lunedì 30 novembre 2009

Paga il pizzo: l'applicazione choc su Facebook per estorcere denaro



«L'attività della Camorra è online! Da oggi puoi pagare il pizzo e proporre la tua candidatura per diventare camorrista direttamente da Facebook! Entra anche nella tu nella criminalità organizzata!»: è questo l’invito che si legge all’avvio di un'applicazione esterna presente su Facebook, che propone un gioco per diventare affiliati ed imporre estorsioni "virtuali". Nell'applicazione "Paga il pizzo" compaiono 6.599 utenti attivi. La pagina conta al momento 848 fans. Appena avviata l'applicazione si viene invitati ad effettuare un'estorsione:

«Quando una persona a cui hai effettuato una estorsione si collega a Paga il Pizzo automaticamente pagherà 100 euro di pizzo che verranno accreditati al tuo conto. Puoi tenere traccia delle persone che ti hanno pagato il pizzo nella lista Chi ti ha pagato il pizzo. Una stessa persona può pagare il pizzo diverse volte per diversi camorristi ma può pagare solo una volta il pizzo allo stessa camorrista. Le persone che hanno più soldi di te non ti pagano il pizzo. Anche se effettui una estorsione e loro si collegano il pizzo non ti verrà accreditato. 

Se le persone non si collegano e non ti pagano il pizzo puoi provare ad entrare nella camorra. Pubblicando il tuo curriculum sulla bacheca avrai una maggiore probabilità che le persone si colleghino e che quindi ti paghino il pizzo». Si potrà successivamente scegliere le persone a cui chiedere il pizzo ed il metodo col quale minacciarle: bomba sotto casa, gambizzazione, incendio del negozio o l'uso del "pugno di ferro". 

Appena inviata la minaccia si otterrà il seguente messaggio: «Estorsione effettuata correttamente! La minaccia di pagamento è stata inviata, quando i tuoi amici si collegheranno a Paga il Pizzo ti verranno accreditati 100 € di pizzo. Se vuoi essere più convincente prova ad entrare nella camorra. Pubblicando il tuo curriculum sulla bacheca avrai una maggiore probabilità che le persone si colleghino e che quindi ti paghino il pizzo».

domenica 29 novembre 2009

Arabia Saudita: proteste su Facebook dei residenti di Gedda


Mentre continua a crescere il numero delle vittime provocate dalle inondazioni che da giorni continuano a flagellare l'Arabia Saudita, arriva in Rete la protesta dei residenti di Gedda sul Mar Rosso. L'ultimo bilancio ufficiale parla di 106 morti, mentre decine di persone risultano ancora disperse. Tra le vittime, secondo le autorita', ci sono anche molti pellegrini che si erano recati nella citta' santa per l'haji, invasa in questi giorni da circa 2,5 milioni di fedeli musulmani provenienti da tutto il mondo. I cittadini, che contestano le autorita' della monarchia del Golfo, aprono su Facebook il forum in arabo 'Campagna nazionale per salvare la citta' di Gedda'. Gia' oltre undicimila gli iscritti a una media di 300 nuove adesioni l'ora. ''Il disastro e' accaduto a causa dell'inefficienza delle infrastrutture'', scrive al Zahrani, coordinatore della campagna.

Fonte: Ansa

venerdì 27 novembre 2009

La battaglia contro l'elettrodotto del Chienti anche su Facebook


Belforte del Chienti (Macerata), 27 nov. - La battaglia della Coldiretti contro l'elettrodotto che dovrebbe attraversare il territorio di Belforte dalle piazze della città arriva in quelle virtuali di Facebook. Sul social network, infatti, è nato un gruppo denominato «Salviamo Belforte!», che ha raccolto fino adesso oltre 500 adesioni. "E’ il segnale che le questioni che avevamo posto circa la tutela del territorio e delle attività sono state recepite" - sottolinea in una nota il presidente di Coldiretti Macerata Francesco Fucili, "La costruzione di un elettrodotto di quella potenza - conclude - non poteva che sollevare legittime preoccupazioni sia tra gli imprenditori della zona sia tra gli abitanti, poiché l’impatto che potrebbe avere sulle attività economiche e sulla salute è tutto da valutare". E' possibile esprimere il proprio giudizio sulla costruzione dell'elettrodotto rispondendo a questo sondaggio on-line.

Identita' rubata a Luca Marin su Facebook


(Ansa) - Milano, 27 Nov. - Ha 1.300 amici, tra cui Emiliano Brembilla e Massimiliano Rosolino, fidanzato di Federica Pellegrini, ma non e' il vero Luca Marin bensi' un impostore, probabilmente francese. Oggi è arrivata la denuncia per l'identità rubata presso la polizia postale da parte del vero Marin, avvisato da amici e tifosi il weekend scorso durante gli Assoluti a Riccione, della presenza di un suo finto profilo su Facebook. "E' incredibile e spaventoso al tempo stesso quanto sia diventato facile rubare l'identità altrui e abusarne - ha detto il nuotatore del team Swim Planet - gli epiloghi potrebbero essere tragici, se la cosa si spingesse troppo oltre. Ed i provvedimenti da prendere sono davvero blandi, a confronto con il danno che questi usi impropri di internet possono arrecare alle persone". Marin ha chiesto naturalmente a Facebook la rimozione del falso profilo e pubblicherà una notizia sul suo sito ufficiale, che i suoi fan visitano regolarmente.

Cubiste e deejay pagati in nero: titolare del locale incastrato da Facebook


Chioggia (Venezia), 26 nov. - (Corriere del Veneto) - Ballerine in bikini e Dj set erano assunti in nero, durante le feste in spiaggia organizzate dal locale «Xxl» di Sottomarina. Finanzieri della compagnia di Chioggia erano entrati in borghese nel music bar durante una festa ed avevano trovato le ragazze mentre ballavano sopra il bancone con due vocalist ad animare la serata. Nel controllo i militari avevano rilevato che nessuno di loro aveva firmato alcun contratto. Il titolare dell’Xxl show bar si era difeso raccontando che le danzatrici erano delle «amiche» e che i Dj erano «tutti in prova». Quindi quella sera aveva evitato la sanzione.
Poi i militari hanno guardato su Facebook, trovando le foto delle feste precedenti al controllo nel locale, con gli scatti fatti alle show girl ed i video caricati su Youtube e condivisi sul social network. Dunque in ciascuna delle serate precedenti al controllo, c'erano le stesse ballerine e gli stessi Dj. La pubblicità sul social network si è rivelata così un'arma a doppio taglio: ha permesso infatti ai finanzieri di incastrare il titolare del’Xxk per utilizzo di manodopera in nero.
Il titolare dell'Xxl si difende: «Non gestisco direttamente il profilo sul social network, chiunque può avere messo le foto sul profilo visto che si tratta di un gruppo aperto, farò ricorso».

