giovedì 11 febbraio 2010

Un gruppo su Facebook dice no a RepeLay

RepeLay è un videogioco lanciato in Giappone che simula degli stupri. Si comincia con le minorenni per poi arrivare alla sorella e alla madre. Alcuni sostengono che sia anche educativo. Anche la Rete si è mobilitata. Su Facebook il gruppo “No a RapeLay” raccoglie più di quattrocento membri. C’è anche chi cerca di buttare acqua sul fuoco: qualcuno dice che di giochi simili è pieno il mondo, chi sostiene invece di averlo provato e di non averci trovate niente di sconvolgente. Il gruppo su Facebook dice NO alla diffusione di questo "videogioco" in Italia. Sulla bacheca del gruppo leggiamo: "Ci sono contenuti e contenuti. In questo caso il principio democratico non c'entra niente e nemmeno la libertà di espressione. La violenza contro le donne è una piaga che non riusciamo a fermare, ma non vedo perché dobbiamo nutrirla con videogiochi molto discutibili come questo dove un qualunque maschietto di qualunque età può decidere di passare alle vie di fatto perché l'ha trovato divertente". E l’Illusion, la software house che produce il gioco, è tornata all’attacco con Itazura Gokuak. Una versione più evoluta e realistica di RapeLay, con tanto di 3D: ecco così che le urla di terrore e i singhiozzi di disperazione si fanno terribilmente reali. Più ragazze aggredisci, più sali in classifica.

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