mercoledì 28 ottobre 2009

Nuovi gruppi e pagine sul caso 'Marrazzo'


Dopo il gruppo 'Uccidiamo Berlusconi', finito nel mirino della magistratura, nasce il suo omologo 'Uccidiamo Marrazzo' appena 'fondato' con dodici membri. Quest'ultimo nasce provocatoriamente e 'per statuto', si legge sulle informazioni ufficiali, "a difesa della prostituzione e dei clandestini", oltre che "dei diritti umani".
Tra i post spunta quello di Daniele che si rivolge "ai falsi moralisti della sinistra" che "si vergognino", e chiede poi anche "a Silvio di iscriversi".
Ma il social network pullula di gruppi che si rifanno provocatoriamente alla vicenda. Tra i più numerosi c'è il 'Piero Marrazzo Trans Club" con 571 iscritti. C'è Johnny che si lamenta per i soldi dei contribuenti spesi "male": "Questo va a Trans con l'auto blu e dice di essere vittima di un complotto politico" e chi come Pierluigi si rivolge al governatore, dicendo non ti capisco, "è tanto bella la gnocca".
Qualche messaggio di solidarietà in più si trova invece sulla pagina personale di Marrazzo su Facebook. C'è Simone che dice "la vita privata è privata", ma anche "un elettore di sinistra" che si sfoga: "Mi viene da vomitare all'idea che abbia pagato la prestazione sessuali con i soldi dei contribuenti". E infine Gello che lo accusa di ipocrisia, riportando quanto scritto sul sito ufficiale della Regione Lazio: "La famiglia è la sua vera grande passione. Ha tre figlie: Giulia, Diletta e la più piccolina, Chiara. Con loro e con Roberta, la donna della sua vita, passa tutto il tempo libero".
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