alcune voci non proprio chiare delle condizioni d’uso. Secondo Barry Schnitt, circa l’80% degli utenti su Facebook si connette ogni settimana. Questo significa che il 30% di questi potenziali 400 milioni di utilizzatori equivale a 120 milioni di utenti.

Via: Downloadblog

Qual è la vostra applicazione preferita su Facebook?


Utilizzate Facebook Connect sul vostro sito? Guardate questo video per imparare a condividere i vostri video con noi. yourvideos@facebook.com

sabato 27 marzo 2010

Zynga Fake: la barra degli strumenti falsa che ruba la vostra password di accesso

Zynga ha lanciato Poker Blitz, una nuova versione del tanto diffuso Texas HoldEm Poker. Vi sono società che promettono di regalare chips per giocare in cambio di alcune azioni da parte vostra, si tratta spesso di iscrizioni, acquisti di suonerie per cellulari, download di programmi, accesso ad altre applicazioni per Facebook. Tali metodi possono sembrare facili e sicuri, ma alcuni sono delle vere e proprie trappole. E' il caso delle "Barre degli strumenti" che circolano sul web e che consentono agli utenti di barare nei giochi prodotti da Zynga. In realtà si tratta di false toolbar che rubano le credenziali di accesso al social network, attraverso il collaudato meccanismo del phishing. Lo ha appena reso noto in un post Facebook Securty, la pagina di Facebook dedicata alla sicurezza. Le barre degli strumenti false sono state scoperte dai ricercatori Sunbelt e devono essere evitate ad ogni costo. A prima vista, la barra degli strumenti sembra legittima e viene visualizzata nella parte superiore del browser, con un logo uguale a quello di Facebook. I tasti hanno caratteristiche che permettono di barare su "Giochi Zynga" insieme ad altri collegamenti. Il problema è che quando gli utenti fanno clic sul logo "Facebook" sono rimandati ad una falsa pagina di Facebook che vi chiede di login, ma in realtà ruba le vostre credenziali di accesso. Fino adesso sono state rilevati numerosi Url che hanno dominio .tk. Il consiglio è semplice: non scaricate barre degli strumenti per imbrogliare nei giochi, ma soltanto toolbar ufficiali.

Facebook anche durante il sesso



Svegliarsi di notte e accendere il computer, o collegarsi a internet dal cellulare al mattino prima ancora di scendere dal letto, stanno diventando abitudini per molti utenti di Facebook e Twitter, ormai vinti dalla tentazione di usare le reti sociali in qualsiasi momento e circostanza, anche durante il sesso.

L’allarme arriva dagli Stati Uniti. La californiana Retrevo, specializzata nella vendita online di prodotti tecnologici, ha intervistato un migliaio di consumatori per capire quale uso facessero dei social network. La scoperta più sorprendente risiede in quel 7% di utenti che dichiara di controllare un messaggio elettronico anche durante un rapporto intimo. La cifra balza all’11% tra chi ha meno di 25 anni.

Mantenere i contatti digitali sembra essere diventata una vera e propria droga, se e’ vero che il 40% del campione corre a leggere un messaggio elettronico appena arrivato anche nelle situazioni piu’ formali o delicate. La maggiore dipendenza si riscontra sempre fra i giovani: sesso a parte, tra gli under 25 il 49% si dice affatto disturbato dal ricevere un messaggio durante i pasti e al 25% non crea problemi nemmeno se e’ in bagno. C’e’ poi un 22% che risponde serenamente nel bel mezzo di una riunione di lavoro.

Ai social network non si rinuncia neppure di notte. Alla meta’ del campione capita infatti di controllare e aggiornare il profilo su Facebook e Twitter dopo essere andato a dormire, o come prima azione del mattino. Tra gli under 25 la tendenza e’ piu’ marcata: per il 19% e’ prassi connettersi ogni volta che si sveglia, mentre il 18% lo fa ancora prima di alzarsi dal letto. Il social network arriva prima del caffe’ soprattutto tra gli utenti di iPhone, che nel 28% dei casi si collegano quando sono ancora sotto le coperte. Per uno su quattro, inoltre, Facebook e Twitter sostituiscono la tv e i giornali, fornendo la dose mattutina di notizie.

Fonte: Tgcom Techblog

venerdì 26 marzo 2010

Facebook mobile: 2.6 milioni di italiani si collegano regolarmente

Facebook sta spopolando in Italia ed il cellulare sempre più spesso viene usato per accedere a Internet e ai social network. Le compagnie telefoniche ne incentivano l'uso con promozioni ad hoc. Entro l’estate 2010 arriveranno molti modelli semplici e low cost, ottimizzati per la chat, internet e i social network. Gli operatori italiani propongono così tariffe fatte apposta per connettersi ai social network dal cellulare. I cosiddetti new media hanno comportato numerosi dati positivi, ma accanto a questi anche qualche negatività: si pensi da una parte alla velocizzazione delle comunicazioni, alla reperibilità, all’immediatezza, ma tendono, poi, a prendere parecchio tempo all’utente. Poco importa dunque se Facebook è la principale risorsa per le ricerche di marketing delle aziende, tutti o quasi si iscrivono con il loro nome vero, fanno test e parlano di se stessi come nemmeno al proprio migliore amico farebbero. Questo perchè, se all'inizio nessuno capisce a cosa serva, dopo poco tempo diventa una droga da cui è difficile stare lontano e di cui si parla troppo spesso.
Secondo le stime di Vodafone, ad oggi sono circa 2,6 milioni gli italiani che accedono regolarmente a Facebook dal cellulare, mentre nel mondo lo fanno addirittura cento milioni. I cellulari utili per navigare in Facebook o twitter sono rivolti ai giovani, per forme e colori. Integrano l’accesso ai principali social network, con un clic si fa un post, si pubblica una foto; si vedono subito sul display o nella rubrica gli status update dei propri contatti. Il problema di Facebook mobile è però che manca la chat e quindi è impossibile comunicare in diretta con gli amici.
Origine: Davide.it

giovedì 25 marzo 2010

Picchiata per "gelosia su Facebook"

Una ragazza di 17 anni è stata picchiata e rapinata per strada da quattro coetanee, a San Giuliano Milanese, a causa di una semplice «richiesta d'amicizia» inviata a un ragazzo su Facebook. Le giovani avrebbero agito per gelosia, dopo che la ragazza ha contattato un loro amico sul social network. Ognuna di loro, in base a quanto accertato, l'ha picchiata a calci e pugni fino a quando l'adolescente, che le conosceva di vista, si è accasciata a terra. Soccorsa dai carabinieri è stata accompagnata all'ospedale di Vizzolo Predabissi. La prognosi è di otto giorni. Le quattro ragazze sono state denunciate. L'aggressione risale a lunedì sera, ma la notizia si è saputa solo oggi. La giovane si trovava per strada quando è stata presa di mira da quattro coetanee che l'avrebbero picchiata e rapinata del suo cellulare blackberry, con il quale aveva contattato con il ragazzo conteso. Le motivazioni sarebbero da cercare in Rete. Sembra, infatti, che la diciassettenne avesse da poco contattato su Facebook un amico delle quattro, scatenando la loro gelosia. Dopo averla malmenata, le giovani si sono dileguate lasciando l'adolescente agonizzante sul marciapiede. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno rintracciato e denunciato le giovani. La vittima si trova all'ospedale di Vizzolo Predabissi, nel Milanese. La prognosi è di otto giorni.
Fonte: Tgcom