giovedì 26 novembre 2009

Ex terroristi e latitanti su Facebook



Ansa, 25 Nov. - Ex terroristi, alcuni latitanti, ma iscritti a Facebook: lo ha scoperto Andrea Liberati, un ricercatore di Terni, che cercava documenti sulla vicenda Moro. Tra questi troviamo ancora in libertà Andrea Casimirri, condannato all'ergastolo per l'agguato di via Fani del 16 marzo 1978. Casimirri approdò nel 1983 in Centro America dove, oltre a diventare un esperto sommozzatore,  ha aperto il ristorante La cueva del buzo. La cittadinanza nicaraguense e i buoni rapporti con uomini politici e militari del paese, hanno impedito la sua estradizione, nonostante i ripetuti tentativi delle autorità italiane. Su Facebook possiamo lasciargli un messaggio e troviamo anche il numero telefonico per poterlo contattare.
Tra gli altri ex terroristi sul social network, Liberati cita anche Achille Lollo, indagato per la morte dei fratelli Mattei periti nel Rogo di Primavalle a Roma nel 1975,  fuggito dall'Italia per rifarsi una vita nei Mari del Sud. Guglielmo Guglielmi, coinvolto nelle indagini su fatti di terrorismo politico avvenuti negli anni settanta in Lombardia, è in Centro America dove svolgerebbe servizi sanitari persino per le Nazioni Unite. Anche a lui possiamo inviare un messaggio su Facebook.

mercoledì 25 novembre 2009

In 3500 su Facebook firmano “via gli zingari”. Il sindaco di La Spezia chiede la chiusura del gruppo



Paolo Lavalle è l'uomo più vittorioso della storia del Palio del Golfo di La Spezia. Il 10 Novembre scorso, insieme a due giovanissimi vogatori, stava correndo per le vie della borgata Canaletto, quando alcuni individui hanno pensato bene di aggredirlo per colpa di una mancata sigaretta richiesta. In seguito all'aggressione sono stati denunciati quattro giovani romeni.
«Basta zingari alla Spezia», è il nome che contraddistingue il gruppo nato su Facebook e che conta più di 3500 iscritti. Quasi 1000 il gruppo dei contrari che definisce razzista questa iniziativa antinomadi. Il Sindaco Massimo Federici: “Bieche forme di intolleranza verso cui esprimo tutto il mio disprezzo. Spezia dice no al razzismo (...) L’Amministrazione Comunale si attiverà nelle sedi deputate affinché vengano, come già successo in altri casi, prese tutte le misure necessarie perché questo gruppo venga chiuso.”
Il Comune ha deciso di far campeggiare sul suo sito istituzionale il messaggio “Spezia dice no al razzismo”, per ribadire con fierezza che la nostra è una comunità accogliente dove non c’è spazio per l’odio, la violenza, l’intolleranza”. Mentre il gruppo anti-zingari annuncia una manifestazione pacifica il 4 dicembre alle 21 davanti al Comune, Rifondazione Comunista chiede che la Questura non l’autorizzi e annuncia una contro-iniziativa.

L'appello di Saviano rimbalza su Facebook



Roma, 25 nov. - Arriva anche su Facebook la raccolta di firme lanciata da Repubblica e giunta a 375mila, sull'appello dello scrittore Roberto Saviano affinché il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ritiri il provvedimento sul processo breve. Nelle ultime ore sono arrivate adesioni illustri dal mondo della musica: Jovanotti, Carmen Consoli, Marina Rei e Paola Turci. Da venerdì scorso, le adesioni si raccolgono anche attraverso Facebook e questo nelle ultime ore ha provocato un aumento significativo del ritmo con il quale le firme arrivano nella redazione di Repubblica.it. Ora è dunque possibile utilizzare il proprio profilo su Facebook per sottoscrivere la petizione di Saviano. In questo modo il modulo per la firma viene precompilato.  Ma chi lo desidera può anche avere un ruolo attivo nella raccolta. Una volta completata la procedura, infatti, è possibile aiutare Repubblica e Saviano a diffondere i motivi dell'iniziativa. Per farlo basta invitare i propri amici su Facebook a partecipare, cliccando sul pulsante inserito in questa pagina. La pagina ufficiale di Roberto Saviano su Facebook la trovate qui.

lunedì 23 novembre 2009

Canada: le foto su Facebook tradiscono una donna in congedo malattia

Bromont, 22 nov. - Indennità di malattia revocata ad una donna canadese che ha avuto l'inaccortezza di mettere su Facebook alcune fotografie che la ritraevano allegra alla festa del suo compleanno. Nathalie Blanchard era in aspettativa dal suo lavoro alla IBM in Bromont, Quebec. La donna infatti risultava da un anno in congedo malattia per depressione. Un agente dell'assicurazione l'ha pizzicata su Facebook, mentre assisteva a uno spettacolo di spogliarellisti e mentre era in vacanza al sole, evidentemente troppo divertita e rilassata per essere depressa. Dipendente dell'Ibm di Bromont, in Quebec, Nathalie Blanchard soffriva di una grave forma di depressione e riceveva un sussidio mensile dalla sua assicurazione malattia privata, Manulife, secondo quanto raccontato dalla rete televisiva canadese CBC. Quando, questo autunno, i versamenti si sono interrotti, la donna ha telefonato a Manulife per avere spiegazioni. Le ha stato risposto che in base alle foto da lei stessa pubblicate su Facebook, era assolutamente in grado di riprendere il lavoro. La donna si è rivolta a un avvocato.

domenica 22 novembre 2009

Il caso «Brenda» sbarca su Facebook


Si infittisce il mistero sul caso Marrazzo e su Facebook non potevano mancare pagine e gruppi dedicati a Brenda, la trans brasiliana di 32 anni coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione e trovata morta asfissiata nella sua casa invasa dal fumo. La Procura di Roma sta indagando sull'ipotesi di omicidio volontario. E' evidente che la scena del crimine è stata manomessa in modo molto sofisticato: non ha alcun senso, infatti, aver lasciato un computer in evidenza, fingendo di manometterlo, quando chi ha acceso il fuoco poteva tranquillamente portarlo via. Insomma, l'assassino (o gli assassini) ha voluto che la polizia ritrovasse "quel" computer: perché?
Accuse pesanti si leggono sulle pagine di Facebook dedicate a Brenda e rivolti soprattutto al mondo della politica italiana, ma non solo. "Brenda, minacciata perché sapeva troppo. Ma, pur sapendo troppo, non sapeva che in questo paese quando ci son di mezzo politici e gli apparati repressivi dello stato - deviati o meno - il morto 'ci scappa' sempre. Ed ancora: "addio brenda riposa in pace nessuno ha voluto e saputo ascoltare il tuo grido di aiuto non meritava questa fine".

