domenica 28 febbraio 2010

Rivolta su Facebook contro il Tg1

15mila persone in poche ore hanno sottoscritto l'appello su Facebook indirizzato a Lorenzo Del Boca, presidente dell'OdG e Paolo Garimberti, presidente della Rai, per segnalare "una grave violazione della deontologia professionale". Il Tg1 di Augusto Minzolini ha dato notizie false sul caso Mills. L'appello sta facendo il giro della Rete attraverso un gruppo denominato "La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini", con il volto di Enzo Biagi a ricordare una dignità dell'informazione che sembra perduta. E piovono gli interventi degli utenti, l'indignazione di chi si sente minacciato dalla "manomissione della verità". L'appello di Arianna Ciccone (una degli amministratori del gruppo) chiede oltre all'intervento dell'Ordine dei Giornalisti anche le scuse e la rettifica da parte del Tg1 e della Rai: "Ecco caro presidente Del Boca io come cittadina mi aspetto da parte dell'Ordine un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verità. E mi aspetto, caro presidente Garimberti, e caro direttore Minzolini, le scuse del Tg1 e la rettifica".
Fonte: L'espresso

Ennesimo tentativo di phishing su Facebook


Non c'è pace per il più famoso social network del mondo: si passa dai gruppi choc alle applicazioni fraudolente, per finire agli attacchi di phishing attraverso la posta. Si sta infatti diffondendo in queste ore su Facebook un importante tentativo di phishing, con lo scopo di rubare le identità del maggior numero possibile di utenti iscritti al social network. 

Alcuni cracker hanno lanciato un attacco contro gli utenti iscritti a Facebook, rubando le credenziali di accesso ad alcuni di loro. Il metodo è sempre lo stesso, tramite pagine false di Facebook, si inducono gli utenti ad inserire i dati per accedere al loro account, per poi rubare indirizzi e-mail ed inviare spam, nel miglior delle ipotesi! 

Se ricevete un messaggio in posta da un vostro amico, contenente il link media8298796026.fotoromba.net non cliccate e cestinatelo subito. Se cliccate sul link fornito vi troverete reindirizzati su una pagina identica a quella di login di Facebook ma su un altro server camuffato. Vi chiederanno di digitare mail e password, rubandovele all'istante se le inserirete.

Le truppe statunitensi potranno usare Facebook e Twitter

Il Pentagono ha annunciato che le truppe statunitensi potranno usare i social network come Facebook e Twitter, bloccati dal 2007, perché i vantaggi del loro utilizzo (reclutamento, relazioni pubbliche e comunicazioni tra i soldati e le loro famiglie) sono superiori ai rischi. Questa decisione è il risultato di uno studio condotto dal Ministero americano della Difesa negli ultimi sette mesi, attraverso il quale le autorità USA hanno vagliato i pro e i contro sul possibile accesso dei militari ai social network e ad altre espressioni "sociali", anche quando i soldati sono impegnati in alcuni conflitti di guerra. Il Pentagono cerca di ridurre i rischi legati alla diffusione delle informazioni militari pur riconoscendo in Internet uno strumento unico per la comunicazione e la condivisione delle conoscenze tra più persone. Rimarrà vietato l'accesso ai siti ai siti di pornografia, i giochi di azzardo e alle attività di intolleranza razziale; e i comandanti saranno sempre in grado di bloccare l'accesso in caso ci fosse necessità di salvaguardare una missione o tutelare la banda per un utilizzo ufficiale.
Fonte: Rainews 24

giovedì 25 febbraio 2010

Più cara l'assicurazione sulla casa degli utenti di Facebook

Gli utenti inglesi di social network come Facebook e Twitter potrebbero finire a pagare di più per l'assicurazione sulla casa e i beni perché i messaggi che inviano su Internet possono essere utilizzati dai ladri per scoprire quando sono fuori. Proprio nei giorni scorsi i media britannici si erano occupati di un sito internet danese, Pleaserobme, che avverte gli utenti quando i loro messaggi sui siti sociali possono esporli al rischio di furti in casa. Il sito analizza i dati provenienti da Twitter e Facebook.
Darren Black, direttore di Confused, un sito che mette a confronto le varie polizze assicurative e i loro prezzi, sostiene che il costo di una polizza potrebbe aumentare fino al 10%. «I criminali utilizzano metodi sempre più sofisticati per raccogliere informazioni, impiegando addirittura siti come Google Earth e Streetview per progettare i loro furti con precisione militare», ha detto, aggiungendo: «Gli assicuratori stanno iniziando a prendere in considerazione tutto questo e potrebbe accadere che alcune richieste di pagamento danni vengano rifiutate, nel caso la società assicurativa ritenga che il cliente è stato negligente».
Fonte: Ansa

Si è uccisa dopo che l'ex fidanzato ha pubblicato le foto di lei nuda su Facebook

Emma Jones, un’insegnante inglese di 24 anni che lavorava all’International School di Choueifat ad Abu Dhabi, si è uccisa ingerendo del liquido detergente per paura della galera, dopo che il suo ex fidanzato aveva messo su Facebook delle foto di lei nuda. «Ha messo una chiavetta nel computer di Emma - ha detto la madre della donna - e ha copiato alcune sue foto osé, mettendole poi su Facebook. Un uomo che lavorava nella scuola di mia figlia le ha viste e lei mi ha detto che temeva di venir accusata di prostituzione, perché con quest’uomo non andava d’accordo. Per questo si è uccisa». Una ricostruzione che, però, l'ex della donna ha categoricamente smentito, definendola «di pura fantasia». Il mistero attorno alla morte dell’insegnante resta, sebbene le autorità di Abu Dhabi abbiano escluso l’omicidio. Come riporta il Daily Express, il medico ha emesso un verdetto aperto, aggiungendo inoltre di non ritenere il signor Brayley responsabile della morte della Jones, mentre l’autopsia eseguita dal patologo Thomas Hockey dell’ospedale di Llandlough, vicino a Cardiff, ha confermato che la ragazza avrebbe ingerito una sostanza velenosa, ma nessuno potrà mai stabilire se lo abbia fatto volontariamente o per un fatale errore.
Fonte: Corriere della Sera

Annuncia su Facebook di volersi suicidare ma viene rintracciata dalla Polizia Postale