mercoledì 24 marzo 2010

Koobface prosegue il viaggio nella posta di Facebook

Continua a far parlar di sè il worm Koobface, ora che ha nuovamente preso di mira gli utenti che usano il più famoso dei social network. Non fidatevi di tutti gli amici di Facebook. Dietro a uno di loro - per altro inconsapevole - ci potrebbe essere un vero nemico. Il rischio di infezione è molto alto. Presentandosi come "amico" infatti, ossia come qualcuno che ha ricevuto l'accettazione di una richiesta di amicizia come prevede Facebook, gli utenti tendono a fidarsi, abbassano le difese e senza indugiare aprono le porte al virus, cliccando sul link ricevuto in posta.
Si diffonde in modo subdolo: il navigatore riceve una email con il collegamento ad un sito fraudolento simile ad YouTube. Il videoclip non parte, ma viene caricato un codice dannoso attraverso il browser di navigazione ed il gioco è fatto: il virus si inocula nel vostro computer e crea disfunzioni nei tradizionali motori di ricerca, tentando di accedere a dati personali come il numero della vostra carta di credito e utilizzando le vostre credenziali di accesso a Facebook, per infettare altri utenti. Quello di Koobface è soltanto l'ultimo degli innumerevoli attacchi da parte di hacker contro i siti di social network. «Altri virus hanno cercato di diffondersi su Facebook - spiega Barry Schnitt, portavoce del sito - ma solo una piccola percentuale di utenti è stata realmente colpita».

martedì 23 marzo 2010

Torinese scomparso in Honduras da sei giorni, il gruppo su Facebook

Li hanno visti l'ultima volta mercoledì scorso a bordo di un Suv sull'isola di Roatan, in Honduras. Poi Luca Pagliaro, 33 anni, di Torino e del suo amico napoletano, Maurilio Mirabella, 47 anni, sono spariti nel nulla. E le loro famiglie ieri sera hanno lanciato un drammatico appello attraverso la trasmissione "Chi l'ha visto?". Luca e Maurilio erano andati a vivere dall'altra parte del globo, su quell'isola, inseguendo la passione per il mare. Mirabella era arrivato a Roatan 15 anni fa e lì aveva dato vita a un centro diving famoso in tutta l'America centrale per organizzare immersioni con gli squali. Pagliaro, invece, era nell'isola dall'ottobre 2008, ma si era trasferito definitivamente solo nel dicembre scorso. Ex insegnante di scuola elementare, aveva lasciato le supplenze per cambiare radicalmente vita. A Roatan aveva iniziato come interprete e guida ed era approdato al resort Henry Morgan, uno dei più noti dell'isola, frequentato soprattutto dai turisti italiani. E lì era entrato in contatto con Maurilio, con cui aveva iniziato a lavorare, mentre la sera spesso andava in qualche locale dell'isola a suonare la chitarra, la sua seconda passione dopo il mare. La mamma e le sorelle di Luca Pagliaro erano abituate a sentirlo tutti i giorni, soprattutto attraverso messaggi scambiati su Facebook. Ma dal 17 marzo, non hanno più avuto sue notizie. All'inizio hanno sperato fosse solo un black out nelle comunicazioni, invece sono piombate nell'angoscia quando hanno scoperto che anche l'amico di Luca era scomparso. Come in altri casi la Rete si mobilità e lo fà attraverso Facebook, con un gruppo che possa dare un contribuito a ritrovare il giovane scomparso.
Fonte: La Repubblica

Agente Lisa: c'è più sicurezza insieme, il concerto al Gran Teatro Roma


C’è più sicurezza insieme” è lo slogan coniato in occasione del concerto organizzato al Gran Teatro di Roma dalla Polizia di Stato, che andrà in onda su RaiUno il 3 aprile 2010 alle ore 14,30. "1 click per te 2010" è la V edizione di un'iniziativa nata per sensibilizzare i giovani con la convinzione che la musica, i cantanti e i personaggi del mondo dello spettacolo siano la migliore chiave di accesso per promuovere messaggi di legalità e sicurezza a loro rivolti. 

Questo perchè molto spesso il rapporto con le Istituzioni di Sicurezza è difficile e crea disagi al benessere sociale. Facebook e Youtube, sono dunque le nuove 'frontiere' della Polizia di Stato. Sui due portali più famosi al mondo sono presenti, infatti, già da tempo due pagine riservate alla polizia italiana.

La fan page dal nome simbolico Agente Lisa, attiva da ormai 10 mesi, ha già raccolto oltre 7000 fan su Facebook, mentre all’interno del canale YouTube, vengono di continuo inseriti video e notizie inerenti le attività della forza di polizia. La presenza dell’Agente è voluta per raggiungere soprattutto i giovani e farli rendere conto di quanto il tema sicurezza sia importante per il bene proprio e comune. Un modo come un altro per aumentare la comunicazione tra le Forze dell'Ordine e gli italiani. 

E' un nuovo modo di rapportarsi con i cittadini fatto di ascolto, condivisione e complicità per un'istituzione che lavora a contatto con la gente. Di qui le iniziative organizzate di recente sui temi dell'immigrazione, della prevenzione dalle droghe, della sicurezza stradale e gli incontri con i giovani e gli universitari. Potete iscrivervi all'evento su Facebook, collegandovi a questa pagina.



Via: Msn

Guida al lavoro è su Facebook

Guida al Lavoro, l'autorevole rivista settimanale del Gruppo 24 ORE in tema di amministrazione del personale, contrattazione collettiva, diritto e sicurezza del lavoro, è anche su Facebook. Ad oggi più di 2.500 professionisti hanno già scelto la Pagina Facebook della rivista per essere aggiornati in tempo reale sulle ultime novità in materia di lavoro: news, articoli in anteprima, approfondimenti, discussioni sui temi più "caldi", video, eventi, convegni, nuove pubblicazioni. Guida al Lavoro è nata nel 1997 e nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che si occupano della materia. È lo strumento a cui si affidano tutti i migliori consulenti del lavoro, responsabili dell’amministrazione del personale, commercialisti e avvocati giuslavoristi. Guida al Lavoro garantisce:
  • la tempestività delle informazioni, grazie alla frequenza settimanale che consente un aggiornamento rapido ed esaustivo su tutte le ultime novità legislative in materia;
  • l’approfondimento puntuale, assicurato da un ampio apparato di documenti normativi e da autorevoli commenti dei maggiori esperti;
  • l’approccio operativo, grazie ai numerosi schemi ed esempi pratici che semplificano la comprensione degli argomenti. 
La pagina di Facebook vuole essere un punto d’incontro dove gli abbonati alla rivista, lettori o semplici curiosi possono leggere, informarsi e scambiarsi idee sulla materia oggetto del loro lavoro quotidiano.
Fonte: Il Sole 24 Ore

lunedì 22 marzo 2010

Con Roberto Saviano "siamo tutti osservatori"