Vasco Rossi mostra il dito medio su Facebook dopo la caduta sul palco


Vasco Rossi non ha proprio mandata giù quella caduta che lo ha spedito gambe all'aria sul palco del concerto di Caserta del 9 Novembre scorso. Vasco non l'ha digerita e come nel suo stile oltre alla parola usa i gesti. Perchè Vasco in un video inserito nella sua pagina ufficiale di Facebook commenta in modo colorito il grande clamore suscitato dalla sua caduta. Alle critiche Vasco Rossi risponde in prima persona e a modo suo. 

"La caduta di Vasco 'sul' palco - spiega la rockstar in un video di trenta secondi su Facebook - è diventata la caduta 'dal' palco, il prossimo passo sarà la caduta di Vasco dal cielo". "Ecco - prosegue mettendo in primo piano il braccio fasciato - questo è il braccio di Vasco dopo la caduta. E questo..." mostrando il dito medio in un un classico gestaccio. 

Se qualcuno in rete lo ha già definito filmato shock, sembra invece il commento più naturale per il rocker italiano, un gesto che fatto da lui in questo contesto nemmeno risulta volgare. Tant'è che oltre 10 mila fans hanno approvato il video, quasi 2.500 lo hanno commentando assicurando al loro idolo il massimo sostegno. Vasco è sempre Vasco ed ha vinto il concerto virtuale della popolarità.

sabato 21 novembre 2009

Banner della Polizia di Stato su Facebook contro la pedofilia


(Adnkronos Salute) - Un banner della polizia postale sui siti e su facebook contro la pedofilia per informarsi e chiedere aiuto, se necessario. E' la proposta di Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza, lanciata alla Conferenza nazionale sul tema in corso a Napoli, insieme all'invito a procedere piu' rapidamente possibile su due leggi fondamentali contro l'adescamento in rete e contro la pedofilia culturale.
"I social network non sono ambienti chiusi. E' possibile violarli, con gravi pericoli per bambini e ragazzi. I dati, infatti, parlano di 30 mila minori adescati ogni anno in rete. Mi impegnero' personalmente perche' i vari siti e i social network collaborino pubblicando il banner. Dobbiamo stroncare  il fenomeno di questi siti che cercano di ammantare di argomentazioni culturali il rapporto con bambini e giovanissimi".
La Mussolini spiega l'importanza di utilizzare un indirizzo di riferimento come il banner della polizia postale per aiutare ad evitare pericoli, ricordando inoltre che in commissione Giustizia della Camera sono allo studio due proposte di legge fondamentali contro la pedofilia, uno contro l'adescamento l'altro contro la pedofilia culturale.
Fonte

venerdì 20 novembre 2009

Messi su Facebook con i capelli di Maradona dell'86


Buenos Aires - Lionel Andrés Messi è un calciatore argentino, attaccante del Barcellona e della Nazionale argentina.
Un gruppo di tifosi argentini lanciano un'idea sul social network, affinché Lionel Messi possa fare faville nel corso dei mondiali di calcio 2010 in Sudafrica. Il "portafortuna" proposto dai tifosi, consisterebbe in un nuovo taglio di capelli per il giocatore, simile a quello sfoggiato da Diego Maradona nei mondiali in Messico del 1986.
"La permanente per Messi" è il titolo della pagina Web in cui gli ideatori invitano altri tifosi a sommarsi al loro passo affinché la star del Barcellona e della nazionale «si trasformi in quell'aquilone cosmico, che ha saputo mandarci in estasi con quella velocità che solo l'aerodinamica del suo casco di capelli gli ha permesso di raggiungere», proprio come accadde a Maradona nel 1986.

giovedì 19 novembre 2009

Censis: Facebook vince tra social network, ma toglie tempo ai libri


Roma, 19 nov. - (Adnkronos) - Facebook vince la sfida tra i social network, ma di misura. E' quanto emerge dall'ottavo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione "I media tra crisi e metamorfosi", promosso da H3G, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia.
Tra i cinque social network piu' popolari in Italia Facebook arriva al 61,6%, seguito subito da YouTube (60,9%), e piu' distanti sono Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e MySpace (31,8%).
Facebook e' scelto soprattutto dai giovani, che dichiarano di utilizzare il social network per mantenere i contatti con gli amici (70,5%) e che confessano di avere meno tempo per svolgere altre attivita', prima di tutto la lettura.
Tra le attivita' preferite sul social network al primo posto c'e' la lettura delle bacheche degli amici (41,2%), seguita dall'invio di messaggi personali (40,5%). Il 54,6% degli utenti fa parte di gruppi di interesse o ha sottoscritto citazioni apparse su Facebook ed il 10% ha effettivamente partecipato a eventi sociali, manifestazioni politiche, spettacoli di cui e' venuto a conoscenza tramite il social network. Inoltre, poco piu' di un utente su quattro constata che da quando si e' iscritto a Facebook tende a dedicare meno tempo ad altre attivita' (il 26,8%) e tale sensazione e' maggiormente percepita dalle donne (il 32,2%) e dalle persone meno istruite (il 31,2%).
Fonte

Il bug dei gruppi su Facebook e la sua soluzione per arginarlo


Una spiacevole novità potrebbe cogliere di sorpresa gli utenti iscritti ad un gruppo su Facebook. Ad esempio, potrebbe accadere che la pagina di un gruppo da noi seguito muti improvvisamente e non per volontà del legittimo amministratore. La causa sarebbe da attribuire ad una falla di implementazione nella piattaforma di Facebook, che viene fuori quando un amministratore elimina la sua registrazione dal social network.

Un insieme di anonimi utenti del gruppo “Control your info“, ha sfruttato il presunto bug in larga scala e modificato immagini e descrizioni di oltre 300 gruppi su Facebook, senza chiedere naturalmente il permesso a nessuno ed uniformando tutti i gruppi “hackerati” con la stessa immagine e come descrizione il seguente messaggio:

"This means we control a certain part of the information about you on Facebook. If we wanted we could make you appear in a bad way which could damage your image severly.
For example we could rename your group and call it something very inappropriate and nasty, like “I support pedophile’s rights”. But have no fear – we won’t. We just renamed it Control Your Info. Because this is really all we want: Think about the safety in your social media life to the same extent you do in your real life.
Watch the videoclip for more information or check out www.controlyour.info for more tips soon.
We promise to restore your group name and leave the group by the end of next week. Don’t worry – we won’t mess anything up.
Best regards
controlyour.info"

Sembra dunque che convenga lasciare in eredità i diritti di amministrazione a qualche utente prima di abbandonare definitivamente il social network e ancor meglio nominare preventivamente un secondo amministratore, per evitare la stessa sorte al gruppo nel caso di disattivazione involontaria del profilo fondatore.

martedì 17 novembre 2009

Gli adolescenti amano Facebook ma non il Grande Fratello


Sette adolescenti su dieci possiedono un profilo Facebook e solo l'1,7% dei ragazzi tra 12 e 19 anni non dispone di un proprio cellulare. E' quanto emerge dal decimo rapporto Eurispes-Telefono Azzurro su infanzia e adolescenza. Il rapporto, che riguarda gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni (1.373 i questionari analizzati), mette in evidenza come le nuove tecnologie siano sempre più dominanti nelle vite dei ragazzi. 