Sabato scorso la Polpost di Pescara ha ricevuto una segnalazione dalla Svizzera di una donna che comunicava le intenzioni suicide di un'amica "virtuale", conosciuta tramite Facebook.  Il personale della Polpost si e' quindi attivato per capire chi si nascondesse dietro lo pseudonimo dell'aspirante suicida e ha chiamato in causa i circa 400 componenti del gruppo di cui faceva parte la persona in pericolo di vita. La collaborazione degli utenti Facebook e' stata massima, dicono dalla Polpost, tant'e' che si e' scatenata una sorta di gara per aiutare gli investigatori, e un aiuto determinante e' arrivato dalla donna che ha lanciato l'allarme, la quale e' riuscita, dopo essere stata sentita piu' volte, a fornire un indirizzo di posta elettronica della donna che voleva togliersi la vita.
Gli operatori della polizia hanno promosso una ricerca intercontinentale sull'indirizzo mail fino a quando sono arrivati a dare un nome alla donna che intendeva uccidersi. Si tratta di una persona della provincia di Teramo che e' stata segnalata ai carabinieri. I militari dell'Arma hanno subito rintracciato la donna, che soffre di crisi depressive, e hanno informato i familiari, invitandoli a starle a fianco.
Fonte: Agi

Clonano la password di un «amico» e chiedono denaro, denunciati


Due ragazzi di 25 anni, in concorso, hanno cercato di estorcere denaro attraverso Facebook ad un ignaro utente del social network. A scoprirli sono stati gli agenti della squadra mobile di Verona assieme al personale della Sezione veronese della polizia postale, che hanno indagato in stato di libertà due giovani.  In particolare, era emerso che nella mattinata del 22 febbraio scorso, un giovane, poi rivoltosi alla Polizia di Stato, si era connesso ad internet ed una volta avuto l'accesso con il suo profilo su Facebook era stato contattato da altro utente suo amico. 

Quest'ultimo dopo aver asserito di trovarsi in aeroporto in procinto di partire per Parigi, chiedeva la somma di 500,00 Euro in prestito a fronte di alcune problematiche finanziarie incontrate. Il giovane, al quale era stato domandato il prestito, insospettitosi dell'insolita richiesta contattava telefonicamente un altro amico in comune tra i due, apprendendo che il richiedente la somma di denaro non era in realtà all'aeroporto, ma in ospedale per degli accertamenti. 

Per avere un'ulteriore conferma i due contattavano quindi direttamente il vero amico, il quale oltre a confermare l'estraneità al fatto, realizzava il motivo per cui negli ultimi giorni aveva avuto problemi ad accedere a Facebook con la sua password. «Occhio alle password», ammonisce la polizia: i due, infatti, dopo vari tentativi hanno indovinato la password della pagina Facebook di un amico della loro vittima telematica e l’hanno contattata fingendosi lui per ottenere del denaro. Per i fatti sopra esposti i due giovani dovranno ora rispondere dei reati di concorso in accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, frode informatica, sostituzione di persona e truffa.

Fonte: Polizia di Stato

Ragazzo pestato dal cugino dell'ex fidanzata conosciuta su Facebook

La storia di due ragazzi, il cui legame è iniziato tra le pagine di Facebook, è finita con l'arresto di un minore. Tutto ha inizio alcuni mesi fa, quando un ragazzo ed una ragazza, dopo lunghe serate passate a conversare al pc, decidono finalmente di incontrarsi. Nasce un legame che dura solo pochi mesi a causa delle incomprensioni tra i due giovani. Più volte lui tenta un nuovo contatto nella chat di Facebook, ma ai continui rifiuti della ragazza volano gli insulti. Per qualche giorno i due non si sentono. Fino a lunedì, quando la ragazza decide finalmente di incontrare il suo "ex" per un chiarimento. Come luogo di incontro i due giovanissimi stabiliscono la Stazione metropolitana di Ostia, dove nel primo pomeriggio avviene il contatto. Subito dopo la conversazione si sposta in un posto più appartato, ma ad attenderli, nascosto tra i cespugli, vi è il cugino della ragazza, da lei stessa chiamato per intimorire il suo ex e convincerlo a sparire.
Il cugino esagera colpendo con numerosi calci e pugni, molti dei quali al volto, l'ex fidanzato che, tra lo sguardo atterrito della sua ex fidanzata e quello di altri ragazzi spettatori della violenza, tenta di difendersi e fuggire, ma il suo aggressore lo spinge per terra e dopo aver tentato invano di strappargli dal collo una collana d'oro, non contento si impossessa del suo telefono cellulare, fuggendo via e lasciando la vittima dolorante a terra. La telefonata fatta da un testimone al 112 allerta le pattuglie dei carabinieri in servizio. Dopo circa un'ora di indagini serrate, in cui vengono sentiti dai carabinieri molti amici dei due ragazzi, il nome dell'aggressore viene fuori ed il riconoscimento fotografico non lascia scampo all'aggressore.
Fonte: La Repubblica

martedì 23 febbraio 2010

Fan di Provenzano: invocano la liberazione dell'ex capo mafia

E' stato costituito su Facebook un nuovo gruppo che chiede la liberazione dell'ex capo della mafia Bernardo Provenzano arrestato nell'aprile di quattro anni fa nei pressi di Corleone, dopo oltre quarant'anni di latitanza. Sono 67 i membri iscritti finora al gruppo (che non ha amministratori) "Bernardo Provenzano libero...". Nella scheda del gruppo, si legge "Ufficio: Corleone" e "Posizione geografica: dei massacri, 12 - Palermo". Sempre su Facebook ci sono altri due gruppi che inneggiano al capomafia, uno ha 196 membri e chiede anch'esso la liberazione e l'altro 76 membri. Sulla bacheca c'è chi invoca Riina libero e Provenzano vicesindaco. Infine, c'è Bernardo Provenzano "personaggio pubblico" che conta 528 fan. Ci auguriamo che gli autori di queste pagine ed i loro iscritti siano utenti mossi soltanto da una vena goliardica, altrimenti siamo davvero messi molto male. Di contro comunque crescono i gruppi che chiedono l'abolizione degli spazi su Facebook dedicati al capomafia e agli altri boss.
Via: La Repubblica