"Alle prossime elezioni siamo tutti osservatori. Con Roberto Saviano". «Raccogliamo idealmente l'appello di Roberto Saviano a non arrendersi e a denunciare tutti i tentativi di inquinamento del voto». E' questa l'iniziativa dello scrittore partenopeo Roberto Saviano, che già conta oltre 8mila aderenti. In migliaia si candidano, dunque, in nome dell'onestà e del coraggio, a controllare le prossime elezioni. Mettendo «a disposizione del Paese le forze della società civile» per impedire distorsioni e condizionamenti.
L'iniziativa è stata lanciata da Arianna Ciccone, organizzatrice del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e fondatrice del gruppo Facebook "La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini". Lo stesso che nelle scorse settimane aveva raccolto adesioni per chiedere al Tg1, diretto da Augusto Minzolini, la rettifica per le notizie false date sul caso Mills. Sulla bacheca dell'evento leggiamo: «questa è una battaglia culturale che comincia dal nostro stesso linguaggio, la scelta delle parole è importantissima e carica di responsabilità. Questo deve essere un luogo bello, civile, sereno di confronto. Proprio come piacerebbe a Roberto. Quindi niente offese, niente epiteti, niente sfogatoi contro questa o quella parte politica, ma rispetto per tutti. Cominciamo a riappropriarci della bellezza delle parole. Senza acredine, senza violenza». L'evento durera' fino alla mezzanotte del 29 marzo ed e' organizzato da un gruppo che si definisce "apartitico" e si dice convinto "che i principi vengono prima di qualsiasi appartenenza e sono a fondamento del nostro stare insieme come societa' civile".

domenica 21 marzo 2010

Prostituta violentata, grazie a Facebook arrestati lo stupratore e un latitante

Trenta giorni di indagini serrate, con i carabinieri di Fidenza incollati per ore a Facebook nascosti dietro il profilo di un’avvenente ragazza, hanno portato all’arresto del moldavo che insieme a un connazionale lo scorso 15 febbraio ha brutalmente violentato e rapinato una prostituta romena a Fidenza. Una coppia di coniugi moldavi, inoltre, è finita agli arresti per aver nascosto nella propria abitazione a Cattolica il connazionale in fuga. La coppia viene accusata di favoreggiamento, l’uomo viene arrestato mentre la donna posta agli arresti domiciliari perché in stato di gravidanza. Non solo. L’indagine, degna della sceneggiatura di una fiction nostrana, ha consentito anche di individuare un criminale ricercato dall’Interpol rifugiatosi in Italia sotto falso nome dopo essere stato condannato per violenza sessuale in Moldavia. A Riccione, invece, scattano le manette per Andrei Svedu, alias di Andrei Macarov, un latitante moldavo colpito da rogatoria internazionale per essere sfuggito a una condanna di tre anni e mezzo di carcere per violenza sessuale. L’uomo viveva da tempo in Italia e su Facebook aveva realizzato un profilo col nome vero e con le sue fotografie. E’ proprio confrontando le foto segnaletiche dell’Interpol con quelle del social network e dell’arrestato che i carabinieri di Fidenza hanno capito di trovarsi davanti al criminale sfuggito alla giustizia moldava.
Fonte: La Repubblica

venerdì 19 marzo 2010

19 Marzo, Festa del papà: le iniziative su Facebook


Oggi è la festa del papà: una festa che riguarda 20 milioni di italiani (e il 35% di loro festeggia due volte, perché è anche nonno) e che, nonostante le “dimensioni” ridotte rispetto a qualche anno fa (quando il giorno di San Giuseppe era festivo), continua a piacere molto agli italiani. Ed anche gli utenti iscritti al social network più famoso del pianeta festeggiano la giornata e lo fanno in vari modi: dagli eventi ai gruppi, dalle pagine ai singoli post sui profili. L'origine della festa risale agli inizi del Novecento negli Stati Uniti, dove si celebrava a giugno. 

Mentre la data è rimasta invariata in molti paesi, come in Francia, in Italia si decise di spostarla al 19 marzo, in occasione della Festa di San Giuseppe, protettore dei falegnami, dei poveri, degli orfani e delle ragazze nubili. Inizialmente era un giorno festivo, oggi non lo è più ma si continua a celebrare il papà con regali e bigliettini di auguri, mentre i bambini preparano lavoretti, poesie, frasi e disegni. Infatti, nei giorni che precedono la festa, a scuola le maestre fanno preparare ai bambini dei lavoretti per la Festa del Papà, molte volte sono lavoretti di carta o cartoncino ritagliati e colorati che contengono poesie o frasi all'interno.  

Vi proponiamo a tal proposito una poesia tratta dal sito Pourfemme: "Papà si forte come il pino del nostro giardino. Adoro le tue braccia che, mi coccolano anche se sei strematato dal duro lavoro. Amo i momenti rubati al tuo riposo perché per me diventano sogni realizzati. Tu sei il mio orso buono, il mio supereroe vivente, pronto a sostenermi se stò per cadere. Tu che balli come un soldatino. Tu che suoni come Vivaldi, che costruisci come un castoro che, discegni come Giotto che, giochi facendomi sempre vincere. SI! Sei il mio PAPA’".


McAfee, milioni di utenti Facebook a rischio

Secondo McAfee tutti gli utenti che hanno un account su Facebook rischiano di trovare il proprio computer infettato attraverso la posta elettronica. Sarebbero infatti già decine di milioni i messaggi di spam inviati in Europa, Stati Uniti e Asia da martedì scorso, quando ha avuto inizio l’attacco. La nuova ondata di attacchi informatici avrebbe avuto origine da e-mail inviate agli utenti del social network in cui si afferma che le credenziali per l’accesso a Facebook sono state reimpostate. Di qui l’invito a cliccare su un allegato per ottenere i nuovi dati per l’account. Una volta aperto, il file scarica automaticamente sul pc dell’utente diversi tipi di programmi dannosi, che mirano a rubare informazioni personali e password per accedere a servizi bancari online. Prima di tutto occorre fare una semplice considerazione: è plausibile che un’azienda comunichi via e-mail ai propri utenti (o clienti) la modifica di una password? La risposta è ovviamente no. Facebook, inoltre, offre un servizio di sicurezza, consultabile alla pagina ufficiale sulla quale vi sono indicazioni utili e, anche in questo caso, appare una segnalazione in merito alle e-mail che stanno circolando in questi giorni.

giovedì 18 marzo 2010

Su Facebook agenti Fbi sotto copertura

Anche l'Fbi sbarca su Facebook e non solo con la sua pagina ufficiale. Infatti sul social network sono iscritti i suoi agenti sotto copertura cercare di incastrare sospetti. E' quanto prova un documento riservato del dipartimento di Giustizia ottenuto, grazie al Freedom of Information act, dall'Electronic Frontier Foundation, fondazione che si occupa della tutela della privacy su Internet. Il documento di 33 pagine è un vero e proprio manuale di spionaggio virtuale, in cui si insegna ad agenti federali dell'Fbi e di altre agenzie come riuscire, con false identità e falsi profili - le biografie sintetiche che ogni utente di Facebook pubblica sul suo sito - a farsi "accettare" come amici da sospetti. E così ottenere prove a loro carico. Non solo, agenti connessi a principali social network - non sono Facebook ma anche My Space, per esempio - sono utili anche per ricostruire il tessuto di relazioni ed amicizie di un particolare individuo sospetto. Tutte informazioni utili durante un'inchiesta, per verificare un alibi, stabilire una certa cronologia dei fatti, conclude il documento.
Un portavoce di Facebook ha dichiarato a CNET che Facebook da tempo collabora regolarmente con le forze dell'ordine: "Abbiamo sviluppato strumenti appositi per aiutare gli organi di polizia a capire Facebook e richiedere informazioni utili per le indagini - ha spiegato Andrew Noyes - noi analizziamo ogni singola richiesta ed eventualmente concediamo una limitata quantità di informazioni".
Fonte: Adnkronos