L'apparecchiatura maggiormente diffusa rimane la televisione (solo il 3,1% non la guarda mai), seguita però a breve distanza dal pc (non lo usa il 6,5%) e dal cellulare (6,8%). Tra i programmi televisivi preferiti dagli adolescenti italiani spiccano il cartoon americano "I Simpson" (18,1%), il talent-show "Amici" (12,6%) e il telefilm "I Cesaroni" (12,4%). 

Sorprende invece il risultato piuttosto contenuto di programmi come "Il Grande Fratello", scelto da solo il 2,6% degli intervistati, e X- factor (3,7%). Il 44,5% degli adolescenti, poi, ha detto di non sopportare la volgarità e le parolacce in tv. 

Per quanto riguarda il computer, il 71,1% dei ragazzi possiede un profilo su Facebook, di gran lunga il social network più diffuso rispetto ai dati di My Space (17,1%), Habbo (10,4%) e Twitter (2,5%). L'utilizzo dei social network, però, viene spesso circoscritto tra gli amici già conosciuti. 

Infatti solo il 14,9% ha confessato di utilizzare Facebook per fare nuove conoscenze, mentre il 28,7% ritiene che i social network siano utili per rimanere in contatto con gli amici di sempre o con quelli che non si frequentano da molto tempo (23,6%). Solo l'8% considera i social network una perdita di tempo e i rischi connessi sono vari ed insidiosi: fra le minacce il grooming (adescamento online di minori) e il cyberbullismo.

Via: Reuters

Seppukoo: l'harakiri dell'account Facebook tramite un sito web



Seppuku è un termine giapponese che indica un rituale per il suicidio in uso tra i samurai. In Occidente viene usata più spesso la parola harakiri. Se siete dunque stanchi della solita vita su Facebook, non vi accontentate di disattivare l’account e desiderate uscire di scena in maniera melodrammatica, basta usare il servizio di Seppukoo.com per mettere in atto il suicidio della vostra vita online. 

Il sito richiede i medesimi dati legati al proprio profilo Facebook e attiva una simpatica animazione con il suicidio da samurai, inviando una triste missiva a tutti gli amici, per poi disattivare l’account Facebook. Il risultato è una pagina in vostra memoria sulla quale potrete raccogliere messaggi addolorati e tener traccia degli amici che seguiranno il vostro esempio. Chi volesse provare può stare tranquillo: l’account di Facebook viene solo disattivato, basta rieffettuare il log-in per risorgere con tutto il proprio storico.

Aggiornamento: "Febbraio 2011 dopo la polemica paradossale tra il gigante Facebook e Seppukoo, i nostri servizi di suicidio sono ora inutili. Certo. In effetti non si ha realmente bisogno di un servizio web per sbarazzarsi della vostra identità virtuale. Basta fai da te, arrivare la vostra pagina memoriale e unirsi alla nostra leggendaria bacheca suicida. Ora il potere di Seppukoo è nelle tue mani, fare un buon uso di esso. Vostro cordialmente, Il Seppukoo Samurai Staff"



domenica 15 novembre 2009

60enne incastra il marito pedofilo fingendosi una 14enne su Facebook


La signora Cheryl Roberts ha 60 anni e da qualche tempo aveva iniziato a sospettare che suo marito David, con il quale stava insieme da 18 anni, fosse un pedofilo. Lui passava quasi tutto il giorno davanti al PC e in un’occasione Cheryl aveva intercettato un messaggio ambiguo che suo marito aveva scambiato con una minorenne. A quel punto ha deciso di approfondire la questione: ha creato un finto profilo su Facebook di una 14enne chiamata Kelly ed ha visitato il profilo del marito.
David l’ha subito contattata ed ha iniziato a flirtare con lei, chiedendo di mettere una webcam e di farsi vedere, mentre l'uomo iniziava a spogliarsi. La donna, giorni dopo, ha nuovamente contattato David fingendosi Kelly e chiedendogli un appuntamento. Lui ha accettato ma a quell'incontro s'è presentata la polizia, che ha subito arrestato l’uomo. L'uomo si e' dichiarato colpevole di fronte al tribunale che lo ha condannato a scontare tre mesi di lavoro per la comunità e a seguire un programma per molestatori sessuali.
Fonte: The Sun

Giocatore chiede la cessione su Facebook e la società lo mette fuori rosa


Alessio è un ragazzo di 28 anni che come professione fà l'attaccante nel Massa Martana, formazione del girone B della Promozione umbra. Ha la passione per il calcio e l’abitudine di comunicare attraverso Facebook, come tanti milioni d'italiani. Dopo la sconfitta interna contro la capolista Angelana, sulla sua pagina personale ha espresso la volontà di cercare una squadra nel prossimo mercato invernale.
Una dichiarazione che non è piaciuta molto alla società. Così, Alessio è stato subito messo fuori rosa. Ha spiegato il motivo il direttore sportivo della squadra: «Non accettiamo di essere presi in giro in un momento in cui tutti dovrebbero lottare. E lui, oltre a cercare una squadra all’insaputa di tutti noi, ha pure parlato male del sottoscritto e della squadra. Inevitabile è stato il provvedimento di metterlo fuori rosa».
Dunque prestate attenzione a ciò che postate sulla vostra bacheca: rischiate di finire improvvisamente fuori..."squadra"!