Troviamo Melania, la paracadutista dispersa a Ravenna

Ricerche vane fino a notte fonda di Melania, caporale di 22 anni originaria di Trapani scomparsa sabato nelle campagne di Ravenna. La giovane si era gettata con il paracadute assieme ad altre cinque persone nei pressi del piccolo aeroporto 'La Spreta' in un lancio privato milite-assistito. Le ricerche, che riprenderanno al'alba, sono condotte da carabinieri, vigili del Fuoco, corpo Forestale dello Stato e Protezione Civile sotto il coordinamento della Prefettura e si sono concentrate soprattutto attorno al laghetto della cava 'Ca Bianca' che in alcuni punti e' profondo 20 metri. Ed intanto il popolo di Facebook, come già accaduto altre volte, si mobilità per esprimere la piena solidarità alla famiglia di Melania. La speranza è di trovarla ancora in vita. Il gruppo dedicato alla ragazza dispersa ed intitolatao "Troviamo Melania", conta oltre 1.300 iscritti e sulla bacheca troviamo post di amici e colleghi pieni di speranza, per una conclusione a lieto fine della vicenda. Tra i messaggi leggiamo: "dai melania siamo tutti vicino a te....devi essere forte e pregare..Dio ti aiuterà,deve aiutarti...sei una ragazza giovane e piena di vita!!!in bocca al lupo!!!!!!!". Ed ancora: "melania resisti tesoro stiamo arrivando non sara' molto ma io e il mio cane verremo a cercarti tu tieni duro capito? resisti sei un soldato e un para' resisti per favore non privare il mondo di un viso come il tuo ti vogliamo bene tutti!!!!!!". C'è chi scrive: "Trovo assurdo che in pieno 2000 si possa sparire cosi' dopo un lancio col paracadute in una zona ben precisa! TROVATELA!". E qualcuno fa una considerazione: "ci leghiamo alle cose materiali, tanto da "dimenticare" cosa realmente desideriamo....ma quando una disgrazia come questa ci colpisce in prima persona tutto diventa futile e ciò che prima ci sembrava essenziale ora ci sembra inutile. Melania torna presto da noi. ti aspettiamo e ti vogliamo tutti bene!".

lunedì 22 febbraio 2010

Fare pace senza Facebook con una pubblica affissione

L'amore è il sentimento più forte del mondo. L'amore è quello stato d'animo, quel sentimento che comporta benessere, felicità, liberazione dai conflitti interiori ed esterni. Una foto di un momento felice, con gli occhiali da sole che tutelano i visi. La fedina e un anello con un piccolo brillante in vista per lei e lui che sorride misterioso all’obiettivo. Sopra la foto un messaggio «sei tu il mio mondo» e sotto, piccolo, «ti amo». Sono queste le decine di manifesti affissi sabato sera a Napoli, in via Cristoforo Colombo e nelle strade adiacenti l’hotel Romeo. Una telefonata, un sms o un post su Facebook non bastano più: per fare pace occorre qualcos'altro, qualcosa di meglio. Chi dei due chiede perdono a chi? E’ lui che è fuggito via e poi si è pentito? Ci sarà un tradimento al centro di questa storia? O forse è lei che ha pensato al bel gesto dopo una baruffa? Sono risposte alle quali per il momento non possiamo rispondere. Ci auguriamo che li trovino i due innamorati...forse!
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

domenica 21 febbraio 2010

Gruppo su Facebook contro i bambini down, conta oltre 400 iscritti


Gli utenti di Facebook non finiscono mai di stupirci, purtroppo il più delle volte in senso negativo. "Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down". E' questo il titolo d'un gruppo sbarcato su Facebook e che conta oltre 400 utenti. Nella descrizione del gruppo leggiamo: 

"E' così difficile da accettare questa malattia... perchè dovremmo con vivere con questi ingnobili creature... con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down sono solo un peso per la nostra società... Dunque cosa fare per risolvere il problema?" 

"Come liberarci di queste creature in maniera civile? Ebbene si signori... io ho trovato la soluzione: Essa consiste nell'usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e divertente per liberarci di queste immonde creature". 

Sulla bacheca del gruppo non mancano ovviamente gli insulti agli amministratori (troll) del gruppo e ci si chiede come mai Facebook, nonostante le ripetute segnalazioni, continui a tener attivo un gruppo del genere ed i suoi amministratori. E' il caso del gruppo: "Falcone e Borsellino...falsi eroi" che è possibile trovare ancora sul social network. E ci si chiede se la libertà di pensiero sul Web possa essere condivisa fino a questo punto.

Centinaia di messaggi su Facebook ricordano Maria Cristina


E' ancora mistero sulla morte di Maria Cristina Schiani, la liceale romana di 18 anni precipitata giovedì sera dal sesto piano di un albergo a Londra, dove si trovava per una gita scolastica. In attesa dell'esito dell'autopsia che sarà fatta la prossima settimana e dei risultati delle indagini di Scotland Yard che esclude però il dolo, chi conosceva Maria Cristina esclude il suicidio. 

Antonietta, la madre della studentessa, non crede all'ipotesi del suicidio ma è convinta che possa essersi trattato di un malore, visto che la ragazza prima di morire aveva detto a un insegnante di avere mal di testa e anche nei giorni precedenti aveva sintomi febbrili. La morte di Maria Cristina ha intanto scatenato i suoi amici di Facebook. 

“Non ti dimenticheremo”. “Ti saremo sempre vicino”. “Ti vogliamo bene”. Il giorno dopo la morte di Maria Cristina, il fidanzato, gli amici e i compagni di classe del liceo Machiavelli di San Lorenzo, la ricordano così, inondando le pagine di Facebook con messaggi, pensieri, mazzi di fiori virtuali. 

Tra questi c'e' quello di Matteo, il suo fidanzato, che scrive "Ti amo e ti amero' per sempre. Sei stata la donna piu' importante della mia vita. Ciao piccola". "Lui la aspettava sotto il portone e la accompagnava a scuola, erano molto teneri - hanno raccontato gli inquilini - e anche se non erano da molto tempo insieme avevano un legame molto stretto".

Via: La Repubblica

Facebook ricorda i fidanzati uccisi in via Nomentana

Tante recriminazioni all'indomani della sentenza della Cassazione che ha condannato a cinque anni di reclusione Stefano Lucidi, il guidatore senza patente che il 22 maggio 2008, guidando la Mercedes del padre, uccise in via Nomentana la coppia di fidanzati, Alessio Giuliani e Flaminia Giordani. Nei messaggi poesie, ricordi ma anche toni rancorosi per un giudizio ritenuto troppo mite. In tanti accusano i giudici di non aver tenuto conto della gravità dell'episodio, di aver "giustificato" in qualche modo il gesto di Lucidi. Nei messaggi poesie, ricordi ma anche toni rancorosi per un giudizio troppo mite. Alessandra posta sulla bacheca del gruppo: "Io spero solo che il sacrificio di queste due creature, apra gli occhi a tutti quei giovani che per superficialità, senso di onnipotenza e stupidità, nonostante tutti questi gravi incidenti, continuano a "divertirsi" bevendo e drogandosi...". E Romina: "...adesso la pena e' stata ridotta a 5 anni....ma i giudici che prendono queste decisioni non provano a mettersi nei panni dei genitori che hanno perso i loro figli in maniera assurda?????se fossero stati i loro figli come avrebbero reagito?????".

venerdì 19 febbraio 2010

Su Facebook gruppo pro-frane in Sicilia e Calabria

Arriva su Facebook e scatena la polemica un gruppo che inneggia alle frane in Calabria e Sicilia. Pronta la reazione degli utenti del social network, che hanno costituito 9 gruppi, due dei quali (oltre 33.000), ne hanno chiesto la chiusura. Il gruppo, al quale fino a stamani erano iscritti 2.327 membri, è adesso segreto e trasformato in "SOLIDARIETA' SICILIA E CALABRIA, IL VECCHIO GRUPPO E' STATO BLOCCATO". In precedenza era intitolato: ''Stanno franando la Sicilia e la Calabria..FINALMENTE''. Prima della sua "blindatura" si leggeva nella sua descrizione: "Quelli che credono che Dio esiste e che stia punendo, con il diluvio, i terroni calabresi e siciliani facendo scivolare le loro terre in mare. Sperando in una pioggia eterna, gli Italiani". In un altro, al quale hanno aderito in 6.084, si legge però: "Per tutte le persone che sono contro questo gruppo insensato. Gente del Nord come me, gente del Sud, qualsiasi persona che abbia un cuore e che sia abbastanza matura da non pensare cose orribili come queste".