mercoledì 17 marzo 2010

Gli internauti americani passano più tempo su Facebook

Facebook la settimana scorsa è stato il sito più visitato della Rete negli Stati Uniti, superando per la prima volta il motore di ricerca. Come fonte d'informazione Twitter viene bocciato da HitWise ma appare una “New Entry”, è Facebook che, assieme a Google si contende lo scettro di fonte di partenza, tramite cui accedere alle informazioni. Il Financial Times riporta l'indagine della società di ricerca HitWise, secondo la quale su Facebook si è concentrato il 7,07% degli utenti Internet, dietro Google con il 7,03%. Altre volte il social network si era piazzato primo, ma non era mai successo per un'intera settimana. Lo scorso anno solo il 2% dei navigatori americani frequentava Facebook: il balzo - spiega il Financial Times - indica come la rete più che limitarsi alla ricerca, è ormai un social network. E di questo Google se ne è resa conto, tanto che ha lanciato lo scorso mese il proprio social network, Buzz.
Un altro dato che conferma la funzione "sociale" della rete è il tempo passato sui siti di social network dagli statunitensi: in media gli utenti di Facebook, Twitter e degli altri network sono rimasti sul sito per circa 6 ore e mezzo al mese, su Google "solo" a due ore e mezza. Ma quante persone che fanno uso di Facebook e Twitter sono donne? Quanti gli uomini? Secondo la società di analisi Pingdom il risultato è che Twitter e Facebook hanno la stessa percentuale “maschi -femmine”. Twitter ha una percentuale del 59%, Facebook del 57%.
Via: La Stampa

martedì 16 marzo 2010

Facebook tradisce boss della ndrangheta

Dimenticati i pizzini: nell’era di internet i boss comunicano attraverso Facebook. Pasquale Manfredi, il boss latitante della cosca Nicosia-Manfredi, non immaginava che entrando nel più popolare social forum del mondo avrebbe offerto uno strumento nelle mani degli investigatori. Gli uomini della squadra mobile di Crotone assieme a quelli del Servizio centrale operativo (Sco) della polizia scientifica sono arrivati a lui proprio grazie ad internet: Manfredi, infatti, usava una chiavetta per collegarsi a Facebook, che utilizzava non solo per lavoro ed aveva un profilo dove si faceva chiamare 'Scarface', come il trafficante di cocaina interpretato da Al Pacino nel film diretto da Brian De Palma.
Gli agenti dello Sco sono così riusciti ad intercettarlo e a capire dove si trovava e stanotte poco dopo le tre è scattato il blitz. I poliziotti hanno circondato un palazzo in via Kennedy di tre piani e hanno fatto irruzione proprio mentre Manfredi, che abitava in un appartamento al secondo piano, tentava di fuggire sul tetto. Gli inquirenti lo definiscono "freddo e crudele". Per questo la cattura di Pasquale Manfredi assume un significato ancora più importante. In Italia è forse la prima volta che un assassino viene individuato attraverso Facebook.
Qualche mese fà, Colin Gunn, un boss britannico, che si trova in prigione, dove deve scontare una pena di 35 anni, per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’omicidio, continuava comunque a dare i suoi ordini all’esterno e ad intimidire i suoi nemici attraverso Facebook.
Via: Ansa

Facce da boss: i profili su Facebook dei numeri uno di Cosa nostra


Sempre più diffusi su Facebook i gruppi e i profili inneggianti alla mafia. Quando ormai sembrava sull’orlo del baratro grazie all’estenuante lotta ultimamente condotta dalle forze dell’ordine, la mafia dunque trova nuova linfa vitale in quello che a tutti gli effetti è il mass media principale del nuovo secolo. Si entra su Facebook, si fa una veloce ricerca e si può ben vedere che impazzano i profili dei boss mafiosi, come i corleonesi Totò Riina e Bernardo Provenzano. 

E sono oltre una ventina i profili del boss mafioso Matteo Messina Denaro su Facebook. In molti di questi profili c'e' l'ultima fotografia segnaletica del capomafia latitante dal 1993, in altre ancora ci sono dei soldi o un ritratto di Albert Einstein, in altre le copertine di riviste. Sono complessivamente un centinaio gli 'amici' del numero uno di cosa nostra, la gran parte fake

Non si tratta di fan page ma di profili, alcuni 'chiusi' e 'dimenticati' nei quali non è possibile visualizzare la bacheca, perchè risalenti alle 'vecchie' impostazioni di Facebook (evidentemente il «legittimo» proprietario dell'account non ha effettuato nel frattempo alcun accesso). Altri sono attivi e proprio in uno di questi profili, leggendo tra i segni particolari del boss mafioso Messina Denaro: 'Datore di lavoro: Cosa nostra', o 'Posizione: leader'. 

Tra le amicizie del boss troviamo Salvatore Lo Piccolo, Salvatore Totò Riina, Michele Greco e Stefano Bontade. Nonostante tutto la Procura di Palermo non ha aperto alcuna indagine sui profili apparsi sul social network intestati ai diversi boss mafiosi o ai presunti gruppi di fan. Fonti giudiziarie hanno inoltre rivelato che allo stato sui profili “non si configurano notizie di reato”.


Facebook apre una nuova sede in India per soddisfare nuovi utenti


Facebook annuncia sul blog aziendale l'apertura di un nuovo centro di supporto ad Hyderabad, nel Sud dell'India, spiegando che l'obiettivo è quello di soddisfare una platea di utenti sempre più ampia e proveniente da diverse zone del mondo. 

La sede di Hyderabad, spiega Facebook, fornirà sostegno a utenti, inserzionisti e programmatori sia in India, sia nel resto del mondo. Già avviata anche una campagna di recruitment. La sede di Facebook a Hyderabad si unirà al lavoro delle altre sedi dell'azienda: Palo Alto, in California, Austin, in Texas e Dublino, in Irlanda, inaugurata un anno fa.

Don Faul, direttore delle operazioni online globali del social network, spiega che avere centri di supporto in diverse aree del mondo consentirà di offrire servizi in molte più lingue e tenendo conto dei diversi fusi orari. 

Secondo la compagnia, dei 400 milioni di utenti di Facebook, il 70% proviene da Paesi diversi dagli Usa. Solo in India gli iscritti sono oltre 8 milioni di internauti. 

L’India è stata scelta per molteplici motivi, oltre alla considerevole qualificazione dei programmatori locali, uno dei motivi che hanno spinto aziende del calibro di Microsoft e Google ad aprire sedi in India è anche rappresentato dal salario molto più basso rispetto alla media americana ed europea.