sabato 14 novembre 2009

Approda il "No Berlusconi Day" su Facebook



Oramai anche il frequentatissimo social network è diventato uno strumento di lotta politica, incentrata sulla figura del Presidente del Consiglio, naturalmente. Su Facebook troviamo numerosissime pagine e gruppi pro e contro il Premier. Stavolta Facebook viene usato per chiedere le dimissioni del Presidente Silvio Berlusconi. Nasce così il “No B day”, la manifestazione nazionale “ ideata da un gruppo di blogger, incubata nella Rete ed alimentata su Facebook, nata come reazione agli attacchi del premier seguiti alla sentenza sul Lodo Alfano.
Creata un mese fà, la pagina conta oramai 255.000 fans. "No Berlusconi Day" è letteralmente esploso negli ultimi giorni, anche a seguito del risalto mediatico del caso-Marrazzo.
Il prossimo 5 Dicembre 2009 in Piazza della Repubblica a Roma è previsto un corteo: la questura ha dato l'ok agli organizzatori della manifestazione, che partirà alle ore 14 ed arriverà in Piazza S. Giovanni dove nella sera sarà allestito il palco per un concerto. La giornata anti-premier sarà dominata dal colore viola e sarà, a detta dei creatori del gruppo, civile, pacifista e apartitica.
Alla manifestazione hanno già aderito alcune forze politiche. Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha confermato la sua presenza, così come il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. Il Pd ha invece declinato l’offerta a partecipare, per questo sul web molti iscritti al partito chiedono al neo segretario di cambiare idea.

venerdì 13 novembre 2009

Estetista uccisa a Bari. Incastrato l'ex fidanzato anche da Facebook


Bari, 13 nov. - (Adnkronos) - Tra gli indizi che hanno incastrato Alessandro Angelillo, 33 anni, di Bari, arrestato stamane con l'accusa di essere l'autore dell'omicidio di Anna Costanzo, 50 anni, la 'truccatrice degli artisti', ci sarebbero anche i collegamenti a internet attivati dalla linea telefonica dell'abitazione della vittima la notte dell'omicidio e il doppio accesso a Facebook effettuato sia con l'account della donna che con il suo ai rispettivi profili. Lo hanno spiegato poco fa ai giornalisti gli agenti della Squadra Mobile della Questura, che si e' avvalsa anche dell'ausilio della polizia postale e della scientifica, e' il procuratore capo della Repubblica del Tribunale del capoluogo pugliese, Antonio Laudati.
Secondo gli investigatori la morte della donna sarebbe avvenuta tra le 2.15 dell'11 luglio scorso, l'ora del rientro casa di Anna Costanzo dopo una serata passata con il cugino e un'amica, e le 2.35. L'uomo l'avrebbe aspettata in casa dove avrebbe preparato la scena del crimine. Alle 2.33 risulta inserito il messaggio sul profilo Facebook della donna, poi effettivamente apparso, in cui l'estetista diceva di aspettare per quella notte tre uomini. Per gli investigatori si e' trattato invece di un tentativo di depistaggio ma anche di un modo per rovinare la reputazione della donna.
Fonte

Accusato di furto scagionato da Facebook





Fino a oggi Facebook era stato usato nei processi solo per incastrare mariti infedeli e criminali che avevano lasciato incautamente sul sito le tracce delle proprie malefatte. Il social network americano può però rivelarsi anche un formidabile alibi davanti ai giudici. Prova ne sia il caso di Rodney Bradford, un minorenne di New York che due gorni fà i giudici hanno prosciolto dall’accusa di furto grazie alle prove fornite da Facebook.
I legali di Bradford sono infatti riusciti a dimostrare che al momento del furto in questione il ragazzo si trovava da tutt’altra parte della città, ad Harlem, e che stava «chattando» con la sua ragazza su Facebook. Constatato il tracciato elettronico del computer dell’imputato i giudici lo hanno immediatamente rilasciato, dopo averlo però trattenuto in carcere per 12 giorni.
Oltre al social network il ragazzo deve ringraziare anche il suo debole per i dolci. Un minuto prima del furto di cui è stato accusato Rodney si era connesso a Facebook per chiedere alla sua ragazza dove si trovassero i suoi pancake.
Le prove fornite da Facebook e Twitter sono ormai diffusissime nelle cause di divorzio, nelle controversie legali legate al mobbing negli uffici e nei casi di spionaggio industriale. Un uso talmente vasto da riaprire l'eterno dibattito sui rischi della sicurezza all'interno della rete. Joseph A. Pollini, docente di criminologia al John Jay College mette in guardia gli inquirenti a non fare troppo affidamento su questo tipo di prove: "Basta avere un username e una password valida per inserire dati in una pagina di Facebook al posto di un'altra persona. I più esperti di internet sono spesso adolescenti, conoscono la rete meglio di tantissime altre persone".
Fonte: Ansa

mercoledì 11 novembre 2009

L'assessore Fabiano Amati oscurato da Facebook, scrive a Maroni


Fabiano Amati, assessore regionale alle Opere pubbliche, è su tutte le furie. Da sabato scorso il suo profilo sul social network è stato disabilitato, senza comunicazione nè motivazione. Amati, esponente di primo piano del Partito democratico pugliese, vantava 1.100 contatti e materiale personale caricato sul profilo. «È una decisione sconcertante perché va a ledere la libertà degli utenti di utilizzare internet», dichiara Amati.

martedì 10 novembre 2009

Ragazzi uccidono una donna, incastrati da Facebook


LONDRA - Mary Fox, 59 anni e madre di nove figli, è morta la scorsa settimana in un incendio causato da alcuni petardi che erano stati infilati nella sua buca delle lettere. La donna, di Bodmin, in Cornovaglia, è morta dopo aver messo in salvo il figlio handicappato 17/enne, Raum, spingendolo fuori da una finestra del piano di sopra mentre le fiamme stavano inghiottendo l'appartamento. I resti dei petardi sono stati trovati sotto la porta, in corrispondenza della buca delle lettere.
Oggi, sono stati arrestati tre ragazzi accusati dell'omicidio della donna, dopo che la polizia ha setacciato le pagine Facebook degli abitanti della zona in cerca di indizi.
"Alcune delle informazioni ci sono pervenute tramite Facebook", ha dichiarato un portavoce della Polizia. I ragazzi, due 17/enni ed un 18/enne, sarebbero stati identificati dai vicini della Fox come coloro che, nella notte di giovedì scorso, stavano lanciando petardi nella zona.
Non è chiaro se i ragazzi avessero infilato i petardi con l'intenzione di prendere di mira Raum, che soffre di problemi di apprendimento e che aveva da poco cambiato scuola perché vittima di bullismo.
Fonte: Ansa