Facebook Zero: la versione semplificata di Facebook mobile in arrivo


Dopo Facebook Lite, una versione molto più leggera della piattaforma destinata a utenti dotati di connessioni più lente, ecco arrivare Facebook Zero, un nuovo sito, che punta ad allargare le utenze mobili. Quando si visita l'URL zero.facebook.com utilizzando il cellulare browser, vedrete un avviso che il vettore non supporta ancora il servizio - evidentemente perché è appena stato lanciato e gli operatori devono ancora iscriversi.

Ancora non è stato fatto un annuncio ufficiale e per il momento i visitatori che provano a connettersi a 0.facebook.com leggono "Scusate, ma il vostro operatore non supporta zero.facebook.com". O [aggiornato] "Spiacenti, 0.facebook.com è supportato solo da alcuni operatori di telefonia mobile, tra i quali non c'è il tuo. Se decidi di contattare il tuo operatore mobile, comunicagli che il tuo indirizzo IP xx.xx.xx.xx non è supportato".


Tuttavia durante una sessione del Mobile Communications 2.0 del Mobile World Congress di Barcellona, il vicepresidente di Facebook per il settore mobile, Chamath Palihapitiya, ha parlato di Facebook Zero spiegando che potrà servire agli operatori mobili per offrire un servizio gratuito (seppur basilare), puntando successivamente a trasformare gli utenti che lo utilizzeranno in clienti premium disposti a pagare per lo scambio dati.

Si tratta in sostanza d'una versione semplificata di Facebook Mobile, che permetterà di monitorare nella maniera più semplice possibile le attività degli amici e aggiornare il proprio Status. La vera novità sembra essere che per i clienti degli operatori che collaborano con Facebook la nuova versione significherà non dover pagare alcuno costo di connessione per accedervi, anche in mancanza di un abbonamento flat.


Facebook delinea la strategia di telefonia mobile al MWC 2010


Durante una sessione sulla "Mobile Communications 2.0" al Mobile World Congress di  Barcellona, che pone le basi per l'anno a venire nella tecnologia mobile, il vicepresidente di Facebook per il settore mobile, la crescita degli utenti e l'espansione internazionale, Chamath Palihapitiya ha condiviso l'attuale strategia mobile del gigante del social networking e dei suoi piani per il futuro.

E' stata in questa sessione che l'azienda per la prima volta ha parlato il suo ultimo prodotto, Facebook Zero , che è essenzialmente una ridotta, versione solo testo del sito web mobile per il servizio di social networking. Il prodotto mira a dare agli operatori di telefonia mobile un modo per offrire una esperienza di base di Facebook ai propri abbonati gratuitamente e poi convertire gli utenti in clienti premium di servizi dati.

TechCrunch ha registrato l'intera sessione di 16 minuti e lo ha caricato sul suo account YouTube - questi sono i punti salienti della presentazione: -Facebook ritiene che il 2010 sarà un anno spartiacque per cellulari, il servizio viene ora utilizzato attivamente da oltre 400 milioni di persone, vogliono rendere Facebook sempre più onnipresente e raggiungere miliardi di utenti 

Inoltre 100 milioni di utenti (il 25% del numero totale di utenti ) utilizza attivamente i prodotti mobili di Facebook almeno una volta al mese, 200 milioni di persone hanno interagito con Facebook sul cellulare almeno una volta, nei prossimi 5 a 10 anni, Facebook mira a investire pesantemente nell'espansione delle esperienze mobili per i suoi utenti, che si aspetta maggiore crescita in questo settore.

Facebook mira a trasformare Facebook Connect in un "elemento fondativo" del web, sia accessibile sui telefoni cellulari o non. In futuro, Facebook Connect dovrebbe diventare più di una integrazione di base sia su un OEM, applicazione che a livello di sistema operativo (denominazione iPhone, RIM, Windows Mobile e Android come esempi. Facebook intende svolgere un ruolo più importante nell'ecosistema degli sviluppatori di applicazioni.


mercoledì 17 febbraio 2010

Un indice misura la popolarità su Facebook dei candidati alle regionali 2010

La maggior parte dei politici italiani ha capito che non si puo' prescindere da blog e social network come strumenti strategici di comunicazione e dunque, a poco piu' di un mese dalle elezioni regionali del 18 e 19 marzo 2010, e' accessibile on line uno strumento semplice ed oggettivo per conoscere in tempo reale la popolarita' dei candidati sul web. E' sufficiente digitare l'indirizzo http://www.regionalisufacebook.it per accedere ad un'applicazione che permette di confrontare la popolarita' su Facebook delle varie coppie di aspiranti alla guida delle Regioni. L'esperimento permettera' anche di confrontare, al termine della campagna, i dati di popolarita' misurati in rete con gli esiti dei tradizionali sondaggi, nonche' con i risultati elettorali definitivi.
Fonte: Apcom

Su Facebook la coppia aperta è la più triste secondo nuovo studio


In occasione della festa di S. Valentino, Facebook Data Team ha deciso di stilare una classifica di felicità partendo dallo stato civile o dalla condizione sentimentale degli iscritti al social network, per indagare quale sia la circostanza capace di recare maggior gioia alle persone. Lo studio ha intercettato in un primo momento tutti i termini positivi utilizzati nell’aggiornamento dello status degli iscritti, incrociando poi il dato numerico con la situazione sentimentale delle persone. Le parole che identificano la situazione sentimentale sono le stesse proposte da Facebook nello schema con cui si costruisce il profilo: single, impegnati, fidanzati ufficialmente, sposati, relazione complicata, relazione aperta, vedovi.

Il risultato a cui approda lo studio è che stando all’uso di termini pessimisti nell’aggiornamento di status i più tristi sono proprio gli utenti che vivono un rapporto aperto. Soprattutto se si tratta di maschi che, ancor più delle colleghe femmine, subiscono moltissimo la competizione che presuppone una tale relazione, pagandone il prezzo in termini di serenità. Pare che tale condizione rechi un danno emotivo addirittura maggiore della vedovanza o di un rapporto complicato. I single hanno spesso momenti bui, mentre ii più felici risultano tutti coloro che hanno un rapporto stabile, meglio ancora se sposati.