Via: ANSA

lunedì 15 marzo 2010

Rapiscono cane e chiedono riscatto

Da tre giorni era scomparso dall'abitazione di Nancy, una 17enne di Casoria, un cucciolo di razza chow chow di 3 mesi. Il cagnetto è molto legato alla ragazzina che aggiorna lo status su Facebook, postando di essere distrutta per la scomparsa del suo cucciolo. Il popolo del social network si mette in moto attraverso il passaparola e Nancy, sempre su Facebook, viene «agganciata» da un ragazzo che prima finge di compartecipare il dolore per la perdita, poi fa una proposta: «E se te lo facessi recuperare?». A Nancy una simile eventualità non sembra vera. Accetta, ingenua, sicura che il ragazzo, animato dalla più squisita sincerità le farà ritrovare Ariel. In realtà le cose non vanno in maniera tanto diversa soltanto che quest'anima pia passa subito alla richiesta concreta. «Il cane so dov'è, ma devi darmi 350 euro». Nancy non ha quella cifra, ma non si dà per vinta e della faccenda ne parla in casa. I genitori, che sanno della tecnica del «cavallo di ritorno capiscono che è il caso di avvisare i carabinieri. Il comandante della locale stazione, il maresciallo Enrico Giordano riceve la denuncia e mette in moto i suoi uomini, con l'ausilio dei colleghi della compagnia di Casoria, coordinati dal capitano Gianluca Migliozzi. Le tracce telematiche sono molto evidenti: si localizza il giovane falso samaritano e si fissa un'appuntamento per la riconsegna. Sul posto non c'è Nancy ma i carabinieri che arrestano due maggiorenni ed un minorenne in flagranza di reato per tentata estorsione in concorso. Il cane viene restituito dai carabinieri alla ragazzina, che  dopo tre giorni ha così potuto riabbracciare il suo cucciolo. Dopo le formalita' di rito, i due maggiorenni sono stati tradotti nella casa circondariale di Poggioreale a Napoli, mentre il minore e' stato portato nel centro di prima accoglienza di viale Colli Aminei.
Via: Il Mattino

domenica 14 marzo 2010

Molinette, l'ambulatorio per i malati di Facebook: aggressività e ansia i primi segnali

E' nato alle Molinette il primo ambulatorio per malati patologici di Facebook. Ogni mercoledì mattina, su prenotazione, gli ambulatori del dipartimento di Psicologia clinica diretta dal professor Donato Munno aprono le porte ai ,aniaci del Web, compulsivi battitori su tastiera, videodipendenti cronici da social network. L’ambulatorio per «nuove» dipendenze si occupa di Facebook, ma non solo: in ambulatorio si seguono i casi di assuefazione in genere da Internet, di quella da videopoker, videogiochi e gioco d’azzardo. Il professor Donato Munno: «E' un vero mondo parallelo. Il tempo passato davanti al computer, e l’aggressività della persona quando è lontana dal computer da molte ore, sono due parametri importanti per valutare se siamo di fronte a una possibile “patologia”».
L’overdose da Facebook «non è ancora classificata come vera e propria patologia psichiatrica», precisa subito il professor Munno. In ogni compulsivo da Facebook, tuttavia, esiste e cresce una sindrome latente: «E’ il rischio del distacco dalla realtà - spiega ancora il professore - tra i casi segnalati, ci sono quelli di persone che arrivano tardi al lavoro perché non riescono a spegnere il computer. Oppure uomini e donne che soffrono di deprivazione del sonno, che sviluppano un isolamento dal resto della famiglia, figli compresi, passando ore e ore della giornata o della serata chiusi in stanza. «Finora abbiamo notato una prevalenza di giovani e di anziani. I giovani cercano nella comunicazione attraverso Facebook una sorta di “compenso al vuoto esistenziale”, gli anziani inseguono invece soluzioni di vita magiche e puntano sui videopoker: molti sperano di aiutare figli o nipoti vincendo grosse somme di denaro. E qualcuno, come una signora che si è rivolta a noi, finisce col rovinarsi spendendo tutto ciò che ha».
Fonte: La Stampa

L'isola dei cassintegrati su Facebook

"Nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro. Nessuno yacht, Billionaire e soubrettes su quest'isola, solo la cruda verità di un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti". E' solo uno dei tanti messaggi nella bacheca del gruppo Facebook "L'isola dei Cassintegrati", nato per sostenere gli operai della Vinyls di Porto Torres che dal 25 febbraio occupano l'isola dell'Asinara e l'ex supercarcere che vi sorge, per difendere il loro posto di lavoro. Il gruppo, in appena dieci giorni, ha superato i 60mila aderenti. Le giornate i lavoratori le trascorrono anche nelle celle dell'ex carcere di Cala d'Oliva dove sino a poco più dieci anni fa dormivano pericolosi crimnali i e raccontano le loro giornate sull'isola attraverso un diario che viene pubblicato giornalmente dal quotidiano "La Nuova Sardegna". Gli operai intendono così richiamare l'attenzione, delle autorità e dell'opinione pubblica, sull'azienda chimica in amministrazione controllata e sulla possibile cessione della quale sono in corso trattative fra Eni e lasocietà Ramco del Qatar. La Ramco potrebbe rilevare gli stabilimenti in Italia, ma già domani i Commissari nominati dal Tribunale di Venezia potrebbero dare il via al bando per la cessione (anche per una gestione provvisoria) degli impianti Vinyls di Porto Torres, Marghera e Ravenna. Così gli operai del Petrolchimico hanno scelto di trasformare simbolicamente l'ex carcere di massima sicurezza nell'Isola dei Cassintegrati.
Via: Ansa

sabato 13 marzo 2010

Furto d'identità su Facebook: il falso Pietro Leonardi del Parma Calcio


Un dialogo costante con i fan che per settimane ha ingannato tutti, poi il dubbio: "Pietro Leonardi, amministratore delegato del Parma Calcio, dove trova il tempo per Facebook se si trova al centro sportivo di Collecchio, in sede e non manca mai a nessun evento collaterale?".

La prima ipotesi era che Leonardi avesse incaricato il figlio di parlare al posto suo con i fan, ma interrogato a proposito il responsabile dell'ufficio stampa della squadra, è arrivata la secca smentita: "No, si tratta di un falso, un misterioso alter ego virtuale".

Mister x scopiazza dai giornali e dai siti le dichiarazioni del amministratore delegato e le usa a suo piacimento e, ogni tanto, ci mette del suo. L’ufficio stampa del Parma Calcio, interpellato da Settore Crociato ha fatto sapere "che sono state avviate tutte le procedure del caso per impedire l’illecita attività dello pseudo-Leonardi". E in serata, dopo la pubblicazione della notizia, la pagina dell'adulatore è stata chiusa: tutti gli iscritti sono stati dirottati sulla vera pagina fan.

Secondo un'indagine dell'Adiconsum un italiano su quattro è rimasto vittima di frodi di identità: Tra le cause il crescente numero di utenti che fornisce un’elevata quantità di dati personali nei propri blog, siti chat, nei profili dei social network ecc. Foto, date, indirizzi e tante altre informazioni inserite in un ambiente virtuale possono costare caro nel mondo reale qualora qualche malintenzionato le utilizzasse.

Via: La Repubblica

giovedì 11 marzo 2010

Contesta il premier, i gruppi su Facebook

Non sono passate neanche due ore dal battibecco con Silvio Berlusconi in conferenza stampa nella sede del Pdl a Roma, che Rocco Carlomagno ha i suoi gruppi di fan su Facebook. Il freelance allontanato mentre urlava la sua domanda al presidente del Consiglio, che lo invitava ad attendere il proprio turno, ha quindi il suo momento di gloria in Rete, con sostenitori e incitamenti ad essere tutti «villani» come lui. Sono infatti già quattro i gruppi nati sul social network che celebrano il giornalista che ha più volte interrotto il premier ed è stato bloccato al termine dell'incontro con la stampa dal ministro Ignazio La Russa. ''Rocco Carlomagno nuovo direttore del Tg1" si intitola il gruppo che conta quasi 200 iscritti, ''Rocco Carlomagno ha diritto di esprimersi'' e  ''Siamo tutti Rocco Carlomagno'' contano 1000 iscritti ciascuno e 150 gli iscritti invece per ''Rocco Carlomagno uno di noi: siamo tutti un pò villani''.
Antonio Di Pietro solidarizza con Rocco Carlomagno: «Sono vicino al giornalista freelance Carlomagno – scrive di Pietro sul suo blog – magari non rispettoso della precedenza di altri colleghi, magari incalzante, ma che non meritava assolutamente il trattamento riservatogli da arroganti balilla». «Lo invito a non scoraggiarsi, e ad andare fino in fondo con la sua querela – aggiunge il leader di Idv – perchè l’informazione irrinunciabile è soprattutto quella fatta da chi vive fuori dal coro. Invito invece i suoi colleghi, molti dei quali al soldo di qualche padroncino, ad imporsi come difensori di un’informazione libera più spesso di quanto non facciano oggi». Nelle info delle gruppo di Rocco Carlomagno ha diritto di esprimersi leggiamo: «Lode a Rocco Carlomagno, che ha avuto il coraggio di manifestare liberamente il suo disappunto verso il Presidente del Consiglio, ma è stato sbattuto fuori dalla porta in un'Italia dove è ormai a rischio il diritto di esprimersi liberamente».
Via Tgcom