domenica 8 novembre 2009

Muro di Berlino: Sarkozy su Facebook ricorda i suoi colpi di piccone


Parigi, 8 nov. (Apcom) - Il presidente francese Nicolas Sarkozy, che parteciperà domani a Berlino alle celebrazioni dei 20 anni della caduta del Muro, racconta oggi su Facebook come, in quello storico giorno, il 9 novembre del 1989, si trovò nella capitale tedesca divisa ad assestare con le proprie mani qualche colpo di piccone al muro. Una fotografia, pubblicata sempre su Facebook, dell'allora 34enne giovane deputato francese davanti al Muro ne attesta la partecipazione.
In una rubrica intitolata "Ricordi della caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989", il presidente francese ricorda che allora fosse segretario generale aggiunto dell'Rpr, partito presieduto dal futuro presidente francese Jacques Chirac e diretto da Alain Juppe, che sarebbe divenuto Primo ministro.
"La mattina del 9 novembre, le informazioni che arrivavano da Berlino sembravano presagire un cambiamento nella capitale divisa della Germania. E così decidemmo di lasciare Parigi con Alain Juppe per partecipare all'evento che si profilava", racconta il capo dello Stato francese. "Arrivati a Berlino ovest, ci dirigemmo verso la porta di Brandeburgo dove una folla entusiasta si era già ammassata all'annuncio della probabile apertura del muro", prosegue. "In seguito ci dirigemmo verso Checkpoint Charlie per passare dalla parte est della città e infine ci trovammo davanti al muro a dare qualche colpo di piccone", ricorda soddisfatto il presidente francese che domani a Berlino, in veste di rappresentante di una delle quattro potenze che occuparono Berlino all'indomani del secondo conflitto mondiale, pronuncerà un discorso davanti alla Porta di Brandeburgo. (con fonte Afp)

Facebook sotto controllo con Aladdin


Facebook sempre più sulla cresta dell’onda e fenomeno di proporzioni mondiali. Secondo le statistiche raccolte da Nielsen, i navigatori di internet passano più di 4 ore al mese su Facebook, rendendolo di fatto il sito più visitato in assoluto. Per trascorrere queste ore sul social network, gli utenti ricorrono ai più svariati metodi, spaziando dal classico browser sul PC al più tascabile cellulare. Tutto questo per condividere stati d’animo, foto o video con i propri amici. E a lavoro? Molte aziende hanno proibito l'uso del social network, bloccandone di fatto l'accesso.
Aladdin Knowledge Systems è venuta incontro alle esigenze dei datori di lavoro e degli impiegati, realizzando la prima soluzione industriale che offre applicazioni di controllo per i siti di social networking. L'ultimo aggiornamento del programma Aladdin eSafe consente alle aziende non solo di bloccare o autorizzare l'accesso ai social network, ma anche di controllare specifiche funzioni al loro interno, come per esempio le applicazioni "Invita amici" o "Aggiungi amici" in Facebook. Il risultato è un livello di controllo che permette la navigazione in tali siti da parte degli impiegati senza il rischio di fughe di dati o un uso improprio penalizzante per le attività, dato che precisi dati statistici sulla sicurezza indicano, tra le altre cose, che l'85% dei malware sarebbe diffuso attraverso le applicazioni Web 2.0.

sabato 7 novembre 2009

L'Egitto contro il concerto di Beyonce, governo cerca di distrarre il popolo


Il concerto di Beyonce, svoltosi ieri sera a Port Ghalib, sul Mar Rosso in Egitto, ha suscitato le ire di alcuni deputati e di gruppi su Facebook. Nei giorni scorsi Hamdi Hassan, deputato indipendente vicino ai Fratelli Musulmani, ha scritto al governo chiedendo perchè fosse stato autorizzato un concerto che si presenta più come "una festa a carattere sessuale, un'autorizzazione in violazione della sharia".

A preoccupare i Fratelli Musulmani, la madre di tutte le organizzazioni islamiche, è la sfida dell'ostentata siluette della pop star alla sharia, la legge islamica. Una sfida di contenuti più che di forme, a detta del parlamentare Hamdi Hassan: "Il governo cerca di distrarre il popolo con il peccato e la licenziosità per coprire i crimini che sta commettendo contro di lui".

Era già successo lo scorso anno quando l'imam Khaled al-Guindi aveva attaccato la performance della colombiana Shakira al Pyramids Plateau Cairo paragonandola alla prostituzione. Allora la protesta s'era infranta sulle note arabeggianti di "Whenever, Wherever".

Stavolta, nell'arena sul mar Rosso blindata come un vertice di capi di stato, la risposta è stata l'inno di Beyonce "I Am..", io sono..., versione pop-individualista del mantra obamiano "We Can". Ostile alla cantante anche il gruppo degli oppositori su Facebook, che conta ben 10mila aderenti. Per chi fosse interessato alla Fan Page di Beyonce Knowles su Facebook, potete trovarla a questo indirizzo.

Via: ANSA

venerdì 6 novembre 2009

Facelift: la nuova possibile interfaccia per Facebook


Facebook Facelift è un progetto sviluppato da un gruppo di designer fans della piattaforma. Si tratta di un laboratorio che ha l'obiettivo di produrre una interfaccia migliore per il social network più popolare del mondo.
Barton Smith, designer australiano e promotore del gruppo, ha progettato la nuova interfaccia in maniera da semplificare il suo utilizzo e migliora l’esperienza dell’utente. "Cerchiamo," dichiara Barton Smith, "di sviluppare un impianto più leggero, efficace, strutturato, lineare e comprensibile, migliorando l'esperienza degli utenti, e rendendoli in grado di pubblicare contenuto da qualsiasi pagina all'interno di Facebook."
Qui troverete il video che mostra il suo funzionamento.

giovedì 5 novembre 2009

AIRC su Facebook per la lotta contro il Cancro


L'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ente privato senza fini di lucro, è stata fondata nel 1965 grazie all'iniziativa di alcuni ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano, avvalendosi del prezioso sostegno di noti imprenditori milanesi. Dall'anno della sua fondazione AIRC si è sempre impegnata a promuovere la ricerca oncologica nel nostro Paese e si è progressivamente ampliata, fino a contare oggi 17 Comitati Regionali e quasi 2.000.000 di Soci, tante persone che con la loro generosità sostengono l'Associazione, consentendole di esistere e di andare avanti.
L'AIRC è presente anche su Facebook a questo indirizzo con la sua pagina ufficiale, che conta ad oggi quasi 46.000 fan ed è in costante crescita. In occasione di un evento tanto importante, quale la Giornata Nazionale sul Cancro 2009 in programma il 6 novembre, ha realizzato un’applicazione che consente agli utenti di Facebook di fare una donazione on line.
Con “Siamo tutti ricercatori” (è questo il nome dell’applicazione), è possibile pubblicare la tua foto nella sagoma di un ricercatore AIRC, lasciare un messaggio, ed effettuare una donazione on line con carta di credito o conto PayPal. E’ poi possibile pubblicare la propria foto da “ricercatore AIRC” sul proprio profilo, invitare gli amici a partecipare e guardare le foto e i messaggi di tutti i “nuovi ricercatori”.
Sulla fan page dell'AIRC è possibile trovare anche l’applicazione TEST “Ma tu come mangi”, realizzata sempre per la Giornata per la ricerca sul Cancro 2009, al fine di permettere agli utenti di valutare le proprie abitudini alimentari.
Dietro la sigla AIRC ci sono quasi due milioni di Soci e tanti volontari che tutti insieme danno all’Associazione la forza di sostenere la ricerca sul cancro. Il vostro sostegno e’ importantissimo per garantire il successo dell’iniziativa e far diventare il cancro una malattia sempre piu’ curabile.
Via

Senza social networks si è tagliati fuori dalla società contemporanea


Grazie ai media, e soprattutto alle nuove tecnologie digitali, sono sempre di più i cittadini europei che possono partecipare al mondo della condivisione, dell’interazione e della creazione. Non sapere usare i social networks come Facebook e Twitter ed essere incapaci di usare un motore di ricerca significa essere tagliati fuori dalla società contemporanea, sempre più tecnologica. 