Via: Mashable

martedì 16 febbraio 2010

Estorsione anche attraverso Facebook, due giovani arrestati

Due giovani (un 17enne di origini marocchine ma nato in Italia ed un 19enne italiano) entrambi di Castel San Pietro, sono stati arrestati dai Carabinieri del comune bolognese con l'accusa di estorsione nei confronti di un 20enne loro concittadino. Dal ragazzo, percosso e minacciato, anche attraverso Facebook, i due giovani estorsori pretendevano 800 euro per il pagamento di una piccola partita di droga. Il ventenne, che ha ammesso il consumo di droga e il debito ma di proporzioni di gran lunga inferiori, temendo ritorsioni si e' rivolto ai Carabinieri. Gli uomini dell'Arma si son presentati all'appuntamento che la vittima aveva dato ai suoi estorsori per il pagamento della somma pretesa e dopo l'incasso dei soldi, i due sono stati bloccati e arrestati. Il minorenne e' finito nella casa di prima accoglienza di Bologna, l'altro direttamente al carcere della Dozza.
Fonte: Agi

lunedì 15 febbraio 2010

Il mostro del Circeo: la pagina fan

Su Facebook è presente la fan page di Angelo Izzo, il mostro del Circeo condannato due volte all'ergastolo e detenuto nel carcere di Velletri (Roma). Izzo a metà degli anni Settanta in una villetta del Circeo, insieme a Gianni Guido e Andrea Ghira, seviziò ed uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti che si salvò fingendosi morta. Trenta anni dopo, nel 2005, mentre era in semilibertà a Campobasso, tornò a compiere gli stessi reati: in una villetta di Ferrazzano uccise madre e figlia, Maria Carmela e Valentina Maiorano, e seppellì i loro corpi nel giardino della casa.
La pagina di Izzo conta più di cinquanta sostenitori, i quali però non lo sostengono affatto, anzi lo insultano pesantemente e ne invocano la morte dopo atroci torture. Dato che la bacheca è resa inaccessibile, gli iscritti esprimono i loro pensieri attraverso le foto postate. Alcune mostrano una donna violentata con una chiara didascalia: "Vergognati, vergognati, vergognati". In un'altra si vede Izzo davanti a un plotone di fucilazione. Una foto mostra un condannato a morte su una sedia elettrica.
Via: Tgcom

Virus su Facebook: Cool e Yooo, i messaggi contenenti links fraudolenti

Forse qualcuno di voi se ne sarà già accorto. In questi giorni stanno girando due messaggi nella posta di Facebook che hanno come destinatario uno o più utenti e contenenti un indirizzo internet che riporta ad un sito al cui interno è presente una dose massiccia di malware. I messaggi, inviati da un vostro amico in maniera del tutto inconsapevole e il cui account è stato probabilmente compromesso, ha come oggetto Cool o Yooo e come indirizzo rispettivamente uno dei seguenti links: http://0x00000000a88fae19/csH6yf o http://00000000000000200.0000171.00376.0000000000201/b5SWps.
Attenzione: i due links riportano a due siti sconosciuti perfettamente uguali creati ad hoc (deltaboats.com e gidiassayag.com) e contenenti oggetti dannosi! Dunque non cliccate e cestinate il messaggio. Informate immediatamente il vostro amico della ricezione del messaggio, consigliandogli di cambiare la password del suo account Facebook e di effettuare una scansione antivirus del proprio PC.

domenica 14 febbraio 2010

Essere invisibile nella chat di Facebook


Facebook permette di comunicare con i nostri amici in tempo reale direttamente dal social network attraverso la sua chat. Anche se la chat si rivela molto utile, alcune volte è impossibile usarla, e questo non per colpa di problemi dell’applicazione stessa, ma piuttosto per l’elevato numero di persone che ci contattano e vogliono parlare con noi. Se si imposta la chat su off-line non potremo vedere chi dei nostri amici è in linea, ma ora l’applicazione Appear Offline ha risolto il problema. Per usare l’applicazione dobbiamo andare nella pagina principale di Appear Offline e accettare l’uso dell’applicazione stessa. 

Una volta installata l’applicazione saremo reindirizzati in una pagina dove ci saranno mostrati tutti i contatti che sono online. Da questa pagina sara’ possibile inviare un messaggio privato al contatto, inviargli un Poke e visualizzare tutti i video e foto dei nostri amici che sono in quel momento in linea su Facebook. Dunque con Appear Offline nessun nostro contatto potra’ vederci online ma noi potremo vedere chi lo e’. Dunque a questo punto l’unica differenza dalla modalita’ di Invisibile di MSN Messenger e’ che sul programma di casa Microsoft in quello stato e’ possibile sia visualizzare i contatti online, sia poterci anche chattare, con Appear Offline e’ possibile solo visualizzare tutti i contatti online senza pero’ poter chattare con loro.


sabato 13 febbraio 2010

Tragedia alle Olimpiadi: Frattini commenta e l'antiterrorismo spia Facebook

La morte di uno degli atleti olimpionici georgiani in un terribile incidente ieri sera a Vancouver ha gettato un'ombra sulla cerimonia di apertura dei Giochi invernali, che ha visto protagonisti un audace snowboarder, gli aborigeni canadesi e la leggenda dell'hockey Wayne Gretzky, che ha acceso il tripode olimpico. La tragica morte dell'atleta georgiano "pretenderà ed otterrà più sicurezza". E' quanto sottolinea - nella sua pagina su Facebook - il ministro degli esteri Franco Frattini che interviene sulla tragedia. E l'antiterrorismo statunitense considera le olimpiadi di Vancouver un bersaglio perfetto per qualsiasi estremista. Per questo da giorni, in barba alla privacy, sta monitorando Twitter, Facebook e gli altri social network alla ricerca di indizi su un eventuale attentato terroristico. Lo ha reso noto il ministero della Sicurezza interna. I precedenti non mancano: dalla presa di ostaggi israeliani da parte dei terroristi palestinesi di 'Settembre Nero' a Monaco nel 1972, finita con 17 morti, alla bomba che nel 1996 ad Atlanta causo' 2 morti e 111 feriti .
Via: Agi