mercoledì 10 marzo 2010

Molesta la cognata su Facebook ma viene tradito dagli errori ortografici


L'episodio è accaduto a Biella dove la squadra mobile ha denunciato per molestie l'uomo, un italiano di 44 anni residente a Cossato. Per mesi è stata molestata telefonicamente su Facebook dal cognato che ha insistentemente cercato di ottenere la sua amicizia on line anche con falsi profili venendo però tradito dagli errori di ortografia che commetteva nei messaggi di accompagnamento alla richiesta, sempre gli stessi in tutti i messaggi. A denunciare l'accaduto è stata una 36enne che si è presentata in questura raccontando che dalla fine dell'estate riceveva telefonate moleste, sia sul cellulare che al lavoro da parte di una persona che, in alcuni casi stava zitta mentre in altri ansimava. Dopo la denuncia, quindi, la squadra mobile ha acquisito i tabulati telefonici risalendo all'intestatario del cellulare da cui provenivano le chiamate moleste. Inoltre gli agenti sono anche riusciti, attraverso le indagini su Facebook, a chiudere il cerchio e a denunciare il 'bramoso' cognato della vittima per molestie.
Fonte: Adnkronos

I Metallica riducono il prezzo del concerto dopo la protesta su Facebook

Il biglietto meno caro costa 116 euro: troppo per due fan israeliani, Tomer Mussman e Rotem Horovitz. I due hanno fondato un gruppo di protesta su Facebook per boicottare lo show e nel giro di pochi giorni quasi 10mila utenti hanno aderito all'iniziativa "Boycott Metallica’s Israel show!". E poco importa se la rock band si esibisce per la prima volta dopo ben dieci anni in Israele. La notizia ha avuto grande eco ed è stata ripresa in breve tempo dai maggiori media musicali. Una pubblicità potenzialmente negativa che ha fatto fare marcia indietro al management dei Four Horsemen. Uno degli organizzatori dell'evento israeliano, Gad Oron, ha immediatamente invitato i simpatizzanti a cessare il boicottaggio del concerto. Aggiungendo tuttavia: «Il prezzo dei biglietti è stato nel frattempo ridotto». Risultato: ora il ticket meno caro costa l'equivalente di circa 60 euro. «Cari amici, sto ancora tremando dalla gioia - ha scritto Mussman su Facebook -. Dopo una campagna di pochi giorni, l'interesse mediatico in tutto il mondo e migliaia di utenti che hanno aderito, ce l'abbiamo fatta: abbiamo vinto!». Con le loro caratteristiche sonorità dure e molto veloci, i Metallica sono tra gli artefici della musica metal. Il gruppo conta milioni di fan di ogni età, sparsi per il globo. Non sorprende dunque se le date del World Magnetic Tour, partito a inizio anno dal Messico, è pressoché già sold out (tutto esaurito). La band, in attività da quasi trent'anni, si esibirà il 22 maggio prossimo nello stadio Ramat Gan di Tel Aviv.
Fonte: Corriere della Sera

martedì 9 marzo 2010

Mark Zuckerberg accusato d'aver rubato il progetto del sito Facebook


Il sito Business Insider ha pubblicato un articolo inerente a possibili comportamenti non propriamente leciti di Mark Zuckerberg risalenti al 2004, poco prima dell'esplosione del sito noto al tempo dei presunti fatti col nome di "TheFacebook.com".

I dettagli di questa storia sono stati sviluppati da un'indagine più ampia delle origini di Facebook. L'indagine includeva interviste con più di una dozzina di fonti per oltre due anni, così come ciò che sembrano i messaggi di posta elettronica del periodo.

Secondo le accuse, il giovane informatico avrebbe creato il social network utilizzando idee e prelevando il codice sorgente da un progetto universitario molto simile, HarvardConnection, poi diventato ConnectU. Secondo l'indagine infatti, Zuckerberg avrebbe approcciato il team di lavoro di ConnectU ottenendo l'accesso al loro codice con l'intento dichiarato di collaborare con loro.

Mentre di fatto, secondo le accuse, stava mettendo in piedi la struttura di quello che poi sarebbe diventata la piattaforma di Facebook. Zuckerberg avrebbe quindi saputo che alcuni giornalisti della gazzetta universitaria si stavano interessando alle sue presunte manovre, e a quel punto avrebbe tentato di violare, riuscendoci in un paio di casi, le loro caselle email.

Per ottenere accesso a informazioni e dati sensibili da usare, eventualmente, per screditarli in pubblico. I vertici di Facebook al momento respingono le accuse, definendole vecchie e non provenienti da fonti attendibili oltre che anonime. Resta però un dato di fatto: la somma di 65 milioni di dollari transitati dai conti di Facebook a quelli di ConnectU e versati da Mark Zuckerberg.

Via: Bussiness Insider

lunedì 8 marzo 2010

La festa della donna su Facebook

Anche gli utenti del social network più importante del globo festeggiano la ricorrenza dell'8 Marzo. E lo fanno attraverso pagine, eventi e gruppi. C'è chi riprende la "Lettera alle donne" di Giovanni Paolo II: «Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica. Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita. Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale la ricchezza della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza. Grazie a te, donna-lavoratrice impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento».
La prima giornata internazionale della Donna fu celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti in seguito alla sua dichiarazione da parte del Partito Socialista Americano. La donna del 2010 è forte e decisa a non rinunciare alle sue esigenze, ben conscia di poter contare solo su se stessa. Per il 61% degli utenti web la mimosa non è più il simbolo della donna. Vincono silicone e tacchi alti, ma per il 20% è la bacchetta magica a rappresentare meglio una donna capace di dividersi tra lavoro, casa e famiglia. Secondo un sondaggio fatto da Virgilio, il portale di Telecom Italia, la donna del nuovo millennio è "concreta, sicura e autonoma". Dei sogni da bambina, dopo avere capito che il principe azzurro non esiste, rimane in piedi quello di avere una bella casa. Ama lavorare e agli uomini piace avere una donna come ’boss’, ma spesso fa ’scappare' i ragazzi perchè è aggressiva e poco femminile, riporta l'Apcom.