Per questo la Commissione europea ha esortato gli Stati membri e l’industria dei media a sensibilizzare maggiormente il pubblico e ad educarlo ai media, consentendo a tutti di accedere a immagini, suoni e testi, di analizzarli e valutarli, e di usare gli strumenti, nuovi e tradizionali, per comunicare e creare contenuti mediatici.

L’educazione ai media può migliorare il modo in cui il pubblico utilizza i motori di ricerca, può insegnare agli alunni come si realizza un film o come funziona la pubblicità. Tutto questo in Svezia, Irlanda e Gran Bretagna, fa già parte dei programmi scolastici. Il sito internet britannico KidSMART insegna ai giovani come usare i siti di socializzazione in rete in modo sicuro.

Da un recente sondaggio è risultato che il 60% dei cittadini Ue sa usare gli strumenti informatici, il 56% si connette a internet almeno una volta alla settimana. Tra questi rientrano anche coloro che hanno un basso livello di istruzione: dal 53,5% del 2005 al 62,5% nel 2008, laddove il 100% corrisponde all’utilizzo di internet da parte dell’intera popolazione. 

Anche i disoccupati usano sempre di più la rete, ovvero l’80,3% nel 2008 contro il 74,4% nel 2005. Dal 2006 le competenze in materia di computer e di internet tra le donne, i disoccupati e le persone con più di 55 anni sono cresciute di almeno il 3% rispetto alla popolazione totale. 

Tuttavia, sebbene le connessioni a banda larga siano sempre più economiche, il 24% dei cittadini Ue senza internet a casa afferma di non averlo poiché non sa usarlo. Uno degli elementi fondamentali di cui i cittadini devono essere consapevoli è il rischio connesso alla diffusione dei dati personali: più sono competenti nell’utilizzo di queste tecnologie e esperti sul modo in cui funziona la pubblicità online, meglio possono tutelare le propria privacy.

Fonte: Quotidiano.net

mercoledì 4 novembre 2009

Polizia su Facebook e progetto PON, programma operativo nazionale


La comunicazione rappresenta un importante strumento strategico nell'attivita' della Polizia di Stato. Accanto a quella istituzionale affidata ai media tradizionali, sono siti internet specifici, social network, community e video pubblicati su You tube i nuovi strumenti per una comunicazione sempre piu' vicina alle esigenze del cittadino. 

Nicolanna Caristo, vicequestore aggiunto e responsabile Grandi Eventi dell'Ufficio Relazioni Esterne della Polizia di Stato, chiarisce all'ASCA che ''La comunicazione rientra tra le strategie fondamentali della Polizia, perche' e' uno strumento insieme di prevenzione e educazione. Abbiamo il dovere di adattarci al nuovo panorama della comunicazione e di imparare a parlare come parlano i giovani''. 

La svolta a maggio scorso, con la decisione di approdare su Facebook, il piu' popolare dei social network, e su Youtube, il sito internet dei video amatoriali. Agente Lisa, l'agente virtuale scelto come pagina e profilo su Facebook, conta oltre 10 mila contatti tra amici e fans, mentre i video pubblicati su Youtube registrano migliaia di accessi giornalieri: in cima alla top ten dei piu' cliccati, quello sull'arresto del violentatore di Roma, che ha totalizzato oltre 80 mila accessi. 

Nel quadro di una rinnovata strategia di comunicazione si inserisce anche il nuovo sito del "Pon sicurezza'' dedicato al programma di sviluppo di 4 regioni del Mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) cofinanziato dall'Unione Europea con una dotazione finanziaria di circa 1.150 milioni di euro. 

Oltre che un nuovo mezzo di dialogo, i nuovi mezzi di comunicazione sono per la Polizia di Stato preziosi strumenti per la repressione dei reati: in cima alla scaletta delle priorita' la tutela dei minori. ''Per la Polizia Postale e' una missione'', spiega Marco Valerio Cervellini all'ASCA, responsabile progetti educativi sulla navigazione sicura dei minori sulla rete internet.

Fonte: ASCA

martedì 3 novembre 2009

Radiologo conosceva le pazienti in chat e ne abusava dopo averle narcotizzate


Un radiologo romano di 50 anni, incensurato e residente in provincia di Viterbo, e' stato arrestato dai Carabinieri per sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni personali. Adescava le sue vittime assicurando la sua disponibilita' per ogni tipo di esigenza medico sanitaria, ma poi le narcotizzava per abusare di loro. Il provvedimento restrittivo scaturisce a seguito della denuncia di una 30enne di origine albanese, che nello scorso mese di gennaio era stata avvicinata dall'uomo. Questi, spacciandosi per affermato dottore aveva offerto alla donna la sua disponibilità per ogni tipo di esigenza medico-sanitaria. Successivamente aveva consentito alla donna di eseguire in tempi brevi una mammografia ma, subito dopo, l'aveva narcotizzata sciogliendo farmaci contenenti benzodiazepina, sostanza che costituisce la base degli anestetici, in un caffe' che le aveva offerto al bar. La donna da quel momento non ricordava più cosa fosse successo e si era risvegliata l'indomani seminuda in un letto all'interno di una abitazione di Roma risultata poi nella disponibilita' dell'arrestato. Stessa situazione veniva successivamente denunciata da un'altra donna, una 40enne di origine ucraina.
Le indagini svolte dai Carabinieri hanno convinto i militari che si trovavano di fronte a un vero e proprio maniaco seriale, vista la perfetta coincidenza delle modalità con le quali portava a termine le sue violenze sulle giovani prede. Dunque non può essere escluso che lo stesso abbia perpetrato analoghi reati anche a carico di altre donne contattate in chat e su Facebook, le quali, per vergogna o minacce, potrebbero aver omesso di denunciare quanto loro accaduto. I Carabinieri pertanto lanciano un appello e, nell'assicurare la massima riservatezza, invitano eventuali altre vittime a recarsi presso il Nucleo Investigativo di via in Selci oppure contattare telefonicamente i militari della Prima Sezione ai numeri 06/48942973-48942918.