giovedì 11 febbraio 2010

Facebook cancella i profili di 30 detenuti dopo le segnalazioni


Il ministro della giustizia inglese Jack Straw ha annunciato di aver fatto rimuovere trenta pagine di Facebook. Erano usate dai carcerati per molestare le vittime dei loro crimini, direttamente dalla cella, proprio come Colin Gunn.  Il boss criminale, condannato a 35 anni di carcere per istigazione all'omicidio, era riuscito a restare in contatto con 565 amici per oltre due mesi prima che il suo profilo fosse cancellato. Dopo la figuraccia sul boss che continuava a svolgere le sue attività dalla cella via Facebook, Jack Straw ha voluto calare la mannaia su questa deprecabile moda. Trenta pagine con contenuti offensivi sono state segnalate a Facebook che le ha prontamente rimosse in due giorni soltanto. "Siamo rassicurati dalla cooperazione che abbiamo ricevuto da Facebook. Il sito ha un alto senso di moralità, deve solo ricevere un aiuto per individuare il marcio". Tuttavia il rapporto tra le autorità e il sito non è democratico, Facebook deve semplicemente rispettare gli ordini. Se ricevono una notifica da noi non devono prima giudicare ma devono semplicemente premere il pulsante cancella". Ora sarebbero sempre piu frequenti le immagini di giovani criminali che si auto ritraggono col telefonino in cella mentre fanno gesti osceni o che, peggio, martellano le loro vittime attraverso il Web. Un portavoce di Facebook, ha assicurato che "se succedera qualcosa che viola la nostra policy saremo molto attivi e determinati a rimuoverla". Anche se si tratta di quella più eclatante e pericolosa, non è comunque la prima volta che l'uso criminale di Facebook rimbalza sulle cronache dei giornali.

Via: Tiscali

Un gruppo su Facebook dice no a RepeLay

RepeLay è un videogioco lanciato in Giappone che simula degli stupri. Si comincia con le minorenni per poi arrivare alla sorella e alla madre. Alcuni sostengono che sia anche educativo. Anche la Rete si è mobilitata. Su Facebook il gruppo “No a RapeLay” raccoglie più di quattrocento membri. C’è anche chi cerca di buttare acqua sul fuoco: qualcuno dice che di giochi simili è pieno il mondo, chi sostiene invece di averlo provato e di non averci trovate niente di sconvolgente. Il gruppo su Facebook dice NO alla diffusione di questo "videogioco" in Italia. Sulla bacheca del gruppo leggiamo: "Ci sono contenuti e contenuti. In questo caso il principio democratico non c'entra niente e nemmeno la libertà di espressione. La violenza contro le donne è una piaga che non riusciamo a fermare, ma non vedo perché dobbiamo nutrirla con videogiochi molto discutibili come questo dove un qualunque maschietto di qualunque età può decidere di passare alle vie di fatto perché l'ha trovato divertente". E l’Illusion, la software house che produce il gioco, è tornata all’attacco con Itazura Gokuak. Una versione più evoluta e realistica di RapeLay, con tanto di 3D: ecco così che le urla di terrore e i singhiozzi di disperazione si fanno terribilmente reali. Più ragazze aggredisci, più sali in classifica.

Donna annuncia suicidio su Facebook e si getta dal balcone


Una donna di 47 anni si è suicidata in Spagna, gettandosi dal balcone di casa a Garrucha, Andalusia, poco dopo aver annunciato il disperato gesto su Facebook e nonostante la polizia cercasse di dissuaderla. Lo riferisce il quotidiano El Mundo. "La sua è la cronaca di un suicidio annunciato", si legge. El Mundo pubblica alcuni messaggi scritti dalla donna due giorni prima di morire ai suoi 59 amici virtuali, in cui confidava la sua disperazione, frutto di maltrattamenti ad opera dell'ex compagno. 

L'uomo era già in carcere preventivo per un presunto reato di maltrattamento, ma la donna aveva paura di poter essere ancora una sua vittima.  La cittadina britannica, da tempo trasferita a Garrucha, nell'ultimo messaggio postato sul social network, intitolato Last Words, chiedeva scusa ai due figli per il gesto che stava per commettere: "Vi chiedo perdono, per favore non mi odiate per avervi abbandonato".

Via: TG Com24

Dogbook batte tutti

Su Facebook spopolano le applicazioni che consentono di creare profili per i compagni a quattro zampe e non solo. Dogbook ha 800.000 membri attivi, contro i 175.000 di Catbook, 31.000 di Horsebook per cavalli e 3.900 di Rodentbook per porcellini d'india e criceti. I piu' tiepidi sono i proprietari di Fishbook, l'applicazione per pesciolini con 1.900 aderenti. Queste applicazioni consentono, tra le altre cose, di acquistare prodotti e 'taggare' foto, proprio come per i padroni. A sostenere economicamente l'iniziativa, creata da Geoffrey Roche di Poolhouse Enterprise di Toronto, è la pubblicità: tra i maggiori inserzionisti ci sono brand del calibro di Coca Cola, la casa d'auto giapponese Toyota (in crisi profonda per problemi a freni e pedali dell'acceleratore) e Purina, nota marca di alimenti per cani e gatti. Non mancano, inoltre, le rispettive applicazioni per iPhone.
Facebook, che ha dato la sua benedizione all'inizitiva anche se non permette di iscrivere gli animali sul sito principale per, ne ha spiegato la logica: »Fin dall'inizio il nostro obiettivo è stato di fare alla gente una piattaforma per stare in contatto e condividere i propri interessi. Ovviamente chi ha un 'pet' prova passioni forti per tutto quello che riguarda gli animali«, ha detto la portavoce Brenda Barker.
Via: La Stampa

mercoledì 10 febbraio 2010

Fiorello, in quanto siciliano sospendi la pubblicità della fiat: il gruppo su Facebook

L'appello viene lanciato da alcuni operai di Termini Imerese che hanno aperto un gruppo su Facebook per chiedere allo showman siciliano di interrompere la sua collaborazione commerciale con il Lingotto. L'iniziativa è stata sottoscritta da centinaia di persone. "Caro Fiore - scrivono gli operai - non dovresti fare pubblicità per l'azienda che sta per mandare a casa migliaia di nostri conterranei". Sulla bacheca del gruppo leggiamo i post degli iscritti: "dopo aver campato per anni di finanziamenti statali, la fiat cosa fa? non comprerò mai più nulla che abbia il marchio fiat sopra!". Ed ancora: "è una beffa vedere un siciliano come Fiorello che pubblicizza la fiat che sta rovinando migliaia di famiglie in Sicilia!! la FIAT... che ha chiuso la produzione in Italia ma continua a produrre in romania con la manodopera a bassocosto.. e ancora più allucinante che poi mettano sulle auto il marchio made in italy...vergognaaaaaaaaaaa!!!". Qualcun'altro alza i toni e scrive: "non sono siciliano,non sono operaio ma ho famiglia come tanti di quei operai,quello che succede oggi a loro succedera'domani a noi...facciamoci sentire da queste facce di xxxxx che ci "amministrano" destra sinistra centro...tutti uguali!!!!tutte xxxxx!!!non toccate gli operai non toccate le famiglie!!!!"