domenica 7 marzo 2010

Soldato israeliano svela blitz su Facebook

Un soldato israeliano – secondo quanto riportato dal New York Times – ha pensato bene di aggiornare il suo stato su Facebook svelando i dettagli d'un raid militare presso un villaggio vicino a Ramallah in Cisgiordania, mandando a monte il piano di attacco. Il giornale israeliano Haaretz ha spiegato che il soldato ha aggiornato lo status fornendo il luogo dell'operazione: "Mercoledì facciamo pulizia Qatanah, e Giovedi, se Dio vuole, torniamo a casa". Il soldato, che è stato sollevato dal servizio, ha inoltre rivelato il nome della unità di combattimento, il luogo delle operazioni e il momento in cui sarebbe avvenuto il raid. Per lui adesso si sono aperte le porte della prigione militare oltre i provvedimenti disciplinari. Infatti, secondo un rapporto dell'Associated Press di Gerusalemme, il soldato è stato deferito alla corte marziale e condannato a 10 giorni in prigione. In un comunicato ufficiale del comando militare israeliano, è stato vietato ai soldati la pubblicazione di informazioni riservate sui social network come Facebook, comprese le fotografie degli stessi militari. Questa notizia arriva pochi giorni dopo che il Pentagono ha annunciato una nuova politica sociale dei social media che permetterà ai soldati americani di utilizzare siti come Facebook, Twitter, YouTube e Flickr per tenersi in contatto con la famiglia e gli amici online.

sabato 6 marzo 2010

Trovato l'autore del gruppo choc contro i bambini down

Gli amministratori del gruppo contro i bambini down si facevano chiamare 'Il signore della notte' e 'Il vendicatore mascherato'. In realtà si trattava del medesimo utente, un 19enne cingalese, affetto da disturbi della personalità. L'autore e' stato individuato dagli agenti della Polizia Postale di Roma e del Compartimento della Sicilia Orientale.
Il gruppo, che era stato oscurato da Facebook, era collocato nella categoria 'Salute e benessere' e mostrava una foto del profilo altrettanto scioccante con frasi offensive e denigratorie dei bambini down. A quanto dichiarato dal giovane, sottoposto a trattamento psichiatrico, il gruppo era stato creato con lo scopo di ottenere un elevato numero di adesioni. Ricordiamo che su Facebook e attraverso i mass-media era partita immediatamente una controffensiva per chiedere la chiusura della pagina, protestando contro i contenuti. La descrizione del gruppo era delirante: "Perché dovremmo convivere con questi ignobili creature... con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down - era sostenuto - sono solo un peso per la nostra società. Come liberarci di queste creature in maniera civile? Ebbene si signori... io ho trovato la soluzione: Esso consiste nell'usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e divertente per liberarci di queste immonde creature". E ancora: "Per non farli soffrire oltre questa è l'unica fine che meritano questi parassiti". L'indignazione aveva fatto scattare la protesta su Facebook e veicolata attraverso Web e Mass-media, al grido di "fate schifo" e "vergognatevi! Siete ignobili". Si era mobilitata anche il ministro per le Pari Opportunita' Mara Carfagna.
Via: La Stampa

venerdì 5 marzo 2010

Formigoni su Facebook: fax a Napolitano

E’ ancora caos sulle liste elettorali. Ieri sera il presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, si è recato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano per proporre un decreto legge d’urgenza capace di salvare le liste escluse dalle elezioni. Napolitano non sarebbe però convinto e avrebbe chiesto a Berlusconi di aspettare perlomeno l’ultima parola dei giudici sui ricorsi presentati nelle ultime ore. Dopo l’incontro, durato circa un’ora, si sarebbe dovuto svolgere un Consiglio dei Ministri straordinario, ma la riunione sarebbe stata rinviata ad oggi. Di ritorno dal Quirinale, il Premier ha comunque incontrato, a Palazzo Chigi, alcuni ministri.
E Roberto Formigoni lancia anche via internet l'appello ai suoi sostenitori affinche' protestino con Napolitano sul caso liste. 'Via all'offensiva della legalita'. Inviamo fax al capo dello Stato', e' il messaggio che appare in evidenza sul sito ufficiale di Formigoni, che lancia l'appello anche attraverso la sua pagina di Facebook, che conta oltre 2 mila sostenitori: 'Facciamoci sentire perche' in Lombardia la gente possa scegliere'. Nella serata di ieri, intanto, Renata Polverini ha ottenuto una prima, parziale, vittoria: il suo listino è stato riammesso dalla Corte d’Appello di Roma. Il ricorso della candidata del Popolo della libertà è stato accolto perché è stato presentato insieme alla documentazione necessaria a completare la presentazione della lista.
Fonti: La voce/Ansa

Boom negli Usa per i giochi su Facebook


Da un sondaggio svolto da NPD Group, negli Usa i giochi online sono sempre più usati. Secondo NPD il tempo utilizzato per il gaming online è aumentato di circa il 10%. Le ore settimanali in cui le persone giocano online è salito da 7,3 a 8. Le persone giocano sia con altri internatuti, tramite vari tornei ecc, oppure da soli. Il numero dei giocatori invece è diminuito, si è passati dal 56% dell’anno scorso, al 54% di quest’anno. Inoltre, secondo la ricerca svolta, è aumentato anche l numero dei giochi acquistati in rete. 

Anita Frazier, di NPD Group, ha spiegato:“Aumenta pure il ‘mobile gaming’ e l’iPhone sta emergendo come terminale per la varietà di applicazioni disponibili. Ma emergono anche i social network, con un numero crescente di utenti che si iscrive a forme di gioco on line attraverso le piattaforme delle reti sociali”. 

E' il caso di FarmVille su Facebook, il videogame che trasforma gli utenti in agricoltori virtuali, dove gli italiani si posizionano al quarto posto tra gli 80 milioni di visitatori mensili. Infatti, secondo i dati forniti direttamente alla Coldiretti da Zynga, la società che produce FarmVille, il 5% delle visite al gioco su Facebook proviene dall'Italia, il che fa dei giocatori italiani i quarti al mondo per numero dopo Stati Uniti, Gran Bretagna e Turchia.



Via: Leggilo

giovedì 4 marzo 2010

Facebook non andrà in Borsa per il momento

La società nata nel 2004 a Palo Alto e divenuta una delle Internet company più famose al mondo non avrebbe necessariamente bisogno di capitali freschi. Mark Zuckerberg, l'amministratore delegato di Facebook, non ha alcuna fretta di quotare in borsa il popolare sito di social networking. Lo ha scritto ieri sera il quotidiano finanziario statunitense Wall Street Journal. Il 25enne AD ha detto in un'intervista al Journal che la sua azienda potrebbe lanciare un'offerta iniziale di acquisto pubblico (Ipo) ma «non abbiamo affatto fretta. Se non c'è bisogno di capitali, allora le pressioni sono differenti, e le motivazioni (per quotarsi) non sono le stesse», ha detto Zuckerberg al giornale. A maggio del 2009 Zuckerberg aveva detto che la quotazione era questione di pochi anni. Facebook ha annunciato una struttura azionaria a doppia classe per garantire il controllo di voto agli attuali proprietari, ma ha ribadito che non punta ancora alla Borsa. La piattaforma spende oltre un milione di dollari al mese solo in energia elettrica, altri 500mila dollari sono destinati alla connettività e circa 100 milioni di dollari sono stati messi a budget per comprare nel 2009 qualcosa come 50mila nuovi server. Qualche decina di milioni di dollari è servito per i nuovi sistemi di storage necessari per archiviare i contenuti generati dagli utenti pubblicati sul sito e per pagare le rate di affitto delle location dove trovano posto gli uffici e i data center. Facebook sfida giganti come Yahoo e Google e dispone di ampi investimenti da parte di Microsoft e della società di investimenti russi Digital Sky Technologies.
Via: Reuters/Il Sole 24 Ore

mercoledì 3 marzo 2010

Facebook destinata a superare un miliardo di dollari di fatturato


La piattaforma di Facebook (con 400 milioni di utenti attivi in tutto il mondo) è gratuita ed è finanziata dalle entrate pubblicitarie. La pubblicità sul social network consiste in annunci e inserzioni, contenenti immagini e testo, mirate a un target definito di utenti. 