Facebook e dipendenza da internet


La dipendenza da Internet, meglio conosciuta nella letteratura psichiatrica con il nome originale inglese di Internet addiction disorder (IAD), è un disturbo da discontrollo degli impulsi. È comparabile al gioco d'azzardo patologico come diagnosticato dal DSM-IV. Molti critici affermano al contrario che la dipendenza da Internet non può essere considerata uno specifico disturbo psichiatrico, ma un sintomo psicologico che può connettersi a differenti quadri diagnostici e clinici.
Non ci sono studi ufficiali, ma la dipendenza da internet sta diventando anche in Italia una patologia: il 20% di chi 'frequenta' assiduamente internet, infatti, potrebbe esserne dipendente.
La dipendenza dalla realtà virtuale in internet è una psicopatologia che si presenta in misura notevolmente crescente, in persone affette da sindromi organizzate e note clinicamente come:
  • disturbi di personalità, specialmente del tipo ossessivo-compulsivo e dipendente
  • depressione e distimia
  • DOC (disturbo ossessivo-compulsivo)
  • fobia sociale e difficoltà nella socializzazione con conseguente ritiro o isolamento sociale
La dipendenza da internet, o meglio da alcune 'applicazioni' della rete, è divisa in cinque tipologie:
  1.  'cyber sexual addicted', che sono i frequentatori di siti, video e immagini pornografiche;
  2. 'cyber relations addicted', che non possono fare a meno di chat e Facebook, di essere 'sempre connessi';
  3. 'net compulsor', dipendenti dal gioco d'azzardo, dallo shopping on line, dall'e-commerce;
  4.  'information overload', che consultano in modo compulsivo la rete per essere sempre e comunque informati su tutto; 
  5. 'computer addicted', drogati dei giochi virtuali, che vivono più con il loro 'avatar' che nella vita reale.
La dipendenza da siti pornografici, chat, social network, aste on line o gioco d'azzardo, può raggiungere livelli davvero patologici, provocando radicali cambiamenti nella sfera personale dell'individuo e modificandone la vita reale. La cosa più grave è che spesso i malati non si rendono conto di essere arrivati all'assuefazione. A esserne colpiti soprattutto le persone dai 25 anni in su, ma anche le casalinghe, i 40enni impiegati, persino i dirigenti che anche in vacanza sono 'pc dipendenti'.
La dipendenza da internet toglie tempo alla vita reale portando spesso l'internet-dipendente ad estraniarsi dalla realtà e venire meno alle proprie responsabilità. Un test test, sviluppato da Nienteansia.it, permette di verificare il proprio livello di dipendenza da internet.
Per chi sente il disagio della dipendenza al Policlinico Gemelli di Roma è operativo un centro di cura per la dipendenza dal web all'interno del day hospital psichiatrico attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30.
In particolare, il protocollo di intervento è strutturato in tre passi:
  1.  colloquio iniziale per confermare o meno la diagnosi di dipendenza;
  2.  incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante, eventualmente contenuta con un’appropriata terapia farmacologia;
  3. inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione, al fine di “riattivare” un contatto “dal vivo” con gli altri e di conseguenza esperienze autentiche di condivisione, senso del limite, capacita di attesa e comunicazione non verbale.
L’ambulatorio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30. Per accedere alla prima visita occorre prenotare telefonicamente, contattando i numeri 06 30154332-4122.

domenica 1 novembre 2009

Donna arrestata per un poke su Facebook

Una donna americana di 36 anni - Shannon D. Jackson, del Tennessee, è stata arrestata per aver “pokato” una persona verso la quale aveva un’ordinanza restrittiva. Niente paura però, i Poke su Facebook non sono diventati un reato.
Quello che è successo di recente alla donna statunitense è alquanto curioso. Shannon D. Jackson è stata arrestata il 25 settembre per aver inviato un Poke ad una sua amica, violando un ordine di protezione imposto da una corte giudiziaria. La donna potrebbe subire anche un’ammenda di 2.500 dollari (oltre a 29 giorni di carcere), per aver violato le disposizioni del giudice che le imponevano il «divieto di contatti telefonici o attraverso qualsiasi altro strumento con altre persone, fino a nuovo avviso».
La famosa testata giornalistica statunitense Tennessean cita che secondo la dichiarazione giurata archiviata nella Sumner County General Sessions Court, la signora Jackson è accusata di aver usato l’opzione “poke” di Facebook per contattare una donna di Hendersonville, violando dunque i termini dell’ordine di protezione. La polizia di Hendersonville come prova ha fatto una copia della pagina con la quale la vittima mostrava il poke ricevuto.
Il poke è stato quindi equiparato ad una vera e propria comunicazione ed interpretata come una violazione delle disposizioni giudiziare. La Signora Jackson fino ad ora non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Facebook scrive le nuove regole sulla privacy


Mark Zuckerberg in persona annuncia in un video le nuove regole sulla privacy e sulla governance. Come già avvenuto per altre modifiche, gli utenti avranno la possibilità di esprimere la propria opinione in merito alle novità introdotte, offrendo consigli e suggerimenti ai responsabili del social network. Le nuove condizioni d'uso sono state redatte in maniera semplice e accessibile, diversamente dal passato. 

Tra le novità più interessanti presentate nella nuova bozza delle regole di Facebook spicca la possibile introduzione in futuro di un sistema di geolocalizzazione interno al social network, utile per condividere con amici e contatti la propria posizione geografica. Il documento, da poco messo a disposizione degli utenti del social network, contiene una serie di informazioni aggiuntive sulla gestione dei profili, sulle impostazioni per la privacy a disposizione degli utenti e sulla differenza tra disattivazione e cancellazione di un profilo. 

Un'ulteriore serie di modifiche e integrazioni alle attuali norme applicate da Facebook interessa le soluzioni per l'advertising sulle pagine comuni e dei profili. Eliot Schrage, VP of Communication and Public Policy, spiega che le informazioni degli utenti fornite da Facebook agli inserzionisti della pubblicità sono in forma anonima, ciò significa che non possono essere ricondotte all'utente in alcun modo. Le novità sulla privacy e le condizioni d'uso proposte dal social network mirano dunque ad offrire una maggiore trasparenza e ad aumentare ulteriormente la fiducia dei tanti utenti iscritti al social network. 

I testi contenenti le regole vecchie e nuove sono stati riscritti, semplificati e suddivisi per aree tematiche in maniera chiara. Gli utenti potranno ora esprimere la propria opinione sulle novità introdotte fino al prossimo 5 novembre, sulla pagina ufficiale. Consigli e suggerimenti saranno successivamente vagliati dai responsabili del social network, che provvederanno alla realizzazione di un documento finale contenente le nuove politiche per Facebook.
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