Fondazione Vodafone Italia e solidarietà sociale

La Fondazione Vodafone Italia, costituita nell'aprile 2002, si dedica ad attivita' di solidarietà sociale. E' una fondazione d’impresa che persegue i suoi scopi statutari principalmente attraverso la collaborazione e l’erogazione di contributi ad altri soggetti che operano nella società civile. Si prefigge di svolgere un ruolo di sostegno in questo ambito promuovendo e finanziando progetti innovativi o rafforzando progetti esistenti gestiti da organizzazioni nonprofit. La missione, le aree di attività e le modalità per accedere ai finanziamenti sono descritte sul sito dedicato www.fondazionevodafoneitalia.it.
La Fondazione Vodafone Italia ha sostenuto 34 progetti, fra i quali "Attivare risorse nelle periferie", una guida metodologica per promuovere interventi nei quartieri difficili di alcune città italiane, che raccoglie i risultati della ricerca sviluppata in collaborazione con Fondazione Umanamente e il lancio di "World of Difference", il programma che mette a disposizione delle Associazioni non profit, per un periodo di tempo determinato, risorse professionali individuate tra clienti e dipendenti Vodafone. L'ultimo progetto in ordine di tempo, è costruire la Bottega dello Sport per l'Associazione Amico Charly a Milano. Un campo di calcetto e un’area sportiva che accoglieranno nell’arco di un anno almeno 200 giovani con forti problematiche adolescenziali. Trovate gli altri progetti sul sito ufficiale e sulla pagina ufficiale di Facebook.

martedì 9 febbraio 2010

Google attacca e Facebook risponde

Nonostante i tentativi falliti degli ultimi anni, l'azienda di Mountain View non si rassegna all'esclusione dall'enorme mercato dei social network e si prepara a trasformare il suo servizio di posta elettronica Gmail nell'arma per attaccare lo strapotere di Facebook e Twitter. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, Google permetterà agli utenti di Gmail non solo, come già avviene, di aggiornare il proprio status online, ma anche di "aggregare gli aggiornamenti dei propri amici in un flusso", proprio come quello che compone le homepage di Facebook e di Twitter. Si tratterebbe di una mossa chiaramente volta a invertire la tendenza che vede la posta elettronica sempre meno usata, specie da determinate fasce di utenti, in favore dei servizi di social networking.
Nel frattempo, secondo TechCrunch, Facebook si starebbe attrezzando per disturbare Gmail direttamente sul suo terrento, trasformando il suo sistema di messaggistica in un vero e proprio servizio e-mail. Il progetto sarebbe stato battezzato in codice "Titan" e sostituirà l’attuale sistema di messaggistica, supportando l’IMAP e il POP, oltre che indirizzi personalizzati @facebook.com.
Via: La Repubblica

Distrutta la villa d'un ragazzo che organizza un party su Facebook

Aneesh, figlio di Rai e Nishi Shukla, coniugi londinesi di mezza età, ha organizzato una festa con i più intimi amici nella sua villa a Kingston-upon-Thames, borgo meridionale di Londra. I due genitori, andati via per un weekend romantico, hanno acconsentito e per inoltrare gli inviti, il sedicenne aveva postato un messaggio sul popolare social network. La sera si sono presentate alla festa oltre 100 persone e i numerosi intrusi hanno sfasciato buona parte della villa, valutata oltre un milione di euro. Non sono mancati coloro che, per rendere più emozionante la serata, hanno cominciato a urinare dalle finestre. Molti teppisti inoltre hanno gettato decine di bottiglie di vetro nelle proprietà dei vicini. Per riportare la calma nel quartiere sono intervenute ben sei volanti della polizia e due ambulanze hanno soccorsi i feriti.
Fonte: Mail Online

sabato 6 febbraio 2010

Giustizia per le vittime della strada, il gruppo su Facebook

Tante sono le vittime delle strade italiane. Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. In questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa. I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso. Nasce così su Facebook il gruppo "gruppi uniti...giustizia per le vittime della strada": «Noi ci siamo uniti per fermare la strage ed affermare il diritto alla vita e alla giustizia. Questa unione esemplare affinchè le nostre voci siano ascoltate dai vertici e si metta fine alle stragi che quotidianamente leggiamo sui quotidiani».

venerdì 5 febbraio 2010

La nuova homepage di Facebook

Facebook compie sei anni e festeggia rifacendosi il look. Il social network più utilizzato nel mondo, è stato infatti lanciato il 4 febbraio del 2004 e, nella notte americana, ha rilasciato a una parte dei suoi utilizzatori la sua nuova veste grafica.  La nuova veste grafica di Facebook è stata abilitata solo a una parte dei suoi utilizzatori, circa un quinto, mentre gli altri dovranno attendere ancora qualche giorno. Questa nuova versione è molto simile alla precedente, eccetto per alcune differenze: innanzitutto il motore di ricerca interno è messo più in evidenza nella barra in alto. Come già successo altre volte la homepage cambia, riprendendo stavolta il template della versione Lite, creata per essere più leggera, veloce e versatile. Tra le novità più importanti troviamo richieste, notifiche e messaggi non letti raggruppati accanto al logo Facebook. E' possibile accedere facilmente ai vostri messaggi, alle applicazioni e alla chat nella parte sinistra della pagina. Il menu Account in alto a destra servirà per gestire le impostazioni sulla privacy ed effettuare il log-out.

Adolescente si uccide dopo il suo annuncio su Facebook

Uno studente di 17 anni di Ponte di Piave (Treviso), martedì si è tolto la vita lasciando un biglietto ai genitori per spiegare il suo male di vivere, aveva già affidato a Facebook un evidente indizio della sua intenzione di farla finita. Pochi giorni prima di uccidersi, infatti, sparandosi con il fucile da caccia il padre, si era iscritto ad un gruppo su Facebook chiamato "Hai mai pensato di farla finita?". Il ragazzo si era iscritto al gruppo il 29 gennaio scorso, segno che stava già meditando il tragico gesto che poi quattro giorni dopo ha messo in atto. Sul web lo studente-modello aveva lasciato anche un 'indizio' di come stava meditando di uccidersi: qualche giorno prima si è seduto davanti al computer e ha inviato la foto di un fucile a un gruppo dedicato alle doppiette, proprio come quella del padre che poi ha imbracciato per farla finita.