E dopo aver chiuso lo scorso anno con un fatturato stimato di 700 milioni di dollari, Facebook sarebbe pronta quest'anno a superare il miliardo di dollari. Lo sostengono alcuni osservatori sulla base di una serie di spunti. Facebook è una società privata e dunque non è tenuta alla pubblicazione dei suoi risultati finanziari. 

Già lo scorso anno Marc Andreessen, membro del consiglio di amministrazione, aveva anticipato che Facebook aveva tutte le carte in regola per essere una società da un milione di dollari e che anzi la stima poteva addirittura definirsi conservativa. 

Merito dei programmi di advertising, Fan page e tutte le attività promozionali ad esse correlate. Tutto questo, è evidente, diventa fonte di reddito e business per Facebook. Il modello attuale è destinato a essere superato da nuove iniziative, tra le quali la sua moneta virtuale Facebook Credits.

Via: Il Sole 24 Ore

martedì 2 marzo 2010

Aggiorna lo status indicando dove e quando trovarlo: arrestato latitante

Chris Crego, questo il nome del criminale newyorchese sul cui capo pendeva un mandato d’arresto per aggressione privata e rissa, è stato preso mentre, seduto comodamente in una poltrona all’interno del suo rifugio segreto, socializzava con degli amici su Facebook. “Per catturarlo non abbiamo dovuto far niente di straordinario - ha detto Richard Podgers, capitano della polizia di Lockport (New York) -. Gli agenti hanno semplicemente cercato il suo nome su Internet e si sono imbattuti sulle sue pagine di Facebook e MySpace”. Il ricercato, convinto di esser troppo furbo per esser arrestato, aveva compilato il proprio profilo inserendo tra le tante informazioni anche l’indirizzo del nascondiglio, il nome e l’ubicazione dell’azienda in cui lavorava, situata per nell’Indiana, e gli orari di reperibilità. Gli agenti, non avendo giurisdizione nell’Indiana hanno dovuto consegnare i dati ai colleghi e aspettare che questi arrestassero per loro il ricercato. Crego, che ora si trova in carcere, verrà processato il prossimo 5 aprile.
Fonte: Tiscali

La preghiera dell'utente Facebook nell'era 2.0


Una singolare preghiera è stata inventata dalla Pastorale Giovanile della diocesi di Pinerolo e dedicata ai navigatori di Facebook. Preghiera che sta sollevando una serie di domande. ''Che ci fa un cristiano sul web, in particolare su Facebook? Come ci deve stare? E' opportuno che ci stia?''. 

Ed è proprio su questo tema che il blog della diocesi toscana www.diocesipistoia.it chiede ai navigatori opinioni, suggerimenti, provocazioni. La preghiera dei navigatori di Facebook di Patrizio Righero: "In questo angolo del mondo digitale, Signore, ci sono centinaia di nomi, appiccicati alle pareti di una casa che esiste solo sullo schermo e nella mia fantasia". 

"Li chiamo “amici”, ma molti di loro li conosco poco, altri solo di vista, altri ancora sono poco più che volti (a volte nemmeno quelli!). Qualcuno non l’ho incontrato, qualcun altro vive dall’altra parte del mondo; con qualcuno condivido molto, con altri poco o nulla. Alcuni li ho scelti. Altri hanno scelto me. E ora sono qui, sulla mia home come sorelle e fratelli, posti sulla mia rotta virtuale". "

"Te li affido, Signore, uno per uno. Ti affido le loro speranze, le loro paure, i loro progetti di felicità. Rendimi, per loro, immagine - sia pur sbiadita! - del tuo amore paziente e misericordioso. Rendimi amico vero, pronto ad ascoltare, a condividere, a esserci. Rendimi apostolo, capace di annunciare, anche sul Web il tuo Vangelo di salvezza". 

"Ti ringrazio, Signore, per questo spazio immenso, per questa vita a colori, per questi incontri che forse non sono così casuali. Tuttavia, Signore, di chiedo di non lasciarmi affogare in questo mare di finta compagnia: risveglia in me il desiderio di uscire là fuori, di ascoltare  voci reali, di abbracciare persone autentiche e stringere amicizie vere. Amen."

Fonte: Adnkronos

Il popolo di Facebook si muove alla ricerca di Ambra Gimmelli

"Perfavore condividete tutti...il suo nome e' Ambra Gimmelli...facciamo in modo di far diventare utile anche per cose serie Facebook!!!Grazie di cuore a tutti quelli che condivideranno". Inizia così l'appello agli utenti del social network più importante del Web, nella speranza di trovare qualche indizio utile che possa servire a rintracciare la ragazza di Spoleto scomparsa sabato scorso e della quale non si hanno più notizie. Ambra Gimmelli vive alla periferia della cittadina umbra con la famiglia e frequenta il liceo classico. Sabato 27 febbraio, è uscita come sempre insieme al fratellino di 11 anni verso le 7.45, ma si sono separati subito. Quel giorno la ragazza avrebbe dovuto partecipare ad un’assemblea scolastica presso il Cinema Corso di Spoleto, ma non c’è andata. Sembra invece che fosse sul treno Roma-Napoli verso le 12.50 e che sia scesa alla stazione di Napoli. I familiari hanno provato a contattarla, ma il cellulare risulta sempre irraggiungibile e anche le ricerche tra amici e parenti non hanno portato a nulla. Del caso se ne è occupata anche la trasmissione "Chi l'ha visto?", andata ieri in onda su Rai Tre. Chiunque avesse sue notizie è pregato di rivolgersi al Commissariato di Spoleto che sta seguendo il caso, telefonando al n. +39 (0743) 23241.

Palermo dedichi una strada ad Enzo Fragalà

E' l'iniziativa dell'associazione per la sicurezza e la legalita' "Andromeda Palermo", che ha creato su Facebook un gruppo che conta oltre duecento iscritti. Nelle info del gruppo leggiamo: "La mente criminale che ha massacrato Enzo Fragalà ha voluto cancellare un uomo che ha sempre svolto la sua attività, sia politica che professionale, all'insegna della trasparenza e del bene comune. Dimostriamo ai criminali che la Palermo onesta tutela e custodice la memoria dei suoi cittadini migliori. Sottoscriviamo una petizione per chiedere all'amministrazione comunale di dedicare subito ad Enzo Fragalà una via od una piazza cittadina". L'associazione ha invitato nel giorno del funerale del penalista a sottoscrivere in questo modo una petizione per chiedere all'Amministrazione comunale di dedicare subito ad Enzo Fragala' una via o una piazza cittadina.
Enzo Fragalà fu aggredito martedì sera da uno sconosciuto, davanti al suo studio in piazza Vittorio Emanuele Orlando, a pochi passi dal tribunale. Un uomo, armato di mazza, lo aveva sorpreso alle spalle, colpito ed infierito su di lui anche quando era ormai a terra privo di sensi, in una pozza di sangue. Dopo tre giorni di agonia in ospedale è deceduto per le gravi lesioni cerebrali.
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