venerdì 23 ottobre 2009

Caso Caracciolo, blogger e utenti Facebook pro e contro il professore


Roma -(Adnkronos/Ign) - «È vittima di una caccia alle streghe come Giordano Bruno», «No, nega la storia, è un criminale». Nella rete si scatena la guerra tra i blogger e gli utenti del social network Facebook, che si dividono tra chi è pro e chi è contro Antonio Caracciolo.
L'Olocausto una "leggenda", le camere a gas una delle tante verità "da verificare", come "i sei milioni di morti nei campi di concentramento". Le teorie che negano lo sterminio degli ebrei appaiono nei blog di Antonio Caracciolo, un ricercatore 59enne di filosofia del diritto dell'università 'La Sapienza' di Roma, anche se lui dice di essere professore aggregato. Le teorie negazioniste 'approdate' all'università hanno suscitato sconcerto e polemiche.
"Aspettiamo che l'università prenda provvedimenti anche a tutela degli studenti. Certamente la Comunità ebraica romana adirà le vie legali contro Antonio Caracciolo - rende noto Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma - convinti di non essere la sola istituzione ad occuparsi del tema, ma l'intera società civile.
"Non penso che un professore negazionista possa insegnare a 'La Sapienza''' aveva detto oggi a chiare lettere il sindaco Gianni Alemanno annunciando che avrebbe chiamato il rettore Luigi Frati per ''chiedere una verifica a livello politico. E il rettore dell'università 'La Sapienza' ha prontamente risposto ringraziando ''il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Caracciolo'' ha fatto sapere Frati.
Su un blog, una professoressa di filosofia ha invitato a una «mobilitazione della rete per il prof Caracciolo, contro la nuova inquisizione», pubblicando un video tratto dal film 'Giordano Brunò «per meditare su da dove veniamo e dove stiamo andando storicamente».
Decine i messaggi di solidarietà su uno dei blog dello stesso Caracciolo, Civium Libertas, come gli incoraggiamenti «a proseguire nel suo onesto e meritorio lavoro» oppure «ho percepito la sua strenua volontà di difendere la verità e l'informazione a 360ø».
E ancora: «gli danno dell'antisemita, che nella nostra società è come bollare qualcuno di stregoneria, di lebbra». Ma su Facebook ci sono anche due gruppi contro il prof. con decine di adesioni e se ne discute anche sui forum degli studenti della Sapienza.
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