martedì 2 febbraio 2010

Gruppo su Facebook per lo studente di Bologna scomparso

Mariano Cologna, lo studente universitario di 28 anni di origine trentina scomparso a Bologna da una settimana, si è allontanato lunedì scorso dall’appartamento di via Dagnini, che divide con altri inquilini, dicendo che sarebbe andato a correre sui colli e lasciando a casa il telefonino. I carabinieri di San Lazzaro, che oggi hanno fatto il punto sulle indagini, tendono ad escludere l’ipotesi di un allontanamento volontario. Le ricerche finora condotte da carabinieri, protezione civile, vigili del fuoco e volontari non hanno dato esito. E gli amici di Mariano hanno creato un gruppo su Facebook, "Ragazzo scomparso a Bologna", per diffondere foto e raccogliere eventuali segnalazioni. Nelle pagine del social network gli amici precisano che lo studente ora i capelli lunghi e solitamente raccolti in una coda. Quando è scomparso, indossava pantaloni da tuta neri con scarpe da ginnastica e un giaccone verde-beige. Tra i segni particolari: due tatuaggi tribali, uno sull’avambraccio destro e un altro sulla schiena, e vari piercing sul corpo.
Fonte: Corriere di Bologna

La pagina su Facebook del 'No Mafia Day'

Su Facebook è presente la pagina ufficiale del "No Mafia Day" e che conta, al momento, oltre 20mila fans. No Mafia Day è la manifestazione nazionale organizzata dall'omonimo comitato e prevista per il 13 Marzo prossimo a Reggio Calabria. "Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene". E' da queste parole che parte la manifestazione, ma non solo. Parte soprattutto dalla presa di coscienza che le mafie, sono innanzitutto problema culturale e sociale e dalla consapevolezza che le mafie non possono essere combattute “soltanto” nelle aule di tribunale. Non sarà di certo una manifestazione a mettere la parola fine alle mafie, ma i cittadini onesti, la società civile è al fianco di chi quotidianamente combatte la mentalità mafiosa anche a scapito della propria incolumità.

Don Fortunato di Noto: 'La pedofilia è un crimine ed i social network sono oasi per i pedofili'

L'Associazione Meter per i diritti dei bambini, fondata da don Fortunato di Noto, presenterà oggi nella propria sede nazionale di Avola (Sr) il Report 2009. I dati raccolti - spiega il sacerdote - sono a dir poco inquietanti, perché i social network sono stati una vera e propria manna per i pedofili e per chi si è divertito ad augurare morte violenta sui bambini, a promuovere la pedofilia come 'esperienza bella', a elaborare il 'credo' del pedofilo, da tutti i Paesi. La pedofilia - continua il sacerdote - è un crimine ed uccide nel silenzio migliaia di bambini l'anno, i quali vengono commerciati come le sigarette o un prodotto qualsiasi.  I social network come Facebook, sono diventati una vera e propria oasi per i pedofili.
Fonte: La Sicilia

lunedì 1 febbraio 2010

Minorenni più tutelati sui social network

Il commissario europeo per la società dell’informazione e i media, Viviane Reding, parlando al Parlamento Europeo di Bruxelles, ha dichiarato che i minorenni dovranno essere più tutelati all’interno dei social network. I profili dei minorenni dovranno essere privati, al punto da non essere indicizzabili dai motori di ricerca sul web. La richiesta è stata inoltrata dall'Unione Europea ai gestori dei servizi. Su Facebook già adesso i profili dei minorenni (ammesso che abbiano dichiarato la loro vera età al momento dell'iscrizione) non sono rintracciabili dai motori di ricerca. "Facebook, MySpace o Twitter sono divenuti estremamente popolari – ha detto la Reding – particolarmente fra i giovani. Tuttavia i bambini non sono sempre in grado di stabilire tutti i rischi associati all'esposizione dei dati personali. Questo mi ha portato a stabilire un accordo con i providers sui Principi per un uso più sicuro dei social network nell'Unione Europea".

Boss britannico usava Facebook per comandare dal carcere

Colin Gunn è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, ma continuava a minacciare i nemici e a fare affari con gli amici grazie a Facebook. Gunn, uno dei più pericolosi "padrini" britannici, condannato a 35 anni di prigione per omicidio e rinchiuso nella prigione di massima sicurezza situata nel piccolo villaggio di South Littleton nella contea del Worcestershire, avrebbe ottenuto il permesso di usare il popolare social network direttamente da Ferdie Parker, direttore del penitenziario inglese. Per continuare a gestire il suo impero criminale su serviva dunque del sito sociale più famoso del web. Alle autorità carcerarie aveva detto che era un suo diritto poter comunicare con i familiari e con i suoi amici (565). In realtà, il maniaco 42enne, grazie al quale la città di Nottingham si è guadagnata il soprannome di "assassination city", dalla sua postazione ha continuato a organizzare i suoi crimini e a coordinare i suoi sporchi traffici. A svelare l'incredibile storia è stato venerdì scorso il Sunday Times, che ha contattato le autorità per l'articolo ed il profilo del gangster è stato immediatamente chiuso. Il ministro della Giustizia Jack Straw, chiamato direttamente in causa, ha dichiarato che farà proibire l'utilizzo dei siti sociali tra i detenuti e il suo ministero ha aggiunto che in realtà Gunn non aveva ricevuto alcuna autorizzazione da parte delle autorità della prigione.

Boss britannico usava Facebook per comandare dal carcere


Colin Gunn è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, ma continuava a minacciare i nemici e a fare affari con gli amici grazie a Facebook. Gunn, uno dei più pericolosi "padrini" britannici, condannato a 35 anni di prigione per omicidio e rinchiuso nella prigione di massima sicurezza situata nel piccolo villaggio di South Littleton nella contea del Worcestershire, avrebbe ottenuto il permesso di usare il popolare social network direttamente da Ferdie Parker, direttore del penitenziario inglese. A svelare l’incredibile storia è stato il Sunday Times che ha anche raccontato diversi dettagli dell’attività multimediale e criminale del boss. Immediatamente, dopo la denuncia, i gestori di Facebook hanno oscurato l'account del pericoloso criminale. Il quarantaduenne Gunn, condannato, tra l'altro, per aver ordinato l'omicidio di due coniugi, prima che la sua pagina web fosse cancellata, aveva ben 565 «amici». Adesso si difende sostenendo che l'uso di Internet è «un suo diritto» e che l'oscuramento della sua pagina web è un'azione palesemente illegale. In realtà attraverso messaggi neanche troppo velati, Gunn gestiva i suoi loschi affari, dettava ordini ai suoi sgherri e minacciava i suoi nemici. In particolare continuava a controllare il ricco mercato della droga nella città di Nottingham grazie al quale nel corso degli anni ha costruito un autentico impero economico. Secondo quanto riferisce il Sunday Times i gestori del carcere «avrebbero chiuso un occhio sulle attività multimediali di Gunn perché temevano di essere denunciati da qualche organizzazione britannica che difende i diritti dei detenuti». Alla fine è intervenuto Jack Straw, ministro della Giustizia inglese, che ha ribadito che l'uso dei social network è proibito a tutti i detenuti rinchiusi nei penitenziari britannici.

Via: Il Corriere
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